Home Illustri Sconosciuti 區瑞強 (Albert Au) - 因为有你 (Perché Ci Sei Tu) (Il Pescatore) (1991)

區瑞強 (Albert Au) – 因为有你 (Perché Ci Sei Tu) (Il Pescatore) (1991)

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Albert Au - 四驅橋聖主題曲 (Il Pescatore di Fabrizio De André in cinese) (1991)

Dopo tutte le polemiche sul morbo che ha colpito il Made in Italy trasformandolo in Made in China, con grande spirito di osservazione ci rendiamo conto che anche la musica ne è stata infettata. Ok, dovevamo accorgercene prima, da anni nei ristoranti cinesi ascoltiamo plagi di Madonna e dei Backstreet Boys, basta solo fare attenzione e ascoltare. Dando un’occhiata in rete, sul YouTube in particolare, possiamo trovare subito le prove che in Cina, per quanto isolata dal Partito per anni, qualcosa di esterno è arrivato. Provate a digitare “cover Cinese” e scoprirete un mondo nuovo ed estremamente interessante, almeno per noi.

Una delle reinterpretazioni migliori, anche perché riguarda l’Italia, è un video di un’artista di strada che canta Io sto bene” dei CCCP Fedeli Alla Linea, ma tra le tante potete trovare anche cover di Caparezza e Laura Pausini. Un’eccezione va fatta per Toto Cutugno, che si coverizza da solo e canta L’italiano in cinese, ma questo è un mondo a parte, un successo internazionale (orientale) partito nel ’83, quando Gorbaciov decise di trasmettere sulle televisioni russe il Festival di Sanremo, da lì Al Bano e Romina, Pupo, Riccardo Fogli, Ricchi e Poveri e Cutugno stesso, diventano per il mondo dell’est grandi star come per noi occidentali potrebbero esserlo i Beatles. «La musica che noi abbiamo prodotto negli Anni Ottanta per loro è tradizione italiana. E per questo la amano. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica è diventata di moda: abbiamo cominciato cantando alle feste private dei super ricchi e oggi siamo arrivati alla gente comune, al grande pubblico», dichiara Pupo in un’intervista pubblicata su La Stampa.

Per ricordare il primo contatto tra musica occidentale e cinese dobbiamo andare indietro nel tempo sino al 1601, grazie al lavoro di Matteo Ricci che arrivato alla Corte Imperiale di Pechino riuscì a unire, almeno in parte, i due modi di fare musica insegnando alla Cina la scala pentatonale. Se la musica cinese si è sviluppata seguendo un certo interesse per quella occidentale lo dobbiamo anche a questo: a un gesuita che sperava di insegnare il cristianesimo attraverso un crossover di culture. A lui il riferimento «Gesuiti euclidei, vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori, della dinastia dei Ming» della celebre canzone di Franco Battiato.

Oggi la Cina, anche se ancora fortemente nazionalista, è sicuramente più aperta a nuove influenze e assimila con avidità tutto quello che riesce a passare dal confine. Numerosi gemellaggi sono stati fatti con l’Italia e la musica nostrana, soprattutto lirica, che è arrivata alle orecchie di un pubblico cinese estasiato. Non si vive di sola classica però, infatti anche il pop e il rock (nel senso più generalistico del termine) nel loro piccolo sono riusciti ad arrivare, grazie anche a una buona fetta di pubblico italiano trasferitosi in Cina per lavoro: proprio per loro nel 2012, l’Hit Week Festival fa suonare a Pechino e a Shanghai Subsonica, Negrita e La Fame di Camilla. Curioso caso invece quello di Silvia Cortella, in arte Emma Re, che in seguito ad un fortunatissimo incontro a Pechino con il presidente della TV di stato, il quale in un ristorante sentì una sua interpretazione di un brano di Mina, riuscì a cantare in qualche programma televisivo e in seguito ad esibirsi durante le Olimpiadi di Pechino, unica occidentale cui fu permesso farlo.

Con l’entrata di tutta questa musica italiana in Cina è normale che qualcuno abbia pensato di farne alcune cover, semplicemente a noi sembrano strane perché sono cantate in cinese. Provate a pensare a quel fenomeno delle cover che colpì la musica beat nostrana negli anni ’60 e ’70. Più di mille canzoni americane furono tradotte (e spesso stravolte) per proporle in lingua italiana, basta pensare a Sono bugiarda cantata da Caterina Caselli, in realtà dei Monkees, oppure a Un ragazzo di strada, cover di un brano dei The Brogues riproposta da I Corvi. Il fenomeno cover però non si limita solo a quegli anni, ancora adesso qualche cantante italiano cede alla tentazione, vuoi per rendere omaggio ad un artista, vuoi per decisioni dell’etichetta discografica o anche semplicemente per demenza. Per fare degli esempi pensate a Cosa vuoi da me di Samuele Bersani, in realtà è una cover di Glastonbury Song del gruppo musicale britannico The Waterboys, o alla misconosciuta Celebrate degli irlandesi An Emotional Fish, cui Vasco Rossi ha cambiato il testo e trasformato in Gli spari sopra. Ovviamente queste cover sono autorizzate sia dalla casa discografica (per il diritto d’autore), sia da chi ha scritto il brano o un suo erede (altrimenti sarebbe impossibile modificarne il testo).

