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Jaco D. – Cavaliere Che Vai (1983 – LP)

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Jaco D. Cavaliere che vaiQuesto “Cavaliere Che Vai” è un LP parecchio misterioso che ha stuzzicato la nostra curiosità: uscito nel 1983 accoppiato dall’immancabile 45 giri promozionale “Balletto / Un Ragazzo Particolare”, di questo prodotto discografico si sa finora ben poco, anzi quasi nulla.

Se la casa discografica, tale Showmusic Records, suona assolutamente sconosciuta nonché estemporanea, avendo all’apparenza pubblicato solo questi due vinili, lo stesso interprete sembra altrettanto misterioso.

Andando a sgranocchiare il disco scopriamo che dietro al progetto Jaco D. (vero nome Giancarlo D’Auria, già noto per una breve discografia in ambito partenopeo e prima ancora noto come Gigi Pascal), si nasconde nient’altro che Giacomo Simonelli, storico collaboratore/autore de Il Balletto di Bronzo e, tra gli altri, di Franco Califano, Mino Reitano e i Santo California, assieme al fido paroliere Emilio Iarrusso (che troviamo come coautore in un paio di brani), con alle spalle anche una cospicua discografia come solista (una decina di 45 giri e due LP).

Nelle 10 tracce dell’album viene descritta, quasi dissezionata, la vita di un “ragazzo particolare”, cioè… Gay. Forse per timore di scioccare il pubblico benpensante è stato scelto questo antiquato eufemismo, ma qui siamo nel 1983, non nel 1953!

Il testo della canzone eponima è infatti esplicito quel tanto che basta per lasciar intendere che le gelosie e le occhiate dei benpensanti riguardano solo ed esclusivamente la sessualità del ragazzo, e nient’altro, con riferimenti tutt’altro che impliciti: “il mondo è pieno di burattini / allineati tutti in divisa / e per fortuna ci siamo noi / che ci vestiamo con allegria”. Il passo da “allegria” a “gaiezza” a “gay” è piuttosto elementare.

Pare di capire che il protagonista sia anche benestante, visti i lussuosi regali che offre ad un “tu” indistinto nella canzone “Vieni”: l’offerta che non si può rifiutare a suon di “zerofollia” include vestiti nuovi, una seduta dall’estetista, un’auto sportiva e ricchezza in cambio di un probabile favore sessuale, visto quell’insistente e felpato “vieeeeni” ripetuto per tutta la durata della canzone.

Che si tratti di una notte speciale in una suite esclusiva con un “prostituto” di lusso o di una proposta di matrimonio poco importa, siamo già alla terza traccia e “Balletto” è decisamente qualcosa di più di quello che vediamo in TV dalla De Filippi. In un certo senso possiamo considerarlo un po’ l’epifenomeno di questo album, non a caso un trascinante singolo che non avrebbe sfigurato nel repertorio di Raffaella Carrà: “Prendimi, toccami, cuocimi, spogliami, stringimi, coprimi, siamo i primi ballerini nel balletto dell’amore!”.

Si tira un po’ il fiato con la successiva “Lucciole” che non parla di insetti, ma questo credo che lo si subodori anche prima dell’ascolto, ed è una delle poche canzoni inequivocabilmente eterosessuali.

“Mi Spogli e Poi…” descrive l’estasi di un’operazione tutta di testa, nella quale l’interprete viene letteralmente spogliato con gli occhi dal suo partner con non comune soddisfazione erotica, o almeno così ci pare di capire, anche se quel “e batto i denti, non per il freddo, ma per l’amore” lascia un po’ perplessi.

Jaco D. Cavaliere che vaiSaltando a piè pari “Cavaliere Che Vai”, lagnosa ballata dalle metafore piuttosto confuse, raggiungiamo finalmente l’acme di “Non Ce N’è Uno”, disperata invocazione d’amore di un ragazzo ovviamente “particolare” ancora solo. Saremmo anche mossi a empatia, se non fosse per la descrizione del tipo di uomo ricercato: “Uno che mi sappia dare un poco di dolcezza / uno che mi prenda a schiaffi per la mia bellezza / uno che mi sappia fare anche una carezza / uno che mi faccia male quando fa l’amore”. E uno che voli, porti le mutande sopra la tuta colorata e sia allergico alla kryptonite? No, quello è l’unico requisito che Jaco D. non richiede per una relazione stabile.

In “Questa Sera Gelosia!” si ritorna su territori cari al nostro Renato Zero, e questa volta ci viene presentata una scena poco edificante di cieca gelosia; il nostro becca il suo partner a ballare con un altro e sbrocca letteralmente: gioielli sbattuti a terra, lacrime, schiaffi e graffi sulla pelle del partner, il che fa pensare che questa storia sia fra un transgender e un uomo infedele, più che fra due maschi.

Arriviamo finalmente alla fine del disco con la sorprendente doppietta finale: prima la fanciullesca filastrocca “Di Più” ci fa sobbalzare dalla sedia andando a rispolverare la mitica “Ballata di Fantozzi” (sì, proprio “uacciu uari uari, uacciu uari uari”), per terminare con “Testamento”, con la quale il nostro ragazzo “particolare” ha pensato di lasciare disposizioni sui suoi averi: bambole, profumi, abiti di seta, monili, amuleti e letto con le piume, tutto questo a chi? Ovviamente all’amico del cuore! Chi altri?

L’operazione di descrivere la condizione di un ragazzo gay dall’interno, quasi un diario intimo in musica, fa sorridere, se vista con gli occhi di oggi. Fermo restando che non era assolutamente il primo esempio, c’era già stato Alfredo Cohen, e Ivan Cattaneo aveva fatto coming out come cantante gay ben 8 anni prima, l’idea nel 1983 avrebbe anche potuto funzionare. Forse, se Jaco D. non si fosse nascosto dietro a uno pseudonimo, se avesse cercato di incidere per una vera casa discografica…

VIKK feat. EffeDiKappa

Tracklist:
01. Un Ragazzo Particolare
02. Vieni
03. Balletto
04. Lucciole
05. Mi Spogli e Poi…
06. Cavaliere Che Vai
07. Non Ce N’è Uno
08. Questa Sera Gelosia!
09. Di Più
10. Testamento

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2 COMMENTI

  1. Una nota riguardo all'album "Sirio 2222" (1970) del Balletto di Bronzo.Dalla storiografia recente sembra che Simonelli, malgrado avesse firmato quasi tutti i brani del disco con M. Della Bruna, E. Jarrusso e Piero Umilani, non ne fu realmente l'autore ma solo l'arrangiatore.Gli vennero ascritti in quanto pare che i veri compositori Lino Ajello, Giancarlo Stinga e Michele Cupaiuolo (ossia gli effettivi musicisti del BdB) non fossero ancora iscritti alla Siae.

  2. La prima canzone coming out gay italiana é del '67!!!! Altro che Cohen o Cattaneo…ora scopritela voi 😉

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