canzone cocaina

La canzone del 1965 sulla cocaina

canzone la Cocaina

Negli anni ’60 in Italia c’era ancora poco interesse nei confronti degli stupefacenti in generale. La droga era perlopiù vista dalle persone come qualcosa di astratto e lontano dalla vita di tutti i giorni, non avendo il benché minimo sospetto della piaga che sarebbe diventata invece alcuni anni dopo.

Durante questa fase ancora fanciullesca ed euforica del nostro paese, precisamente nel 1965, uscì Cocaina, bizzarra canzone cantata dalla sconosciuta cantante Gianna (alcune copie riportano invece il nome di Jovanka) scritta da Walter Malgoni e Gustavo Palazio (quest’ultimo invece, dalla carriera ben più lunga e variegata, scrisse anche per molti altri artisti tra cui Ornella Vanoni).

Lato B dell’orribile e dimenticabilissimo Tango Svizzero, Cocaina è il racconto in prima persona di quando la protagonista piena di curiosità comprò una bustina di questa sconosciuta polverina in un vecchio tabarè. Una volta tornata a casa e nascosta la sostanza in un barattolo di “zucchero vanigliato” però, qualcuno si apprestò a fare una torta utilizzando incautamente il contenuto del già citato barattolo: segue ovviamente lo sballo generale dei presenti e famigliari tutti.

Forse la poca conoscenza della droga in questione unita alla giocosa e ingenua rielaborazione nello spirito giovanilistico del beat italiano sono stati il campo fertile per far nascere questa piccola e spiazzante chicca della musica italiana. Una canzone assolutamente faceta dall’insolito tema trattato in maniera umoristicamente ancora più insolita. Per questo abbiamo deciso di raccontare la storia di questo brano nel nostro podcast NASCOSTIFY che potete ascoltare qui.

Cocaina

In un vecchio tabarin
io godevo senza fren
quando verso la mattina arrivò
la cocaina
è arrivata in un gilet
l’han venduta pure a me
30.000 la bustina comperai
la cocaina
se la vedeva la mamma
faceva un dramma
e fu così che la misi lì
in un vasetto usato
di zucchero vanigliato
ma qualcuno preparò
una torta ed impastò
latte zucchero e farina con quel po’
di cocaina
alle 5 su da me
vengon tutti per il té
c’è la nonna col curato
sua nipote col cognato
una guardia di frontiera
con la vecchia cameriera
mia sorella con tre amici
che gli fuman le narici
anche loro più o me’
stan godendo senza fre’
ma che strana polverina
la cocaina