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Elio e le Storie Tese – Studentessi (2008 – CD)

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Elio e le Storie Tese StudentessiDopo ben cinque anni dall’ultimo altalenante ma fortunato “Cicciput”, una serie continua di tour e tante (troppe?) collaborazioni musicali e non, tornano finalmente gli Elio e le Storie Tese, liberi da contratti discografici e con un nuovo attesissimo album di inediti.

Il disco già a partire da titolo (ispirato a un’intervista a Cicciolina nella quale sbagliava continuamente il genere dei nomi) e dalla copertina (non proprio memorabile) si presenta come 100% Elio e le Storie Tese.

Non certo inaspettatamente non vengono toccati i picchi creativi del passato (i fans di vecchia data non si aspettino nulla di simile a “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu” o “Italyan, Rum Casusu Çikti” ) ma, pur contenendo un paio di brani brutti, rispetto all’album precedente il passo verso un ritorno al suono classico del gruppo c’è stato forse anhe grazie ad una registrazione meno prodotta e che suona molto live..

Inutile peredere tempo a discutere del lato meramente musicale/strumentale, su questo non ci sono dubbi; gli Elii di oggi continuano nel solco tracciato da “Craccracriccrecr” preferendo parodiare i diversi stili cesellando canzoni formalmente impeccabili piuttosto che tuffarsi in galoppate zappiane dalle forme strambe e imprevedibili.

“Studentessi” non sposta di un millimetro il suono del gruppo che preferisce ripiegare su un classicismo “elico” di maniera, ma la vera pecca sono i testi che sotterrano l’ascoltatore nella noia e inducono allo skip compulsivo tracce onestamente insostenibili come “Indiani (a caval donando)” e “Supermassiccio” (strumentale sarebbe stata magnifica). Peccato non affatto veniale per chi ha costruito la propria carriera sul guizzo verbale e la follia dialettica al servizio di un umorismo nient’affatto demenziale (o non solo demenziale).

Elio e le Storie Tese Studentessi

I testi mediocri e poco lavorati (o così paiono) non fanno decollare le canzoni che dopo qualche minuto finiscono a fare da mero sottofondo salvo qualche rara eccezione come “Heavy Samba”, dove un’irriconoscibile Irene Grandi gioca a fare Robert Plant su una base piena di citazioni zeppeliniane, “La lega dell’amore” con la partecipazione dell’amico Claudio Bisio (già proposta in maniera più convincente nel tour Bisio e le Storie Tese), il bislacco boogie tutto in minore di “Tristezza”, la mini suite “Suicidio a sorpresa” con la brava Paola Cortellesi e “Ignudi fra i fudisti”  (c’era bisogno d’invitare nuovamente Giorgia?) merito della genialata (una delle poche) di costruire la melodia su “Suspicious Minds” di Elvis Presley girata al contrario.

In generale possiamo dire che se “Cicciput” alternava ottimi momenti a troppi riempitivi, qui è la mediocrità generale che porta a casa il risultato, ma senza lasciare il segno. Cartina tornasole di questa mediocrità generale sono il debole singolo di lancio “Parco Sempione” o “Il congresso delle parti molli”, brano molto vecchio stile ma non sopravvive oltre un paio di ascolti.

L’unico brano davvero spettacolare avrebbe potuto essere il prog d’alta scuola di “Plafone” impreziosito da una Antonella Ruggiero sempre magnifica, se solo non si dilungasse a parlare di un plafone appunto.

Citazioni a parte meritano “Single”, un omaggio a Luigi Piloni ovvero Paolo Panigada ovvero il compianto Feiez; brano inciso nel 1997 come sigla per l’omonima trasmissione radiofonica condotta da Luciana Littizzetto e Bruno Gambarotta“La risposta dell’architetto”, un rap poco divertente affidato al solo Mangoni, che avrebbe beneficiato di un’ospitata, e la malinconica “Effetto Memoria”, potenzialmente un brano interessante che recupera la melodia di Gli occhi del cuore, già sigla di Boris del 2007, qui spezzata in quattro parti sparse all’interno del disco dove i vari membri del complessino si misurano con strumenti che non sanno praticamente suonare.

Sicuramente un album non immediato e senza canzoni trasinanti come “Shpalman”, “Discomusic”, “Fossi Figo”“Pipppero”“Tapparella”,  ma che mostra un gruppo ancora vivo… nonostante tutto.

Come al solito per conoscere nel dettaglio il disco potete visitare il sito di Marok.

