Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia

Il Giappone è sempre stato considerato, non a torto, il paese delle bizzarrie (almeno dal punto di vista del mondo occidentale). Un lunghissimo insieme di fattori socio-culturali ha permesso da sempre di unire avanguardia e tradizione in un equilibrio pressoché perfetto, senza parlare del modo di riuscire a “nipponizzare” in maniera originale qualsiasi influenza straniera assorbita.

Inoltre ormai il paese del sol levante è divenuto quasi proverbialmente il luogo delle esagerazioni e questo vale ovviamente anche per quanto riguarda la musica. Paladini indefessi di questa ricerca sonora che trascende i confini dell’ovvio e del mondano sono sicuramente i The Gerogerigegege (ザ・ゲロゲリゲゲゲ), bizzarro progetto musicale nato nel 1985 a Shinjuku, uno dei quartieri più grandi e popolati di Tokyo noto per la sua comunità gay sin dagli anni ’60, guidati dalla misteriosa figura del musicista e compositore Juntaro Yamanouchi.

Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia 5
Juntaro Yamanouchi
e Tetsuya Endoh (Gero 30)

La scintilla scocca dopo l’incontro di Juntaro appena diciottenne con Tetsuya Endoh, un esibizionista omosessuale sui 45 anni. I due all’epoca lavoravano in un gay club di Shinjuku dove si esibivano in spettacoli sadomaso per uomini di mezza età che si masturbavano mentre i due mangiavano i loro escrementi rotolandosi nei propri liquidi corporali. Attratti dall’estremo quanto dalla musica noise e dall’etica punk i due diedero vita al nucleo centrale della band che avrebbe avuto nel corso della sua esistenza una line-up molto variabile ma sempre avente come perno la bizzarra coppia.

Juntaro si mise così alla voce mentre Tetsuya, ribattezzatosi col nome d’arte di Gero 30 (talvolta accreditato anche come Gero 56) vestì il ruolo di performer dedicandosi semplicemente (sia durante i concerti che durante le registrazioni in studio) alla masturbazione e ad atti poco consoni che includevano un aspirapolvere ma soprattutto una malsana dose di fluidi (e solidi) corporei, senza mancare di assaggiare quanto da lui prodotto, tutto questo per dare sfogo al suo eccentrico esibizionismo. Tutto questo gli valse la stessa fama che nel mondo occidentale acquisì GG Allin grazie alle sue esibizioni dal vivo, non a caso uno degli artisti di riferimento di Juntaro, specilmente il suo album Dirty Love Songs come dichiarò in una sua intervista del 1995.

Le stranezze proseguono anche nel nome stesso scelto per la band, Gerogerigegege, sostanzialmente l’unione di due parole che stanno rispettivamente per vomito (gero) e diarrea (geri) con l’aggiunta puramente fonetica di tre sillabe uguali, probabilmente un’onomatopea riferita alle due elpulsioni corporee emesse contemporaneamente. Talvolta Yamanouchi stesso ha optato per la traduzione più libera ma altrettanto significativa di Japanese Ultra Shit Band.

Tutto questo sarebbe niente senza la musica e quella proposta da Juntaro rappresenta il tutto e il niente: dal noise-core più schizzato a opere puramente concettuali, dal punk rock base alla Ramones (sua grande passione) a suite di minimalistica drone music. Un mix pazzo e sofisticato di folle avanguardia, rumore animalesco ed esibizionismo, immortalato in 40 anni di carriera e un’infinità di produzioni al limite dell’omega della musica.

1985-1989 – Gli inizi

Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia
Juntaro Yamanouchi

Le prime esibizioni live della band nei club gay sadomaso di Shinjuku iniziarono sul finire del 1986, ma già nel 1985 circolava nei negozi di Tokyo un primo EP omonimo: sei pezzi registrati con bassissima qualità  su una musicassetta TDK C-30; tutti i brani sono costruiti su un uso ipnotico del feedback al fine di creare muri sonori ritmici minimali e ripetitivi (in particolare la mesmerizzante Dysuria e la primitiva e ipnotica Gwendolin). Gli strumenti sono assolutamente inintelleggibili, diventando semplicemente il mezzo per creare un’unica inestricabile tempesta sonica. Ciò dona un certo fascino malato all’opera, tra occasionali voci umane non ben distinguibili in lontananza e dei campionamenti totalmente estranei messi qua e là. Un lavoro sperimentale e noise di alto livello e godibilità  (per gli amanti del genere), ma non siamo nemmeno agli inizi della piena potenza del bizzarro progetto Gerogerigegege.

