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Elio e le Storie Tese – Italyan, Rum Casusu Çikti (1992 – CD)

Il capolavoro indiscusso del complessino milanese

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Elio E le Storie Tese Italyan, Rum Casusu ÇiktiOgnuno ha un disco che gli ha segnato la vita. Magari non il preferito in assoluto, magari non quello più ascoltato, ma semplicemente quello che ha fatto da spartiacque tra un prima e un dopo.

Per il sottoscritto tutto questo si racchiude in “Italyan, Rum Casusu Çikti”. Vero monolite sonoro che non solo ha marchiato la mia gioventù non appena abbandonai la scuola elementare, ma soprattutto fu un vero e proprio ariete che sfondò le porte dell’industria discografica e dei pregiudizi della gente, tanto che possiamo parlare di un’industria discografia pre e post “Italyan, Rum Casusu Çikti”. Tutto questo culminerà con la trionfante partecipazione Festival di Sanremo 1996 e l’accettazione nazional-popolare, con tutti i pro e i contro del caso.

Gli Elio e le Storie Tese venivano dall’inaspettato successo di “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu” che per la prima volta diede l’opportunità alla band di farsi apprezzare anche al di fuori del territorio lombardo, mostrando finalmente “in stereo” le loro qualità di musicisti.

L’ascolto di questo travagliato secondo episodio è un orgiastico baccanale per le orecchie, dove è impossibile riuscire a cogliere la “strabordanza” di sfumature e passaggi se non con ripetuti e attenti ascolti.

I tre anni di distanza dal debutto non hanno fatto che ingigantire le già notevoli capacità di scrittura, arrangiamento, esecuzione, spiazzante forza dialettica e comunicativa condita da contagiose dosi di acuto intrattenimento.

Se con la scorciatoia mentale di “musica demenziale” si era comodi inquadrare nient’altro che un certo tipo di comicità (spesso irriverente) piegata alla musica (vedi gli Squallor) o al più l’oltraggiosità divertente e divertita degli Skiantos, era pur sempre considerata musica di “serie B”; con questo album le cose cambiano andando a catapultare Elio, Rocco Tanica, Faso, Feiez e Cesareo nella “crème” della musica italiana come dimostreranno le future innumerevoli collaborazioni come ospiti, session men o produttori.

Se il primo disco era ben radicato a quel clima anarcoide da happening musicale degli esordi, qui è tutto calibratissimo e pregno fino al midollo di stili differenti, citazioni (musicali, televisive, letterarie e di cronaca), cambi di tempo improvvisi, gergo giovanilistico, messaggi nascosti e una carovana multicolore di ospiti (tra gli altri i Chieftains, Riccardo Fogli, Sir Oliver Skardy dei Pitura Freska, Enrico Ruggeri, Massimo Riva, Claudio Bisio e non ultimo un Diego Abatantuono molti anni prima che tornasse di moda il personaggio del “terrunciello”), il tutto perfettamente miscelato e presentato alle orecchie dell’ascoltatore con una naturalezza disarmante. Da questo fertilissimo humus germogliano una serie di classici come “Servi Della Gleba”, “Uomini Col Borsello (Ragazza Che Limoni Sola)”, “Il Vitello Dai Piedi Di Balsa”, “Cartoni Animati Giapponesi”, “Supergiovane” e “La Vendetta Del Fantasma Formaggino”, oltre a comprovate hit proposte per anni dal vivo come “Pork & Cindy” e “Urna”, qui completamente stravolta, e il successo radiofonico un po’ stupidino del “Pipppero®”.

Nessuno potè far più finta di non conoscere il complesso milanese che da lì a pochi anni diventerà letteralmente di dominio pubblico con la partecipazione al Festival di Sanremo. Proprio grazie al loro inaspettato successo nei primi anni ’90 e a quella specie di brodo primordiale che era la scena underground italiana di quegli anni ci fu una piccola invasione di dischi di genere: Trombe di Falloppio, Tony e i Volumi, Gene Gnocchi and the Getton Boys, Stefano Nosei, Tony Tammaro, Edipo e il Suo Complesso, senza contare cose più “boderline” come Niù Tennici, RadioGladio, UFO Piemontesi e Pitura Freska. Nessuno però riuscirà a eguagliare l’impatto e la qualità di “Italyan, Rum Casusu Çikti”, neppure gli Elii stessi che ci regaleranno altri buoni/ottimi dischi, ma che non riusciranno più a ripetere tale capolavoro. Come al solito se volte divertirvi a scoprire tutti i segreti dell’album fate un salto su Marok.org.

Tracklist:
01. Rum Casusu
02. Servi Della Gleba?

03. Servi Della Gleba
04. Arriva Elio (intro)
05. Uomini Col Borsello (Ragazza Che Limoni Sola)
06. Il Vitello dai Piedi di Balsa
07. Cartoni Animati Giapponesi
08. Cinquecento
09. Supergiovane
10. Essere Donna Oggi
11. Pork & Cindy
12. Pipppero®
13. Il Vitello Dai Piedi di Balsa Reprise
14. Urna
15. Arrivederci
16. La Vendetta del Fantasma Formaggino

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9 COMMENTI

  1. Nonostante la recensione questo è quello che considero un vero orrore a 33 giri, mai trovati spiritosi, grandi musicisti accecati da Frank Zappa.

  2. AAHHHHH!!!! LA BESTEMMIA!! Come osi criticare questo disco, Anonimo apostata??! Che le fiamme dell'inferno ti cingano! AME!

  3. Ho sempre ammirato la copertina di questo disco 🙂 !Un ottimo disco, come tutti gli altri (fatta eccezione, forse, per "Craccraccriccrecr", che risentiva della scomparsa di Panino e, per questo, capitolo forse più "riflessivo" nella comicità del gruppo milanese).Ad ogni modo, grandissimi musicisti ed eccellenti umoristi!

  4. Uno dei miei primi cd, forse il primo in assoluto. Più lo ascoltavo e più ridevo perché ci sentivo sempre qualcosa di nuovo.

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