Maple Street Oh LutefiskPerpetrando la grande tradizione che lega Orrore a 33 Giri alle canzoni natalizie, ci imbarchiamo per l’ennesima volta in un immaginario volo che ci porterà nella patria in cui l’usanza delle musiche di Natale ha attecchito più di tutti. Stiamo ovviamente parlando di quella grande terra di libertà conosciuta con il nome di Stati Uniti d’America. Poche nazioni possono infatti vantare una carola dedicata a un piatto tipico locale e gli States ci riescono con la canzone Oh! Lutefisk.

Per iniziare, una nota culinaria: che leccornia sopraffina potrà mai essere questo lutefisk per meritarsi una canzone tutta sua? Niente di raccomandabile, almeno per un palato standard occidentale. Da appassionato di orrori di ogni genere mi sono imbattuto in questo piatto e in questa bizzarra canzone guardando una puntata della serie Bizarre Foods (da noi Orrori da gustare). Vengo quindi a conoscenza di un particolare metodo di conservazione del merluzzo ideato nei paesi del nord Europa, le cui parche risorse costringevano gli abitanti a ingegnarsi in ogni modo per sopravvivere. Tra le varie bizzarrie culinarie il lutefisk spicca per l’utilizzo di un ingrediente non proprio edibile: la soda caustica. Immerso in questo composto, il pesce puó conservarsi per molto tempo ed essere consumato in periodi di magra, dopo una logica lavatura che si articola su più stadi per rimuovere ogni traccia di soda caustica dalle carni (processo che mediamente dura una settimana). Dopo questo trattamento, il pesce assume un sapore pungente e una consistenza gelatinosa, fattori questi che caratterizzano la pietanza in positivo per i suoi estimatori o in negativo per il resto del mondo.

Succede poi che parte della popolazione scandinava, specialmente di origine norvegese, decide di trovare fortuna in America importando il lutefisk nel Nuovo Mondo. Qui viene consumato tuttora nel periodo natalizio, in particolar modo nel celeberrimo Minnesota, lo stato che ha dato i natali a Prince, al fumettista Charles Schultz e ai gemelli Brandon e Brenda Walsh, del quale è piatto nazionale. Dalle lande innevate dello Stato della Stella Polare il lutefisk va continuando a separare la platea per via delle sue caratteristiche di consistenza, sapore e conservazione, dividendo i consumatori tra grandi estimatori e altri che preferirebbero passare dalle forche caudine piuttosto che assaggiarne un solo boccone.

Unicità che è stata immortalata in Oh! Lutefisk, una carola ideata dal comico americano di famiglia norvegese Red Stangeland, intonata sulle note della celebre Oh! Tannenbaum per deliziare tra il serio e il faceto le tavolate degli americani di origine scandinava, in Minnesota ma più in generale nel Stati Uniti e nel Canada.

Noi però prendiamo un’interpretazione meno sgraziata e più curata della canzone ad opera dei Maple Street, misconosciuta band del Minnesota (ovviamente), inserita nel loro EP digitale Christmas Trees and Maple Leaves del 2016, che si diverte a porre sullo stesso piano la contrastante accoglienza del pesce in soda caustica tra i suoi consumatori.

Lutefisk, O Lutefisk, how fragrant your aroma,
Lutefisk, O Lutefisk, you put me in a coma.
You smell so strong, you look like glue,
you taste just like an overshoe,
but lutefisk, come Saturday,
I think I eat you anyway.

Nella prima strofa la pietanza viene descritta sottolineandone l’aroma capace di mandare una persona in stato comatoso, un aspetto simile a quello della colla e un gusto che si potrebbe paragonare a quello di una soletta da scarpa. Caratteristiche non proprio accattivanti. ma che vengono accettate un po’ come quell’amico scocciatore cui, sotto sotto, continuiamo a voler bene.

Lutefisk, oh lutefisk, how well I do remember.
On Christmas Eve how we’d receive our big treat of December.
It wasn’t turkey or fried ham.
It wasn’t even pickled Spam.
My mother knew there was no risk
in serving buttered lutefisk.

La tristezza prosegue con ricordi di infanzia: l’autore rimpiange il fatto che a Natale la madre fosse solita preparare il lutefisk a dispetto di quanto esso fosse molto meno apprezzato non solo di cibi prelibati quali tacchino arrosto o maiale in padella, ma persino della carne in scatola Spam, una preparazione americana suppergiù simile alla nostra Manzotin.

Lutefisk, oh lutefisk, you have a special flavor.
Lutefisk, oh lutefisk, all good Norvegians savor.
That slimy slab we know so well
identified by ghastly smell.
Lutefisk, oh lutefisk,
our loyalty won’t waver.

La conclusione risveglia forti sentimenti patriottici: seppur con il suo viscidume e il suo odore disgustoso, il lutefisk rappresenta un vero e proprio orgoglio scandinavo, cui i discendenti dei vichinghi giurano eterna fedeltà e rispetto.

Il nostro viaggio musical-culinario termina qui. Se, come crediamo, vi capiterà di maledire il giorno di Natale, i suoi pasti pantagruelici e i momenti infiniti trascorsi in convivio, consolatevi col fatto che, perlomeno, in Italia non siamo costretti a ingozzarci di merluzzo in soda caustica. Nei momenti di sconforto alimentare natalizio, intonate coi vostri sodali o nella vostra mente Oh! Lutefisk, quale canto liberatorio. Tutto allora andrà per il meglio.

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