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Mah-Nà Mah-Nà: la storia di un tormentone made in Italy

Da sottofondo per una scena erotica in una sauna svedese a caposaldo della cultura popolare mondiale

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Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo imbattui in Mah-Nà Mah-Nà, una canzoncina innocua e senza senso ma incredibilmente contagiosa; basta solo qualche secondo perché riesca ad appiccicarsi ai timpani dell’ascoltatore per il resto dei suoi giorni. Un motivetto semplicissimo, banale e senza un vero testo che però ha saputo superare mode e generazioni tasformandosi da sottofondo per una breve scena pruriginosa a caposaldo della cultura popolare mondiale.

La maggior parte delle persone la associa al mondo colorato del The Muppet Show, nel quale arrivò a metà anni ’70, ma la canzone ha una storia assai più lunga e affascinante che inizia accidentalmente per mano di un italiano con il pallino del jazz, ma iniziamo dal principio…

Viva la sauna svedese

Mah nà mah nà Svezia, inferno e paradiso locandina

Correva il 1968 e la moda dei mondo movie esplosa con il successo di Mondo cane, pellicola di culto uscita nel 1962, era ancora galoppante; si trattava di un sottogenere cinematografico che mischiava pseudo-documentari all’exploitation, nato in Italia sulla fine degli anni ’50 e diffusosi rapidamente in tutto il mondo. Praticamente venivano mostrate scene di sesso e violenza (vere o finte) presentate in una forma scientifica e rigorosa da una voce narrante. Nel settembre di quell’indimenticabile anno uscì Svezia, inferno e paradiso narrato da Enrico Maria Salerno per la regia di Luigi Scattini; un mondo movie come tanti che però aveva la forma di un viaggio-inchiesta sulla Svezia degli anni sessanta che per i maschi italiani rappresentava una sorta di Bengodi: benessere economico e mandrie di giovani ragazze emancipate e disponibili, ma allo stesso tempo anche solitudine, droghe e suicidi. Rivisto oggi chiaramente il film ha perso la forza dirompente che ebbe sulla società di casa nostra di fine anni ’60, ma rimane comunque un reperto interessante di un certo cinema che fu.

Il tema sonoro della pellicola venne affidata al maestro Piero Umiliani, pianista fiorentino già apprezzato come compositore di colonne sonore (tra tutte ricordiamo quella del 1958 per I soliti ignoti di Mario Monicelli, prima colonna sonora italiana interamente jazzistica). Tra le varie composizioni che accompagnano il film troviamo il familiare motivetto originariamente intitolato con scarsa fantasia Viva la sauna svedese, poiché era stato creato come sottofondo per una scena in cui un gruppo di ragazze si recava appunto in una sauna rimanendo vestite solo di minuscoli asciugamani.

Mah nà mah nà piero umiliani 1978 1
Piero Umiliani alla fine degli anni ’70

Una canzoncina semplice, ritmata e divertente di un minuto e mezzo, pensata come puro riempitivo, tanto che lo stesso Umiliani non la incluse neppure nella colonna sonora del film, trovando spazio solo nella sua raccolta di scarti di library music Psichedelica, un LP stampato lo stesso anno in sole 200 copie e non destinato al mercato (il disco verrà pubblicato ufficialmente solo nel 2016).

La musica apparentemente elementare, suonata da membri dell’orchestra RAI con il nome di Marc 4,  è in relatà un’abile opera d’interpolazione di parti di melodie di brani celebri in Svezia come la Rapsodia svedese di Hugo Alfvén e la canzone napoletana Santa Lucia entrata nel folklore locale, mentre il testo è un semplice scat senza alcuna parola di senso compiuto, interpretato dal maestro Alessandro Alessandroni con la moglie Giulia.

Da Sesame Street a Benny Hill

Mah nà mah nà sweden heaven and hell OSTVisto il grande successo in patria, Svezia, inferno e paradiso venne distribuito anche all’estero dove negli Stati Uniti diventa Sweden Heaven And Hell con la narrazione in inglese affidata all’attore Edmund Purdom. Contestualmente Umiliani mandò le registrazioni della colonna sonora, comprese quelle escluse dal disco già pubblcato in Italia, alla Marks Music, società americana che curava l’edizione negli USA.

Ad accorgersi per primo delle pericolose potenzialità del brano fu Joseph Auslander, all’epoca direttore artistico della Marks Music che rimase talmente colpito dai centosei secondi di Viva la sauna svedese da decidere non solo di includere la canzone nell’edizione americana della colonna sonora, ma anche di farlo diventare il brano guida. Dopo essere stata rimontata e allungata per superare i due minuti di durata complessiva e ribattezzata con un più accattivante Mah-Nà Mah-Nà proprio per via del testo-non testo, la canzone venne finalmente pubblicata nel 1969 come 45 giri.

