Renato Zero zerobingo

Tra i tanti artisti che hanno messo in commercio sé stessi regalando il proprio nome, immagine o marchio al fantastico mondo dei gadget annoveriamo anche Renato Zero, anche se (forse i più si sorprenderanno) il nostro non ha mai effettivamente amato queste modalità di difusione e monetizzazione… Anzi, ci si è dedicato praticamente poco e niente.

Forse anche per l’assenza di un fan club ufficiale (tranne una breve parentesi di qualche anno nei 2000, quando esisteva ZenZero), ma la commercializzazione degli Zero-prodotti in effetti non c’è mai stata (e tutti ne ringraziamo il cielo ogni volta che alla TV sentiamo una canzone di Antonello Venditti abbinata a una nota patatina).

Tuttavia, qualcosa accadde e proprio ad opera del suo fan club (forse è per questo che, tempo qualche anno, Renato gli farà chiudere i battenti, chissà…): tutto partì nel marzo 2003, l’occasione è il raduno degli iscritti presenziato da Renato in persona, un evento imperdibile dove si mangia e poi si sta insieme buttandola in caciara. Del resto ognuno ha il suo pubblico e se i fan di Francesco De Gregori avrebbero commentato rapiti qualche cantautore estone, qui si gioca a tombola, anzi a bingo, con tanto di mega tabellone, cartelle e numeretti abbinati alle canzoni.

Il tutto venne immortalato da un imperdibile video in cui possiamo ammirare Renatone che estrae i numeri dal sacchetto nero con la Zeta e dovrebber intonare il ritornello del brano “pescato”, ma siccome non si ricorda le canzoni, le fa cantare al pubblico, regalando comunque momenti di grande ilarità (quando ci si mette ed è in vena, stacca tutti di parecchi punti).

Come è suo costume, Zero non si è minimamente preparato all’evento, anzi viene il sincero dubbio che passasse di lì per caso, ma tant’è… Quando ricapita la possibilità di vederlo così da vicino senza esser mandati al diavolo?

Finita la piacevole serata nel fan club nasce l’idea di replicare l’esperienza realizzando un gioco da tavolo che replicasse quel che si era vissuto, nella piena consapevolezza che il popolo zerofolle si sarebbe fiondato all’acquisto con inni estatici.

Nasce così lo ZeroBingo, una delle baracconate più assurde e forse la più demenziale che potesse essere concepita, per la serie «non ho mai fatto nulla, ma se faccio mi ci impegno»: ecco quindi lo zerotabellone, la sacca con i numeretti e le cartelle, tutto con le sue foto passate e presenti, le più improbabili e quelle normalissime, a ripercorrere l’intera carriera del cantautore e allietare le serate dei suoi fan.

Inutile dirlo, il gioco va letteralmente a ruba tra gli Zero-folli. Vuoi perché è in fondo la prima volta che Renato dà loro in pasto del merchandising, vuoi perché baraccone chiama baracconi, ma ai concerti, nelle interminabili ore di attesa, in molti raccontavano le proprie esperienze con lo ZeroBingo… Perché i sorcini non si limitano a giocarci, i sorcini si presentano alle tombolate e impongono lo ZeroBingo!

A onor del vero, ignoro quanti esemplari ne furono realizzati (immagino un numero molto limitato) e forse, cercando bene, qualcosa in giro si trova Al mercato dell’usato (per dirla con un suo titolo), spesso però a prezzi esorbitanti, ma se lo volete scordatevi che io vi ceda il mio amatissimo ZeroBingo!

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