Lo stesso anno arriva anche Shaking Box Music: You Are The Noise Maker, semplicemente una cassetta di metallo contenente cento musicassette vuote da agitare per fare rumore. Pura follia concettuale o presa il culo non è dato sapere, la linea in questi casi è sottilissima. Decidete voi.

Per portare avanti il progetto e la sua personalissima visione musicale juntaro crea la sua etichetta discografica Vis A Vis Audio Arts che nel 1987 licenzia il primo album Senzuri Champion, dove un tranquillo suono di campane fa da intro prima che esploda la violenza improvvisa delle chitarre ultra distorte per quasi nove minuti e mezzo di Violence Onanie. Dopo questa (anti-)catarsi seguono ulteriori brani noise (a dir poco suggestivo il campionamento di una non ben definita traccia vocale udibile saltuariamente in I’m Herpes, Yes, I Am) caratterizzati da una ritmica primitiva (quando presente) nonché da un primo vero approccio agli elementi chiave delle sonorità che hanno reso famosa la band e che iniziano pian piano a delinearsi.

In diversi brani come Rock N Roll-Dutch Wife ABC e sopratutto nella title track sono perfettamente udibili i gemiti ed i suoni espliciti della masturbazione di Gero 30 accompagnati da un ritmo di batteria e vari strumenti non sempre definibili (tra cui, a quanto pare, un pianoforte). Ovviamente se ve lo stavate chiedendo senzuri (lett. le mille carezze/colpi) è un eufemismo giapponese per definire la masturbazione.

Quando stavamo per abituarci al suono dei Gerogerigegege ecco che puntualmente spiazzano tutti con l’EP Sexual Behavior in the Human Male pubblicato solo un anno più tardi. Qui troviamo canzoni d’impronta punk-indie rock con strutture abbastanza tradizionali (e di qualità  sonora superiore alla media della loro discografia). Insomma una pecora nera tra i loro lavori e comprensibilmente meno apprezzata dai fan: brani troppo musicalmente ‘normali’ per risultare memorabili nella mitologia dei Gerogerigegege con la sola eccezione di B面の最初の曲 (lett.: la prima traccia del lato B), la registrazione di una telefonata in cui Gero 30 si masturba ascoltando un programma radio di Yumi Morio, vera superstar musicale e radiofonica nonché icona sexy nel Giappone degli anni ’80.

Sul finire del 1988 ecco che arriva il leggendario album Showa, che richiama il periodo di storia giapponese corrispondente al regno dell’Imperatore Hirohito, il cui faccione fa bella mostra sulla copertina, e che, ironia della sorte, terminerà con la sua morte da lì a qualche mese, per una delle pubblicazioni più dissacranti di tutti tempi, soprattutto se si pensa che venne distribuito in uno stato fortemente ancorato alle tradizioni come quello nipponico dove Hirohito era ancora visto dalla popolazione come un Dio in terra. Questo non è semplicemente un disco, ma un’opera che mischia sacro e profano, proponendo la registrazione in due lunghe tracce di un amplesso tra un uomo e una donna racchiuse tra le note del Kimigayo (君が代), il solenne inno nazionale giapponese in uno dei più estremi esempi di satira musicale di sempre.

Per la gioia dei collezionisti esiste una versione alternativa del disco con copertina completamente differente che accredita l’album intitolato Britzkrieg ’75 (Demo Tracks) ai Ramones con tanto di falsa tracklist senza che il nome Gerogerigegege venga minimamente menzionato da nessuna parte, probabilmente per il solo gusto di prendere per il culo i punk rocker locali.

Il decennio si chiude con due singoli: il flexidic Ai-Jin del 1988 non è altro che una canzoncina pop della famosa cantante taiwanese Teresa Teng riprodotta in sottofondo mentre Juntaro canta sopra in una maniera disturbante il testo tra il sussurro e il growl. Un’opera d’arte alternativa a tutti gli effetti che venne stampata in 2000 copie che sarebbero state tutte successivamente bruciate in una performance artistica improvvisata (sopravvisse solo qualche rarissima copia dimenticata in magazzino). Il 1989 invece è la volta di Live at Tokyo Gay Center, un acetato rosso a forma di cuore stampato in sole 10 copie che contiene 3 minuti di rumori statici che sembrano il tentativo di un ubriaco di collegare un cavo difettoso di una chitarra all’amplificatore.

