Padre P-Yo magnotta canzoneA metà dei non più vicini anni 2000 un fenomeno del rap online si fece strada a suon di rime goliardiche tra le varie proposte disponibili su MySpace e YouTube: Padre P-Yo, a.k.a. Freshhh (oggi noto come Pedar Poy), talento di Aprilia che passò alla cronaca per dei pezzi decisamente sopra le righe in cui “dissava” (nel gergo del rap “prendeva in giro nelle sue canzoni”) artisti ben più affermati, quali Marracash, Inoki e affini. Pronuncia marcatamente “de Roma” e un umorismo un po’ pecoreccio se vogliamo, ma estremamente ficcante, unitamente alla classica reazione da “presi ammale” di alcune delle icone rap di cui sopra, fecero di lui un vero e proprio caso mediatico, tra like e minacce di querele vere o presunte che gli fecero guadagnare l’appellativo di “rapper più minacciato del paese”. Sembra davvero di parlare di altri tempi!

Padre P-Yo era tuttavia già noto nell’underground della scena italiana del primo decennio del 2000 come purista del genere e accusatore del panorama musicale del rap italiano che, a sua detta, si stava commercializzando troppo (chissà che cosa ne pensa oggi).

Nal suo primo lavoro autoprodotto Il demo più inutile che esista distribuito gratuitamente in rete nel 2005 compare il brano M.A.G.N.O.T.T.A. che per un momento esula dalla critica alla scena e si propone come un omaggio a Mario Magnotta, ruspante e blasfemo personaggio aquilano, bidello di un istituto tecnico, divenuto famoso per le registrazioni di una serie di scherzi telefonici perpetrati ai suoi danni a fine anni ’80 da alcuni ex alunni della scuola superiore in cui lavorava e che succesivamente li condivisero in rete.

Nel più celebre di questi millantavano il mancato perfezionamento dell’acquisto di una lavatrice e contemporaneamente l’obbligo di acquisto di altri elettrodomestici, causando l’ira e le colorite reazioni del Magnotta, che ignaro di tutto, alternava risposte pazienti a irripetibili sbottate condite di serie di insulti e bestemmie, caratterizzate dall’incedere frenetico e dall’accento abruzzese del povero bidello. Gli scherzi si diffusero rapidamente su internet e divennero talmente popolari da renderlo un caso mediatico, con comparsate da Maurizio Costanzo, Giancarlo Magalli e nelle discoteche di mezza Italia, oltre che l’approvazione di tanti personaggi dello spettacolo italiano come Antonello Venditti, David Riondino, Dario Vergassola e soprattutto Simone Cristicchi che lo citò nel singolo L’Italia di Piero.

Con queste premesse e con lo stile sarcastico di Padre P-Yo la canzone non poteva certo essere una hit per palati raffinati: l’atmosfera pare quella di uno stornellaccio riportato in chiave moderna, in cui alle rappate romanesche si alternano spezzoni delle celebri telefonate a Mario Magnotta, che purtroppo nel 2009  passò a miglior vita trasformando il brano in vero e proprio omaggio alla memoria di una delle prime autentiche star della storia della rete italiana.

Nonostante molti anni siano ormai passati l’affetto verso questo personaggio sembra non venir meno, infatti nel 2017 vede la luce il fumetto Magnotta Wars – Il lato abruzzese della forza (edito da Magic Press) con portagonista un immaginario pronipote del Magnotta che lavora in una stazione spaziale, ovviamente come bidello.

1 COMMENTO

  1. Ricordo che anche J-Ax nei primi 2000 in un’intervista lodò il sito dedicato al Magnotta come uno dei suoi preferiti.

    PS: adesso arriva DJ Gruff e vi dice che siete tutti dei suckers

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