Home Big della Musica La Toya Jackson - You And Me (Verso l'Ignoto) (1990 -7'')

La Toya Jackson – You And Me (Verso l’Ignoto) (1990 -7”)

La catastrofe della famiglia Jackson celebrata in diretta al teatro Ariston

-

La Toya Jackson You And Me Verso l'Ignoto Sanremo 1Il 1990 segna una vera e propria svolta per il Festival di Sanremo che, in occasione dei suoi primi quarant’anni, decide di mettere il suo abito migliore e darsi una sana ventata di novità: il grande ritorno dell’orchestra (finalmente) e l’abbinata dei cantanti in gara con altrettanti artisti stranieri come negli anni ’60, con la sola differenza che stavolta la canzone verrà cantata in lingua straniera, sia per evitare imbarazzanti problemi di pronuncia sia per lanciare la canzone sanremese oltre i confini.

Idee entrambe pregevoli sulla carta che però mostravano ciascuna il fianco: anzitutto sulla qualità delle esecuzioni, perché una cosa è sfilare in playback (o cantare su una base che dir si voglia), un’altra è esibirsi dal vivo con l’orchestra (a tacer dei pasticci che combinarono i tecnici del suono in questa edizione); l’altra criticità è poi l’abbinamento, che devi sperare funzioni…

Ciò detto, su quell’edizione del festival chi nutriva grandi speranze erano i fratelli Bella, dato che le accoppiate son sempre gradite, soprattutto quando profumano di famiglia (del resto, Sanremo è un carrozzone ultra nazionalpopolare).

In effetti, la canzone scritta da Rosario e Gianni Bella e cantata a due voci da quest’ultimo con la sorella Marcella, intitolata Verso l’ignoto non è malaccio e verrà premiata più per i vocalizzi e l’incrocio di voci (la classifica ufficiosa li vedrà al 5º posto, ma un mago li darà addirittura primi) più che per il testo a tratti sconclusionato:

Per me (e mi sento)
per me (quasi lento)
e avanzo con fiducia
indifesa (come un vaso)
trasparente (con la mente)
che cerca un po’ d’amore
ovunque amore ci sia.

Sorvolando sul fatto che io non mi sentito mai indifeso come un vaso, i due fratelli non avevano fatto i conti con il fato avverso che quell’anno prende le sembianze di La Toya Jackson e si abbatte impietoso contro di loro.

La Toya Jackson You And Me Verso l'Ignoto Sanremo
La Toya Jackson sulla copertina di Playboy di marzo 1989

Inevitabilmente infatti tra i 20 big (o presunti tali) stranieri, qualcosa di brutto poteva infilarsi, ma di certo la palma di quell’edizione va sicuramente alla sorella meno nota di Micheal Jackson che al tempo furoreggiava e rendeva oro qualunque cosa. Non lei, ovviamente. In effetti l’etichetta di “big” stava piuttosto larga a La Toya che nonostante la fama mediatica della combriccola Jackson e un poderoso contratto con una major riuscì nell’impresa di non far entrare nessuno dei suoi numerosi album nemmeno nella top 100 di Billboard, ottenendo solo un timido successo nel 1984 con il singolo Heart Don’t Lie che raggiunse il 56º posto nella classifica Billboard Hot 100.

Nel 1990 la carriera di La Toya era quindi abbondantemente in fase calante, ormai più nota alle cronache del gossip (quando non a quelle giudiziarie) per le vicende domestiche e ai lettori di Playboy, sulla cui copertina posò senza veli.

Gli attoniti fratelli Bella, e con loro gli orchestrali e il pubblico tutto, assistono quindi allo sciacallaggio in eurovisione della loro Verso l’ignoto, anzitutto per la mise prescelta dalla sorellona di Michael Jackson, che nella migliore delle ipotesi è probabilmente un residuato di qualche suo spettacolo dei primi anni ’80.

Ingioiellata di tutto punto e vestita di velluto nero, borchie, paillette e brillantini presenta questa You And Me che è solo una tremenda versione della canzone in gara, stonando e andando fuori tempo praticamente per tutto il brano, tenendo costantemente la nota calante, salvo, in preda ad una evidente confusione, pure accennare un qualche movimento sexy che lascia il tempo che trova.

Rimane sullo sfondo un mistero: quasi nessuno dei cantanti abbinati incise la canzone eseguita al Festival e proprio La Toya Jackson fece eccezione, pubblicandone un 45 giri (accoppiato al lato B He’s My Brother, brano autobiografico dedicato al fratello Michael) che come sempre passò inosservato ma che in Italia arrivò inspiegabilmente al 28º posto in classifica.

I più letti

7 COMMENTI

  1. Evidentemente quasi nessuno dei cantanti stranieri in gara credeva nel brano assegnato, o al punto tale da accettare di poterne ricavare un disco da vendere. Alcune versioni non erano male (“Angel of the night” di Dee Dee Bridgewater, ad esempio, mentre Ray Charles stravolse quasi completamente il brano di Cutugno da renderlo quasi irriconoscibile), ma sentire “La Toyota Jackson” (così la chiamò Pippo Baudo in un’occasione!) cantare come una scolaretta di terza media, bè…

    • RAY dovette fare il bis, caso rarissimo nella storia del Festival!
      Pippo Baudo comunque non condusse Sanremo 1990.

      • Non ho scritto che Baudo condusse Sanremo nel 1990. La Jackson fu ospite -qualche anno più tardi- in un’edizione da lui condotta.

  2. Ecco, adesso canticchierò tutto il giorno la versione di Elio.
    “…come pongo dal pertugio, senza indugio, vaaaaaaa…”

  3. Ovviamente la versione migliore di Verso l’ignoto è quella degli Elii nei concerti del tour estivo 1990 con Elio nei panni di Gianni e Feiez in quelli di Marcella.

      • Brutto sguallido sghifoso, ultimo degli esseri umani, non te lo puoi permettere di parlare degli Elii!!! Ultimoooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!! Sguallidooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!
        Ed ora, per rimediare ai duoi peccadi, verrai sagrifigado… A Sadana! A Sadanaaaaaaaaaa!!!!!!!! Ner Nadale der Male!
        Che bello il Nadale del Male… Ed ora, dademi…
        UN POLLOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli Recenti