1990-1992 – Esplode la dinamite anale di Tokyo

Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia
The Gerogerigegege – Japanese Ultra Shit Band

Il nuovo decennio fa letteralmente esplodere ed estremizzare la sperimentazione di Juntaro e Gero 30 a partire dal leggendario album Tokyo Anal Dinamite (パンクの鬼), un nome un programma, pubblicato nel 1990 e contenente ben 75 tracce (!) registrate dal vivo tutte strutturate nella stessa identica formula con Juntaro che scandisce il titolo del brano e il «one-two- three-four» in pieno Ramones-style cui segue una violentissima ed indistinguibile tempesta di rumore puro per una mezz’ora di dolore. Stiamo parlando di uno dei più grandi album noisecore di sempre, esilarante e catartico allo stesso tempo, soprattutto le cover di canzoni storiche quali (I Can’t Get No) Satisfaction dei Roling Stones, Light My Fire dei Doors e Boys Don’t Cry dei The Cure per dirne alcune. La fine del mondo se non avverrà nel silenzio probabilmente suonerà così.

Dopo cotanto rumore per pulirci le orecchie arriva nello stesso anno il singolo All My Best To You, With Love, Juntaro contenente due canzoni pop del sud-est asiatico, forse thailandesi, rubate e con appiccicato il nome Gerogerigegege, senza alcuna alterazione di alcun tipo. Ancora una volta il limite tra provocazione e vaccata è molto labile. Nemmeno il tempo di darsi una risposta ed ecco che arriva un nuovo spiazzante 7” intitolato William Bennett Is My Dick tirando direttamente in ballo non il Segretario all’Educazione durante l’amministrazione Reagan, ma il membro fondatore del progetto power electronics-industrial londinese dei Whitehouse, veri pionieri del genere, canzonando apertamamente la poca autoironia di questo genere di musica. Qui Juntaro (o forse Gero 30?) urla frasi incomprensibili con falsetti esilaranti quanto fastidiosi su una base costituita da un accattivante campionamento di soli due secondi preso chissà  dove.

Il quarto album dei Gerogerigegege è Live Greatest Hits del 1991, un disco suddiviso in tre lunghi brani registrati dal vivo tra il 1987 e il 1991, con tanto di dedica ai Suicide, che servono solo da sottofondo a Gero 30 che si masturba aiutandosi con delle fruste, un clistere ed un cavo elettrico come riportato sul booklet nella sezione “strumentazione”. Nello steso anno arriva anche Senzuri Power Up una raccolta di vecchie registrazioni del 1985/86; qui troviamo nientepopodimeno che la sigla originale di Yokai Ningen Bem, uscito da noi col titolo di Bem il mostro umano, che viene rapidamente interrotta da uno tsunami di rumore all’ennesima potenza abilmente intitolato Anal Beethoven pt 2. La traccia migliore di questo album di noise estremo ma piuttosto tradizionale è senza dubbio Car Sex MacDonald Drive In Let’s Go, in cui viene viene messa in risalto una certa ritmica data anche dalla presenza riconoscibile di una batteria.

Il 1992 inizia con l’EP More Shit, due medley (tra cui la cui la cover di TV Eye degli Stooges) che in alcuni passaggi suona curiosamente vicino a quel black metal che contemporaneamente nasceva a Oslo. Con il nuovo album 45RPM Performance Juntaro guarda alla turntable music portandola però all’estremo: quello che può essere scambiata per un’eruzione vulcanica è, in realtà, Juntaro che “graffia” due 45 giri su due giradischi distorcendone al massimo il suono. Piuttosto monotono e fastidioso ma concettualmente affascinante. Chiude l’anno il singolo Senzuri Monkey Metal Action che segue le orme del glorioso Tokyo Anal Dinamite, ma registrato ancora peggio e talmente cacofonico da non definire nemmeno le pause tra un brano e l’altro. Venti brani per cinque minuti; viene da chiedersi se oltre ai canoni musicali tradizionali Juntaro e i suoi non si prendano gioco anche della stessa scena noisecore.

1993-1994 – Lo sperimentalismo estremo: Art Is Over

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I Gerogerigegege dal vivo

Mother Fellatio ci regala un altra copertina raffinata per un nuovo spassoso EP di ben 80 tracce (!) riproponendo la stesa formula «one-two- three-four» + caos a seguire, qui però tutto è ancora più veloce e ancora più esilarante man mano che si prosegue l’ascolto. Si prosegue quindi sulla strada della pura sperimentazione con Night, un singolo che sul lato A raccoglie la registrazione di una defecazione da parte di un individuo non ben definito (Gero 30? Qualcosa ce lo fa presumere) con tanto di immancabile «one-two- three-four», mentre sul lato lato B invece vi è la registrazione di una fellatio in cui non viene lasciato nulla all’immaginazione, anche in questo caso dopo la solita introduzione alla Ramones. Sorprendentemente (ma forse non del tutto), il singolo venne distribuito solo in Germania.

