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Richard Benson – Duello Madre (2016 – album digitale)

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Richard Benson Duello Madre 2015Richard Benson è da tempo immemore il re dei cazzari, ma sarà per l’immancabile parruccone, per gli occhiali ridicoli o per il bastone infernale, fatto sta che gli abbiamo sempre perdonato tutto. Un personaggio sicuramente fuori dagli schemi amato e deriso dal pubblico che con il tempo è diventato un’icona dei freak di YouTube ma che in tempi recenti ha perso parecchio dello smalto genuino di un tempo.

L’ultimo disco uscito l’anno scorso sotto la malefica ala protettrice di Federico Zampaglione ha fatto cassa del successo della rete, ma ci ha regalato un Richard Benson più parodia di se stesso che personaggio folle e incontenibile, così come le ultime apparizioni live stanche e vuote, ma non fa nulla perché in fondo gli vogliamo bene come a un vecchio zio.

Oggi arriva il nuovissimo “Duello Madre”, album fresco di stampa frutto dell’incontenibile verve creativa del nostro e ci sentiamo di dire: basta! Non tanto perché questa volta Richard spara la stronzata definitiva quando dice che il suo nuovo brano “Exotic Escape” continene l’ultima incisione fatta da David Bowie prima di morire (se non lo sapevate lui e Bowie erano amici da lunga data in Bensonworld), piuttosto perché ci sta prendendo tutti per il culo.

Il nuovo “Duello Madre” non è affatto un disco nuovo bensì una raccolta di vecchie registrazioni tutte già edite e note, perché dunque non chiamarlo un “best of”? La già citata “Exotic Escape” non è altro che un infimo brano inciso dagli East nel 1987 per la compilation “Metal Attack” con lo stesso Richard alla voce e apparentemente rippata male direttamente dal vinile; le quattro canzoni che seguono “Madre Tortura”, “Adagio In Re”, “C’è Ancora Un Colore Nella Notte” e “Gerarchie Infernali” sono prese pari pari dal suo primo album “Madre Tortura” del 1999 e la conclusiva “Non Dite a Mia Madre Che Ho Paura” non è altro che una versione strumentale editata della stessa “Madre Tortura”.

Forse non vale la pena neppure prendersela, perché Richard Benson nel 2016 è l’ombra dell’ombra di se stesso: dimagrito di almeno 35 chili ma stanco, impacciato e senza motivazioni. Quasi imbarazzato a presentare questa “sòla” ai suoi fan.

Tracklist:
01. Exotic Escape
02. Madre Tortura
03. Adagio In Re (strumentale)
04. C’è Ancora Un Colore Nella Notte
05. Gerarchie Infernali
06. Non Dite a Mia Madre Che Ho Paura (strumentale)

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3 COMMENTI

  1. La copertina è una foto di lui che esce dall’ascensore??? Lui comunque sembra malaticcio, ha pure la dentiera storta..

  2. Ohè, dite quello che volete, ma a me questa raccolta è piaciuta, perfino la voce di Benson rippata male da un vinile consumato o da qualche nastro ormai consumato, chissà. Cazzaro o no, Benson è come uno di quei personaggi di paese eccentrici, folli, ma non cattivi. Forse avrebbe meritato una fine diversa Benson, forse avrebbe potuto avere una carriera ben più onorevole.

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