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Raffaella Carrà – Senzarespiro (1972 – LP)

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Raffaella Carrà SenzarespiroCorreva l’Anno Domini o meglio l’Estate Domini 1972 quando Raffaella Carrà, non contenta di aver rovinato più di una generazione con il “Tuca Tuca”, si esibì nelle piazze principali della penisola con il suo show coreografico-musicale accompagnata da un’orchestra, mica pizza e fichi insomma!

Per permettere a chi, malauguratamente, si fosse perso quegli spettacoli, il suo pigmalione e compagno dell’epoca Gianni Boncompagni decide di pubblicare un live album celebrativo, ma sin dalle prime note si ha subito la sensazione di essere presi per il culo: il disco potrà anche essere stato regirstrato live ma probabilmente in studio piuttosto che in qualche piazza! Per capirsi, questo album dal vivo è l’equivalente discografico della gondola di plastica. Di musica live non c’è assolutamente l’ombra, tutto è malamente artefatto, dalla voce di Raffaella (l’apoteosi la si raggiunge con una versione di “Tuca Tuca” palesemente in playback!) alla band, finendo con il pubblico che rappresenta senz’altro la ciliegina sulla torta: finto come i soldi del Monopoli e fastidiosissimo come uno sciame di moscerini impazziti, per tutta la durata dell’LP vengono ripetuti i cori “Ra-ffa-e-lla! Ra-ffa-e-lla!” piazzati qua e là, che ricordano più il pubblico di “Ok il Prezzo è Giusto” che cori di fan sfegatati.

Ascoltando il vinile si rimane davvero “Senza Respiro” e non perchè si rimane incantati dalla Raffaella nazionale, ma per le perle proposte a partire da una versione davvero troppo imbarazzante di “Where Did Our Love Go” (già singolo di Little Peggy March) che pare tratta da qualche sfortunata esibizione de “La Corrida”, si prosegue con l’eccitante presentezione di tutta l’orchestra (ma chi se frega Raffa!) e si conclude con il pastrocchio nonsense di “Harraf”. Quando finalmente scorrono le ultime note della cover in chiusura “She’s Looking Good” si tira davvero un sospiro di sollievo.

Nonostante sia un terribile capolavoro kitsch, questo album è discretamente raro anche se l’unica cosa “utile” del LP è il retro copertina dove si possono imparare le mosse del “Tuca Tuca” (ecco dove ha preso l’idea Claudio Cecchetto per il 7” del “Gioca Jouer”) direttamente dalla stessa Raffaella grazie a imperdibili foto propedeutiche.

Tracklist:
01. Ma Che Sera
02. Where Did Our Love Go
03. Harraf
04. Presentazione Orchestra
05. Sensazionale
06. Accidenti A Quella Sera
07. Fantasia (medley)
– Ma Che Musica Maestro
– Perdono Non Lo Faccio Più
– Tuca Tuca
– Borriquito
– Chissà Se Va
12. Tuca Tuca Sì
13. She’s Looking Good

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