Si prosegue sulla strada dello sperimentalismo concettuale con il successivo lavoro 0 Songs EP, un flexi-disc completamente silenzioso; alcune copie contengono indicazioni stradali di Tokyo e carta per origami. Un’altra opera assurda del mondo dei dischi silenziosi. State tranquilli perché il rumore torna prepotentemente con le tre pubblicazioni successive, si inizia con l’album Nothing to Hear, Nothing to… 1985, un unico muro di mostruoso harsh noise per 56 minuti ininterrotti. La prova che la band possa a pieno titolo inserirsi tra i veri anticipatori di ciò che in quegli anni stava diventando la prassi di molti artisti estremi (vedi Merzbow o Masonna tra i più noti), sopratutto se, come fa intuire il titolo, la registrazione risalga davvero all’anno riportato.

Si prosegue con i due EP, il primo Kitanomaru Hyakkei (北の丸百景) raccoglie tracce noise piuttosto standard ma con diversi momenti divertenti come Kosei, registrazione distorta di quella che sembra una discussione in un luogo pubblico, la title track, una traccia noise accompagnata dalla musica del film Il Padrino suonata da quella che pare una pianola giocattolo con la voce di Juntaro distorta in sottofondo, Seyoku, un fischio discontinuo della durata inferiore a un minuto realizzato con qualche apparecchiatura elettronica utilizzata senza alcuna perizia, First Recording (la primissima registrazione del gruppo), un minuto di fantastico noisecore e come ultima traccia la già citata e meravigliosa cover di Ai-Jin peedentemente pubblicata nel 1988.

Il successivo EP Yellow Trash Bazooka invece è forse la migliore tra tutte le registrazioni “classiche” del progetto Gerogerigegege, nonché tra i dischi più noti della loro discografia. Abbiamo di nuovo 80 brevissime tracce di pura violenza con il solito incipit ramonesiano come unico elemento di pausa a brevi e fulminei attentati musicali inarrestabili. Così ripetitivo, estremo e folle da dare dipendenza e risultare anche parecchio divertente. I titoli degli 80 brani, tutti inizianti per G (GadgetGangbang, Gay, Genderfuck, Genitals, Gigolo, Gynecologist ecc.) hanno qualcosa di rimando con l’utilizzo che i non-così-dissimili americani Anal Cunt facevano nelle loro pubblicazioni del termine gay.

Si torna a fare sul serio con l’album Endless Humiliation del 1994, uno tra i più insoliti e affascinanti episodi dell’intera discografia, nonché tra i più seri e meno (auto)ironici. Il disco è una field recording di un intervista fatta a un senza tetto a Tokyo su delle semplici ed inquietanti note di pianoforte. Il disco è dedicato alla memoria della madre di Juntaro, la quale sembra da alcune fonti che fosse una rinomata pianista. Un ottimo album dark ambient di sicuro effetto capace di trasmettere davvero un grave senso di malinconia. Sicuramente tra gli album della band adatti ad anche ad un pubblico più vasto della solita nicchia di freak.

Dopo la scura parentesi torna il demenziale con l’album Hotel Ultra: da un lato un collage in bassissima qualità di varie colonne sonore e frammenti di registrazioni radio con un lungo fischio in sottofondo, mentre sull’altro troviamo il vero pezzo forte, la sovrapposizione del dialogo di un film gay pornografico americano con uno score jazz e una sequenza di canzoni funk giapponesi, tutto sovrapposto senza alcuna vera coesione. Segue quindi il singolo Life Documents, una canzone techno-house probabilmente creata col suono della voce umana cui si accompagnano gli ormai soliti gemiti onanistici di Gero 30; il lato B ha una base elettronica più tradizionale, ma i versi di sottofondo sono ancora più animaleschi.

In questa valanga di pubblicazioni prima della fine dell’anno arriva anche Instruments Disorder (170 Songs CD), semplicemente uno dei migliori album noise di sempre, un immenso e infernale caos musicale harsh noise. 170 brani (!) per 38 minuti di brutale e catartica ondata sonora. Nel booklet una precisazione divenuta il manifesto dei Gerogerigegege: «Fuck compose, Fuck melody, Dedicated to no one, Thanks to no one, ART IS OVER».