Il singolo ottenne un buon riscontro tra le radio americane, ma a dargli grande visibilità fu la televisione con il varietà The Red Skelton Show nella quale il brano fungeva da jingle per gli sketch del popolare comico, tanto che a settembre del 1969 il singolo arrivò alla 55ª posizione della U.S. Billboard Hot 100 e alla 12ª U.S. Billboard Adult Contemporary. Un risultato incredibile per un artista italiano in terra a stelle e strisce e per una canzoncina nata per riempire un minuto e mezzo di pellicola.

Passò solo un mese ed ecco che durante il Sesame Street Fever, il famoso show televisivo per bambini con i pupazzi animati creati da Jim Henson, i produttori pensarono bene di far cantare la canzoncina a questi ultimi con immediato successo di pubblico, tanto che nel giro di qualche giorno la performance venne bissata al celeberrimo The Ed Sullivan Show. Mah-Nà Mah-Nà divenne immediatamente un classico della cultura popolare facendo schizzare in classifica il sigolo che raggiunse la dodicesima posizione nella U.S. Adult Contemporary chart.

Trainato dal successo negli Stati Uniti il brano ottenne enorme popolarità un po’ ovunque anche grazie alle numerosissime cover realizzate un po’ in tutte le salse, da versioni in ebraico a quella per soli Moog degli Hot Butter (quelli di Popcorn). Curiosamente la primissima cover (invero non particolarmente memorabile) venne incisa da un ancora sconosciuto Giorgio Moroder. A cementare il successo nella cultura popolare contribuì anche la televisione britannica: dal 1969, infatti, troviamo la musichetta di Umiliani inclusa in un medley utilizzato come base per gli sketch muti del famosissimo The Benny Hill Show, portando così quel Mah-Nà Mah-Nà nelle case di milioni di britannici che si godevano la televisione a colori.

The Muppet Show: il successo globale

Mah nà mah nà The Muppet Show LP
l’LP de The Muppet Show del 1977

Passa giusto qualche anno e nel 1976 i personaggi dei Muppet, ormai diventati famosissimi, escono dal mondo solo per i più piccoli del Sesame Street creando uno show comico tutto loro pensato anche per gli adulti. Nasce così The Muppet Show in cui viene riproposto il fortunato sketch di qualche anno prima facendo cantare Mah-Nà Mah-Nà ai vari pupazzi.

Il successo del programma in Gran Bretagna prima, negli Stati Uniti poi e di conseguenza in tutto il mondo fu di tali poporzioni che fece entrare nell’immaginario collettivo non solo i vari Kermit, Miss Piggy, Gonzo e Fozzie, ma anche la canzoncina del tranquillo compositore italiano ormai identificata con lo show, tanto che speso veniva chiamata The Muppet’s Song.

A grande richiesta il 45 giri venne ristampato nel 1977 arrivando addirittura nella top 10 britannica e al numero uno degli album nella versione cantata dai Muppet contenuta nel disco The Muppet Show che scalzò dalla cima nientepopodimenoche i Beatles con il loro Live at Hollywood Bowl.

Tutti cantano Mah-Ná Mah-Ná

Diventata vero e proprio patrimonio dell’umanità non sorprende che Mah-Nà Mah-Nà (nota anche come Mahna Manha, Ma Nah Ma Nah, Manamana e cento altre varianti) nel corso degli anni sia stata una delle canzoni più coverizzate e citate di sempre: dalla versione heavy metal alla pubblicità per una catena di supermercati messicani, dalla theme song per una squadra di football americano a uno sketch di comici sovietici, dalla musica araba fino ai videogiochi.

In questo caleidscopio di emozoni, complice anche il potere di una magica sostanza di origine colombiana che impolverava di bianco il glamour degli anni ’70, la canzone venne  anche “discomusicizzata” ad opera delle Lipstique (fugace progetto discografico femminile germanico) dandogli una patina sexy e soccombendo al tragico destino come qualsiasi motivetto minimamente accattivante che girasse allora.

Seguendo il magico cerchio della vita nel 2016 Mah-Nà Mah-Nà torna inaspettatamente in Italia anche se non esattamente in pompa magna; nel format Tadà! (ideato da Massimo Martellotta dei Calibro 35) trasmesso su DeeJay TV cantanti di oggi reinterpretavano celebri brani italiani degli anni ’60 accompagnati dalla resident band dello show (Il Complesso di Tadà!).

Inaspettatamente troviamo il prezzemolino Elio gigioneggiare allegramente sulle note sbarazzine del motivetto di Piero Umiliani con tanto di reinterpretazione del video dell’esibizione dei Muppet, dimostrando ancora una volta che Mah-Nà Mah-Nà, anche dopo 50 anni e innumerevoli versioni, rimane ancora fresco e accattivamente come in quel lontano 1968.

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