Tracklist:
01. Studentessi (intro)
02. Plafone (feat. Antonella Ruggiero)
03. Ignudi fra i nudisti (feat. Giorgia)
04. Tristezza
05. Effetto memoria (Inverno)
06. Heavy Samba (feat. Irene Grandi)
07. Gargaroz
08. Suicidio a sorpresa – Allegro (feat. Paola Cortellesi)
09. Suicidio a sorpresa – Allegretto (feat. Paola Cortellesi)
10. Suicidio a sorpresa – Andante con moto
11. Suicidio a sorpresa – Allegro (feat. Paola Cortellesi)
12. Suicidio a sorpresa – Allegretto (feat. Paola Cortellesi)
13. Effetto memoria (Primavera)
14. La lega dell’amore (feat. Claudio Bisio)
15. Indiani (A caval donando)
16. Effetto memoria (Estate) (feat. Claudio Baglioni)
17. Supermassiccio
18. La risposta dell’architetto (feat. Mangoni)
19. Parco sempione
20. Il congresso delle parti molli
21. Single (feat. Luigi Piloni)
22. Effetto memoria (Autunno) (feat. Claudio Baglioni)

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13 COMMENTI

  1. Uelà Nikky,
    complimenti per la rece azzeccatissima,in effetti mi è sembrato più centrato il precedente “Cicciput”.
    Comunqui volevo informarti che “Effetto Memoria” è stata la sigla (col testo completamente diverso,e si intitolava “Gli occhi del cuore”) di Boris,uno dei più divertenti Serial Italiani degli ultimi tempi.
    E’ stato trasmesso sul canale satellitare Fox,e stanno producendo la seconda serie.
    Salud!

  2. Per una lunga serie di vicissitudini, sarò stato il primo in edicola a comprare l’album, eppure ancora non l’ho ascoltato: copia danneggiata, cambio impossibile, miei sperimentalismi chimico-fisici sulla superficie per un recupero pressoché impossibile, e così via.
    Dio bonino, spero di farcela almeno oggi eh!

    Ho ascoltato le prime 3 tracce, ed il singolo, oltre agli effetti memoria di memoria borisiana (“è stato l’ORAFO”, facciamo la una citazione dalla fiction delle fiction sulle fiction, và, in attesa della agognata seconda serie). La Ruggiero fa paura, e quando la ascolti, soffri con le sue corde, e stavolta io farò valere tutti i miei millesimi, così vediamo chi è il vicino, che è buono e caro…
    Da questo po’ di ascoltato, mi pareva si fosse migliorati assaje assaje dal (per me) deludente Cicciput, che aveva 2-3 tracce a dir poco fotoniche ed il resto boh. Anzi, scusa, ora te devo lascià che devo anna’ a di’ “scarpe”.

  3. Non ci posso credere, esattamente dopo il messaggio precedente, La Repubblica annuncia l’imminente Boris 2 in cui vi sarà anche Corrado Guzzanti!
    Mi sento male, non può essere, stavolta mi sa che devo fare qualcosa in fatto di abbonamenti parabole e quant altro.

  4. Concordo che ci sono alcuni pezzi non fortissimi, non mi piace “Ignudi tra i nudisti”, tra l’altro il duetto con Giorgia l’hanno già fatto..abbasta! Non mi piace “Supermassiccio”, “Tristezza” e neanche tanto “Il congresso delle parti molli” dove secondo me rifanno troppo il verso al passato, ma in generale mi sembra un gran disco, di Elio s’intende, di gran lunga meglio di Cicciput. “Gargaroz “è la mia preferita, il rap mi Mangoni mi ha fatto lacrimare (Ma chi è Cesare se non un altro Bro ucciso da Bru), Heavy Samba è bellissima e Suicidio a Sorpresa è geniale!
    Per non parlare dell’intermezzo con
    “L’amico di Maria de filippi”.
    E’ vero che la meraviglia di Italyan, Rum Casusu Çikt sarà difficilmente eguagliabile ma io sono ampiamente soddisfatta. Forse sono di parte amo Rocco Tanica qualsiasi cosa egli dica o faccia!

  5. l’intermezzo con “L’amico di Maria de Filippi” fa pisciare dal ridere sul resto posso anche concordare… quello che rende debole il disco sono i testi che molto spesso non convincono troppo

  6. Non e` un album facile da ascoltare e infatti, se posso darvi un consiglio, rimandate il giudizio dopo averlo ascoltato almento tre volte. Io ho cambiato la mia valutazione… all`inizio mi piaceva poco e preferivo di gran lunga cicciput, piu` orecchiabile, poi pero` mi sono ricreduto… L`album e` grandioso! Certo un paio di pezzi sono brutti ma se ci pensate bene, tutti i dischi di ELIO presentano tracce che non piacciono affatto. Plafone e` spettacolare, come storia narrata e capacita` vocali, ignudi fra i nudisti non mi piaceva… ma adesso e` forse la mia preferita perche` ha un bel ritornello e fa letteralmente scompisciare dalle risate per quanto e` reale la situazione descritta sui contrasti di coppia al momento di decidere le vacanze! Io e mia moglie ormai l`abbiamo innalzata ad inno… io mare, lei (ovviamente) montagna! Heay samba, beh… basta avere un po` di gusto musicale per trovarla SPETTACOLARE, parco sempione e` molto carina, cosi` come gargaroz. Per il resto, gli intermezzi la fanno da padrone! E` assolutamente in media con gli altri lavori, quindi… DA NON PERDERE!