Per i fan più esigenti c’è ancora il tempo per Senzuri Fight Back, potente 7” di musica noise registrato nel 1986 senza particolari sperimentalismi.

1995-1999 – Gli ultimi anni e la svolta ambient disperata e minimale

Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia
Tetsuya Endoh (Gero 30)

Il 1995 si apre con un singolo dal titolo fuorviante: No Sound è tutt’altro che un’opera silenzionsa. Su una facciata una serie di indefinibili rumori metallici, senza alcun ritmo né musicalità (come se un bidone della spazzatura venisse percosso a caso), sull’altra il suono, probabilmente, di un treno in movimento e di una catena metallica. Minimale, bizzarro, ma forse un’opera poco sviluppata considerato l’ipotetico potenziale dell’idea.

Dopo questo momento quasi “rilassante” tornano i veri Gerogerigegege con un’intensità se possibile ancora maggiore di quanto eravamo abituati. All You Need Is Audio Shock sembra la registrazione di un cataclisma catturato su nastro: registrato in bassissima fedeltà con i bassi pronti a devastare le vostre casse. Si torna prontamente a sorridere con l’EP Veel Plezier! (in olandese, “divertiti”), registrazione del popolare (in Giappone) attore e speaker radiofonico Shofukutei Tsuruko con inframezzati dei mugolii di piacere e qualche bizzarro effetto sonoro da cartone animato. La barriera linguistica probabilmente impedisce di cogliere qualche elemento ironico in più.

Si chiude l’anno con Wreck of Rock’n’Roll Former Self, un EP rumoroso ed iper-veloce di punk hardcore-noise più o meno tradizionale per la band giapponese con 59 tracce. Il lato B è più interessante perché registrato in bassa fedeltà estrema, rendendo il tutto completamente inintelleggibile, voce e strumenti vari si fondono in un magma di rumore. Allucinante.

L’anno successivo arriva finalmente il nuovo album Mort Douce Live, il più bizzarro disco dal vivo che potrete mai ascoltare composto da 4 brani schizofrenici: s’inizia con Meshi Kuwasero, un lungo brano noise intriso di feedback, si prosegue con A Mountaineer Sexual, un monologo che sembra registrato dall’altoparlante di una stazione ferroviaria in lontananza, accompagnato da misteriosi rumori improvvisi, seguito dalla ben nota Anal Beethoven, qui proposta in una versione ancora più veloce e psicotica. Si chude con Summer of Frigidity Woman, 22 minuti di un dialogo tratto probabilmente da un film con l’aggiunta di rumori spettrali e gemiti di piacere che divengono mano a mano più invadenti. inutile domandarsi che cosa diavolo stava succedendo sul palco nel frattempo.

Seguono una manciata di singoli e split in realtà poco memorabili, spesso vecchie registrazioni ed esercizi harsh noise senza particolari elementi degni di nota. Tra questi va menzionato sicuramente Yasukuni Jinja, due lati composti da una bassa frequenza fastidiosissima interrotta da un un acutissimo feedback perforante prima che s’intrometta la voce di Juntaro distorta in una maniera terrificante e suggestiva. Piccola curiosità: sul retro della copertina una caricatura a fumetti di Gero 30 ringrazia anche un certo Silvio, chi sia esattamente, non è dato sapere, e forse è meglio così.

La fine del millennio segna il ritorno inaspettato alla musica ambient con ben due album, il primo è Hell Driver, un disco interressante, scuro e suggestivo che raccoglie registrazioni effettuate dal 1992 al 1996. Il primo brano intitolato ——- (proprio così, una serie di trattini) sembra in realtà un field recording realizzato in mezzo alla strada: si apre con la registrazione di un frammento di Floating, canzone di Julie Cruise tratta dalla colonna sonora della serie televisiva Twin Peaks, proseguendo poi con suoni non meglio identificabili. La title track è una lunga serie di note (oltre quindici minuti) dissonanti ma delicate allo stesso tempo, suonate su un vecchio pianoforte, memore di Hendless Humiliation. Si prosegue con l’estenuante Moonlight & His Loser Knife: 35 minuti di un suono elettronico acuto e fastidioso come un insetto nell’orecchio in piena notte, mentre la successiva Pray Silently – Pray For Late Mr. Hiroyuki Ohkura è un dialogo tra due persone interrotte da una stranissima percussione, come il suono di una chitarra violentata con degli oggetti di ferro. Si chiude con Night Is Morning un brano per pianoforte che sembra registrato dall’interno dello strumento stesso.

