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Raffaella Carrà – Reggae Rrrr! (1970 – 7″)

Il "reggae" di Raffaella Carrà

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Raffaella Carrà Reggae Rrrr! 45 giriUna delle peculiarità che hanno reso la Raffa nazionale una vera e propria icona vivente è senz’altro l’eclettismo che ha contraddistinto gli anni di maggior successo televisivo Rai, tra il 1968 e il 1975 circa, nelle varie Canzonissime pilotate dall’ineffabile team Procacci – Boncompagni, la potevamo ritrovare puntata dopo puntata nelle vesti di cantante spagnola, maghella per bambini, proto Suzi Quatro da salotto buono (Rumore), chanteuse intimista e casta burlesque girl. Poi nei decenni a venire anche conduttrice di show telefonici, presentatrice di sontuosi varietà del sabato sera, fino a reinventarsi (a 70 anni suonati) platinata opinion dark lady 2.0 nel più recente “The Voice Of Italy” e battibeccare con un bollito Piero Pelù come una consumata talent scout. Chapeau!

Proprio il pigmalione Gianni Boncompagni, con il contributo compositivo del Maestro Berto Pisano, volle lanciare Raffa nel “nuovo ballo che imperversa negli Stati Uniti, a Londra e in tutte discoteque Francesi” (dalla presentazione a Canzonissima ’70 dove tra l’altro vengono insegnate le “regole base” del ballo davanti ad un attonito Corrado) intitolando “Reggae Rrrr!” un pezzo che di reggae non ha praticamente nulla se non qualche richiamo rocksteady, probabilmente perché all’epoca di giamaicano, musicalmente parlando, in Italia esisteva solo l’esotica parola ma ancora nessun disco da ascoltare (Bob Marley arriverà in Rai nel 1975 con il seminale programma Odeon) tranne forse per “Operazione Sole”, misconosciuto brano in levare di Peppino Di Capri.

Di fatto però si tratta del classico tarocco made in Italy, la base infatti è presa pari pari dal misconoscoito brano “Reggae Shhh!” pubblicato guarda caso lo stesso anno della band sudafricana degli degli Zorro Five per la Decca Records.

La banalità del singolo in questione però non gli consentirà di essere rivalutato un ventennio dopo nei vari ripescaggi nostalgici di Fabio Fazio, come invece accadde al successivo “Tuca Tuca”. Forse perché in quel caso giocava un ruolo ludico-sensuale il ballo stesso al di là della facilità della melodia, mentre qui Raffaella non ammicca suadente ma strilla le qualità miracolose (?) della musica reggae sotto una base di guitar funk dal sapore tardo anni ’60 con plotone di fiati a seguire:

8-7-6-5-4-3-2-1 Rrrreggae!
si cala di peso col Reggae
si cresce di un metro col Reggae
ti senti piu’ bella col Reggae, Reggae, Reggae,Reggae Rrrrrrrrr!
Si muovono i fianchi col Reggae
Le mani le braccia col Reggae
I piedi le gambe col Reggae, Reggae, Reggae,Reggae Rrrrrrrrr!

Praticamente un ibrido tra uno dei singoli minori di Cecchetto (immaginate lo “Ska Chou Chou” suonato alla metà della velocità) e una televendita di Wanna Marchi ante litteram. Tra l’altro anche il ballo stesso era abbastanza imbarazzante nella sua ovvietà, ma del resto era il prezzo da pagare a quei tempi per portare l’italiano medio, che non conosceva neanche i passi della mazurka, su una pista da ballo.

Insomma al volpone Boncompagni non andò granchè bene stavolta, anche se poi col “Tuca Tuca” fece impazzire tutta l’Italia, tra cui anche un Alberto Sordi che ricordiamo tutti ballare con Raffaella a Canzonissima ’71, ma questa è un’altra storia… In ogni caso Raffa ti amiamo anche così!

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