Dopo aver detto tutto questo, dunque, perché ci scandalizziamo tanto per una cover di Fabrizio De André in cinese? Da una parte la risposta è ovvia, De André è uno dei simboli del cantautorato italiano, quindi ci sentiamo violati da quest’appropriamento, ma il vero problema è che prima di parlare dovremmo informarci su quello che diciamo. La canzone in causa è Il pescatore (che diventa 《因为有你》 cioé Perché ci sei tu) e la sua cover, realizzata dal cantante, presentatore e DJ di Hong Kong Albert Au (區瑞強), è facilmente fruibile in rete con tanto di presunto videoclip.

Leggendo alcuni blog (anche di testate giornalistiche nazionali) possiamo notare un confronto superficiale e sbrigativo con il brano, a partire dal testo a loro parere tradotto male in cinese (tralasciando poi i commenti sulla scarsa musicalità della lingua, il brano in realtà venne inciso sia in mandarino, la lingua ufficiale, sia in cantonese, il dialetto di Hong Kong, Macao e Canton) e con un video non in tema con il brano originale, che in realtà sembra parlare di amori adolescenziali.

Albert Au - 四驅橋聖主題曲 (Il Pescatore di Fabrizio De André in cinese) (1991)

Facendo qualche ricerca in rete e confrontando varie fonti scopriamo che il video della canzone è in realtà la sigla di un telefilm per adolescenti del 1991 《四驅橋聖》 (noto anche come 《橋聖放暑假》) o Nobody’s Child, trasmessa da ATV (Asia Television, 亚视 : 亚洲电视), emittente televisiva di Hong Kong e De André è indicato come compositore del brano, mentre Albert Au come cantante e paroliere. Una curiosità viene dall’arrangiatore: è indicato infatti un certo Fabio Carli, che possiamo ricondurre a uno dei fondatori del gruppo beat de I Cobra degli anni ’60 che, visto il poco successo in patria, decise di provarci in altri stati fino a stabilirsi ad Hong Kong «dove assieme a un famoso musicista-cantante locale fondò la Music Factory, casa di produzione discografica con la quale lavorò per una decina d’anni e raggiunse il meritato successo» (da Il Piccolo).

Risolto l’arcano quindi, non ci sorprendiamo quindi che in Cina ci siano artisti che fanno cover di musica italiana, esattamente come in Italia facevamo e continuiamo a fare cover di musica straniera. In entrambi i casi, comunque, prima di parlare di plagio informiamoci se è indicato l’autore (quello vero). Facile accusare la Cina di copiarci, ma forse dovremmo stare più attenti prima di puntare il dito fuori dal paese, cioè, così per dire: avete mai guardato Sanremo?

Si ringrazia Letizia Cavagnini (chinesecherries.blogspot.com) per le informazioni linguistiche.

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4 COMMENTI

  1. Celentano era famoso in Russia già dagli anni Sessanta. Non va confuso con Al Bano e gli altri, anche perché quelli divennero famosi quando dall’83 in Russia cominciarono a trasmettere Sanremo. Ma Celentano non ci metteva piede già da una decina d’anni a Sanremo.

  2. Purtroppo nemmeno qui è indicato il CD (o forse l’Lp) da cui è tratto il brano 四驅橋聖, l’ho cercato a lungo. Oh Carol non include un brano con quel titolo, a meno che il titolo vero sia diverso. Tra l’altro su Youtube la canzone è presente in diversi canali ma mai completa, dubito finisca così bruscamente, e qui è lo stesso. 🙁

    Sulle cover italiane di brani misconosciuti, oltre all’esempio di Vasco Rossi e degli spari sopra, ricordo Senza di me di Anna Oxa, cover di un brano dei Moving pictures, australiani, pressoché ignoti in Europa. Piange il telefono di Modugno, cover di un brano di Claude François, a sua volta cover molto riarrangiata di un brano country Usa. Una città per cantare di Ron è invece la cover di The Road, dello statunitense Danny O’ Keefe, una canzone di quasi 10 anni prima, che probabilmente Ron aveva conosciuto attraverso la cover di Jackson Brown, un artista sicuramente più noto in Italia di Danny O’Keefe.

    • Allora, abbiamo fatto ulteriori ricerche e aggiornato l’articolo.

      Apparentemente il brano 因为有你 (Perché Ci Sei Tu) non è stato pubblicato su nessun album di 區瑞強 (Albert Au), da questa pagina Wikipedia in Cinese pare che il suo ultimo disco risalga al 1990: https://goo.gl/O3FYT4

      Questo potrebbe essere la ragione per cui risulta introvabile. La risposta definitiva ce la potrebbe dare (forse) il solo Fabio Carli.

      • Mah, se vai su iTunes trovi dei CD posteriori al 1990, molto probabilmente raccolte di successi. Ma la canzone 因为有你 non compare.
        Non è detto che si tratti di un’incisione del 1991, anno del telefilm, perché gli arrangiamenti mi paiono ancora fermi agli anni Settanta. Purtroppo trovare l’elenco dei brani degli album degli anni Settanta e primi anni Ottanta è un’impresa.

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