Il vero pezzo da novanta però è nascosto nel successivo None Friendly, una delle registrazioni pìu interessanti mai pubblicate dai Gerogerigegege. Registrato nel 1987 l’album è composto da una singola traccia di drone music creata da tracce sovrapposte realizzate probabilmente con un accordatore di chitarra filtrato da effetti vari (flanger, chorus e riverbero) mostrando ancora una volta la capacità di passare da muri di rumore all’ambient minimale.

Dopo il curioso esperimento Recycled Music, di fatto un semplice e raro un mixtape di Juntaro di canzoni pop giapponesi registrato su vecchie musicassette di altri artisti, prosegue la vena cimiteriale e disperata degli ultimi album con il singolo Early Dream Exit, uno strano collage sonoro di vari demo mai pubblicati: poche e semplici percussioni, qualche grida, alcune note di basso suonate molto lentamente, senza nessun accenno di chitarra per un mood triste e minimale, come una strana marcia funebre. Due tracce abbastanza insolite per i Gerogerigegege che abbiamo conosciuto nei loro lavori più noti, inoltre quella copertina con la foto di Claude Debussy e sua figlia durante un picnic rende il tutto ancora più bizzarro.

Per lungo tempo l’ultimo album noto della band fu Saturdaynight Big Cock Salaryman, pubblicato nel 2001. Per tutta la durata del disco (ben 12 minuti!) la voce di Juntaro, su una base molto rumorosa di sottofondo che con serie difficoltà si può definire strumentale, sembra come vomitare un unico, lungo, flusso di versi senza senso e rigurgiti di pura rabbia e dolore per dodici minuti (suddiviso, teoricamente, in 35 tracce). Nonostante l’album sia ben lontano dall’esprimere umorismo o demenzialità  non poteva mancare qualche occasionale «ONETWOTREEFOURRWRARRAWRARRARARAR!!!!!!» ad omaggiare i vecchi tempi.

2001-2016 – La scomparsa e il ritorno

Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia
Juntaro Yamanouchi

Dopo questo album inizia il mistero: in un’intervista del 2001 Juntaro dichiarò che Gero 30 (che ormai aveva raggiunto la sessantina) era da parecchio tempo in un ospedale e che avrebbe voluto tornare ad esibirsi non appena gli fosse stato possibile e che comunque continuava a masturbarsi quotidianamente (e su questo non nutriamo dubbi); da quel momento anche di Juntaro si persero letteralmente le tracce. Alcuni vociferarono che fosse stato internato insieme al suo amico, altri che abbia deciso di ritirarsi a vita privata dopo un lutto famigliare o perché semplicemente stanco di suonare e del pesante nome Gerogerigegege dedicandosi ad altre attività. Alcuni giurano di averci parlato attraverso un forum di musica alternativa, altri dicevano addirittura fosse morto.

Ma ecco la sorpresa: alla fine del 2016, dopo oltre dieci anni di mistero, viene pubblicato 燃えない灰 = Moenai Hai bizzarro mix di noise, shoegaze e dark ambient in quattro brani oscillanti dagli otto ai ventidue minuti. Nonostante i dubbi sulla sua reale presenza nelle registrazioni come alcuni hanno inizialmente ipotizzato in rete, Juntaro è riportato nei crediti dell’album. Lo spirito dei Gerogerigegege ritorna a farsi sentire più forte, potente ed affascinante che mai, con un’ottima produzione e grandi suggestioni, tra field recording (西河の果て / Out Of Saiga), ambient desolante ed evocativo, cupissimo (敗残兵士達の海 / Tokyo〜Sea Of Losers/Donors For USA e 最期の調律 / Final Tuning) e frastuoni distruttivi senza pietà  (l’omonimo brano intitolato semplicemente ゲロゲリゲゲゲ / The Gerogerigegege). Si può dedurre quindi che Juntaro sia ancora vivo ed attivo come non mai, ma che i demoni della sua depressione – palesatesi da Hendless Humiliation in poi – lo siano ancora di più. In questi caso, come in ogni ritorno sulla scena, ci sono state le solite divisioni, tra fan che sono rimasti esaltati dall’epico risultato e chi invece ha addirittura definito il disco “roba da venduti”, il che fa davvero ridere pensando alla band di cui si sta parlando e per quanto poco si possa utilizzare il termine “commerciale” per definire un album dei Gerogerigegege.