  7. Dopo un ascolto più accurato posso dire la mia:

    c’è stata una virata negli arrangiamenti, molto marcata. Il terzo Cd del dopo – Feiez è radicalmente diverso da Craccracricrecr e Cicciput: il primo è un insieme di stili diversi, incredibilmente disomogeneo; il secondo è più sul fusion (sentire pagano ad esempio).
    Questo CD è un doppio ossimoro. Come sempre non ha nulla da eccepire tecnicamente, gli arrangiamenti sono complessi ma più “live” rispetto ai due precedenti. Si scopre però che il CD è stato registrato in soli tre giorni: questo è mostruoso per cos’è venuto fuori! Nonostante la fretta musicalmente è validissimo, ma perde nei testi, più deboli e affrettati del solito, nonostante cinque lunghi anni di assenza.
    Nel complesso, come detto da qualcuno, è più un concept, una o due canzoni a parte il CD si regge da sè, senza singoli o punti più alti (o più divertenti).
    Forse la sola Parco Sempione è davvero d’impatto, non tanto per l’ ironia ma per la vena satirico/polemica del brano.
    I duetti, più numerosi rispetto agli altri lavori, sono validi ma sottolineano una certa stanchezza generale di idee e di direzione.
    Sicuramente si rifaranno nei live, sicuramente andrò a vederli e ancora sicuramente ne uscirò soddisfatto (magari col CD brulè del concerto appena sentito), ma questo disco non mi ha preso come gli altri… PS Grande Vikk, sempre in gamba!!

  8. Premetto, amo Elio.
    Quello di cui si parla così male, cioè i testi, sono in realtà stati sempre il grande punto di forza di Elio. Come diceva già qualcuno bisogna udire le canzoni più e più volte per apprezzarla. “Lascia l’ascia della guerra e accetta l’accetta della amicizia”. Come si fa a dire che non è bellissima Indiani :°D

    Poi Ugnudi fra i nudisti altra fra le mie preferite, la lega già famosa.. insomma, tutte. Non mi sento di nominare ne una preferita ne la peggiore. Sicuramente disco superiore a Cicciput.

    • “Lascia l’ascia e accetta l’accetta” stava su una vignetta di una edizione di fine anni ’70 del “diario Vitt”, disegnato da Jacovitti.

  9. Enrico

    quello che hai citato tiu forse è l’estratto migliore di “Studentessi”, purtroppo si tratta di un colpo di genio sporadico, in generale i testi non fanno gridare al miracolo.
    Sicuramente superiore a “Cicciput”, ma qui siamo d’accordo tutti 😀

  10. Anch’io all’inizio ero rimasto perplesso dai testi, che trovavo poco divertenti, ma ascolto dopo ascolto mi fa sempre più ridere… Secondo me è un disco che va completamente “metabolizzato” perché abbia la sua completa efficacia. La parte più divertente è proprio ricercare le chicche sottili, spesso non subito udibili, come la risposta “non dir cagate, tutte cagate” che Elio propina a Giorgia quando lei dichiara “mi brucerò i seni”… Per esempio: qualcuno riesce a capire, in Gargaroz, cosa dice la seconda voce ogni volta che Elio dice “…vomito verde che aveva nel..” oppure “…ti si incastra qualcosa nel…”??? 🙂

  11. Io e IgorTV dicevamo appena comprato il disco che non ci era piaciuto tanto. Al di là del rap dell’architetto, che lascia il tempo che trova, gli altri brani devono essere ascoltati parecchio per goderseli. Plafone è un gioiello, Gargaroz sulle prime rimandava al cynar, poi per fortuna non più. “Il congresso delle parti molli” è fenomenale, sia come musica che come testo: “foro incompetente” “amico meato”… 🙂 a livello di singoli, Faso è davvero stupefacente, Meyer non so come faccia, e tutto l’impasto mi piace molto. “Indiani” mi piace da quando ho letto tutti i testi da Marok, quando canta “amico Cherokee” con la musica di Rocky in sottofondo, bè, se non è una trovata questa… 😛
    Pollice verso per Giorgia e la Cortellesi, mi hanno un po’ stancato. non riesco ad ascoltare i vari “mi ricordo di un ricordo…”, è piu’ forte di me.

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