Gerogerigegege Japanese Ultra Shit Band discografia 12
Sari (瑳) delle Necronomidol con l’iconico album Showa

Oltre a questa carrellata sulla discografia dei Gerogerigegege, dobbiamo menzionare anche la miriade di album ristampati e ridistribuiti con altro nome (come nel caso di Ricycled, in realtà  copie di All My Best To You, with Love Juntaro con copertina e titolo modificato), infinite compilation e greatest hits, (Singles 1985-1993 o Recollections of Primary Masturbations – 338 songs CD solo per citare le più famose), album in edizioni limitatissime e introvabili che sono diventati vere e proprie leggende metropolitane (Piano River, anno ignoto), e numerose opere concettuali o scherzose come le cento cassette vergini della Shaking Box, dischi vuoti vari o la famosa Art Is Over (anno sconosciuto) nient’altro che un tentacolo di polpo chiuso in una custodia per musicassetta.

In un epoca dell’apparire sempre e comunque, di tweet e di discutibili selfie casalinghi su Instagram, dei Gerogerigegege esistono pochissime fotografie e giusto qualche spezzone video, ma nonostante ciò il loro culto, soprattutto in Giappone, rimane vivo, anche sulle nuove generazioni di musicisti, come il recente tributo di Sari (瑳) delle pazzerelle Necronomidol di cui abbiamo gia avuto modo di parlare, immortalata con l’iconico album Showa.

Tra i rarissimi video in circolazione è davvero leggandario quello dove dopo una breve intervista segue una loro performance dal vivo con un Juntaro scatenato mentre grida a pieni polmoni rotolandosi sul pavimento mentre Gero 30 nudo su un amplificatore in estasi con un aspirapolvere accesso infilato nel retto. A questo punto possiamo dire davvero che l’arte è davvero arrivata alla fine.

Discografia

Album

  • 1985 – Studio & Live (come The Gero-P) (ZSF Produkt, ‎MC-R)
  • 1985 – Shaking Box Music: You Are The Noise Maker (Shitake Record, boxset 100 MC, ed. lim. 3 copie opera concettuale)
  • 1987 – Senzuri Champion (Vis A Vis Audio Arts, V-001, LP, ed. lim. 1000 copie)
  • 1988 – Showa (Vis A Vis Audio Arts, VLP-010, LP, ed. lim.)
  • 1988 – Showa (Ramones Edition) (Vis A Vis Audio Arts, VDR/LP010, Vis A Vis Audio Arts, VLP-010, LP, ed. lim.)
  • 1990 – Tokyo Anal Dynamite (パンクの鬼) (Vis A Vis Audio Arts, VCD3, CD)
  • 1991 – Live Greatest Hits (Vis A Vis Audio Arts, VAV91-013, CD, live compilation)
  • 1991 – Senzuri Power Up (Vis A Vis Audio Arts, VAV91-012, CD, compilation)
  • 1991 – Singles 1985-1993 (Work In Progress, WIP 003, Work In Progress, WIP003, CD, compilation)
  • 1992 – 45RPM Performance (Dark Vinyl Records, DV 07, CD)
  • 1993 – Nothing to Hear, Nothing to… 1985 (Noise, CD, ed. lim. 500 copie)
  • 1993 – Shaking Box Music pt.2: You Are The Noise Maker (?, boxset, ed. lim. opera concettuale)
  • 1994 – Endless Humiliation (Japan Overseas, JO94-01, CD)
  • 1994 – Instruments Disorder (170 Songs CD) (Mediacapsule, MCG-2, CD)
  • 1994 – Hotel Ultra (Kubitsuri Tapes ‎– S.E.X59-001cd, Kubitsuri Tapes ‎– S;E;X59, CD)
  • 1996 – Mort Douce Live (Sound Factory, SFCD 013, CD, live compilation)
  • 1999 – Hell Driver (Dirter Promotions, DPROMCD49, CD, ed. lim.)
  • 1999 – None Friendly (Mink Records, #006, Mink Records, 006, CD)
  • 199? – Recycled Music (RRRecords, MC, ed. lim.)
  • 199? – Piano River (autoproduzione, MC promozionale ed. lim. 10 copie)
  • 2016 – 燃えない灰 = Moenai Hai (Eskimo Records, CD-03, CD)

Singli ed EP

  • 1985 – Gerogerigegege EP (ZSF Produkt, ‎MC-R)
  • 1988 – Sexual Behavior In The Human Male EP (Transrecords, TRANS 32, 7”)
  • 1988 – Ai-Jin (Vis A Vis Audio Arts , flexi disc 7” ed. lim. 2000 copie)
  • 1989 – Live At Tokyo Gay Center (Vis A Vis Audio Arts, #VDR/EPO19, 7” rosso a forma di cuore ed. lim. 10 copie)
  • 1990 – William Bennett Is My Dick (Stomach Ache Records, SA-14, 7”)
  • 1990 – All My Best, with Love Juntaro (Stomach Ache Records, SA-30, 7”)
  • 1992 – More Shit EP (Baby Huey, BABY 003, 7” ed. lim. 100 copie)
  • 1992 – Senzuri Monkey Metal Action (Psycho Mania Records, P.M.R. 007, 7”)
  • 1993 – Night (Ant-Zen, AZ-JED 01, 7”, multicolore ed. lim.
  • 1993 – Yellow Trash Bazooka EP (SOA Records, SOA 11, 7”)
  • 1993 – Mother Fellatio EP (A.I.P.R., A.I.P.R 03, 7” ed. lim.)
  • 1993 – 0 Songs EP (Vis A Vis Audio Arts , flexi disc 7” ed. lim. 19 copie, opera concettuale)
  • 1993 – Kitanomaru Hyakkei (北の丸百景) (Monellaphone Cassettes, MS-11. 7” ed. lim. 300 copie
  • 1994 – Life Documents (Fourth Dimension Records, FDS42, 7” ed. lim. 800 copie)
  • 1994 – Senzuri Fight Back EP (Hachimitsu ‎– HATI100, Turbine Industries ‎– HATI100, 7” ed. lim. 1000 copie)
  • 1995 – Wreck Of Rock’N’Roll ‘Former Self EP (A.I.P.R., A.I.P.R 06, 7” ed. lim. 600 copie)
  • 1995 – Veel Plezier! (Meeuw Muzak ‎– mm003, 7” rosso ed. lim. 400 copie )
  • 1995 – All You Need Is Audio Shock EP (Regurgitated Semen Records, RSR 017, 7”)
  • 1995 – All You Need Is Audio Shock (Ramones Edition) EP (Regurgitated Semen Records, RSR 017, 7” ed. lim. 10 copie)
  • 1995 – No Sound (Vinyl Communications, VC77, 7”)
  • 1996 – Seven Inches of Meat (split con Origami Erotika) (Jazzassin Records, JAZZ003, 7” ed. lim. 50 copie
  • 1996 – Gay Sex Can Be AIDS (split con Origami Erotika) (Jazzassin Records, JAZZ003, KomKol Autoprod, 091, 7” ed. lim. 50 copie con poster – riedizione di Seven Inches of Meat)
  • 1996 – Ramones / New Toy For Children EP (split con Bastard Noise) (Vis A Vis Audio Arts, XZ-1, 7” grigio ed. lim.)
  • 1996 – Yasukuni Jinja (Membrum Debile Propaganda, 6000-04, 7” giallo ed. lim. 100 copie)
  • 1997 – Eternal Energy (For Continuing Blundering Life) / Noise´s Not Dead EP (split con Psyalpinx) (Scrotum Records ‎– Hode 014-VI, 7” ed. lim. 300 copie)
  • 199?- Art Is Over (Vis A Vis Audio Arts, MC ed. lim. 50 copie, opera concettuale fatta con un tentacolo di polpo incollato all’interno di una cassetta)
  • 2000 – Early Dream Exit EP (View Beyond Records, Napalmed, 7”)
  • 2001 – Saturday Night Big Cock Salaryman EP (Full Volume Agency, FVA1, Full Volume Agency, FVA-1, CD)
  • 2001 – Live in USA (split con Crowd Surfers Must Die) (No Fucking Labels, #3, Maxi Noise Sensation, 7” ed. lim. 500 copie)
  • 2017 – 燃えない腹 (The Gerogerigegege) (Scrotum Records, Hode 167, 12” ed. lim. 50 copie)
  • ???? – HGI (Vis A Vis Audio Arts, 7” promo, contine gli stessi brani di Live in USA)
  • ???? – The Gerogerigegege (split con Masonna) (Coquette, 7” promozionale ed. lim. 1 copia)
  • ???? – Kuwasero (Vis A Vis Audio Arts, 7” ed. lim. 5 copie)

5 COMMENTI

  1. Devo sentirli da anni (consiglio pure una retrospettiva su Hijokaidan e Boredoms), mi hai ancora di più incuriosito 🙂

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