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Christian – Bikini (1989 – 7”)

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Christian bikiniMi aggiravo nei meandri del brutto quando mi sono imbattuto in Christian. Di lui si perderanno praticamente le tracce dal lontano Festival di Sanremo 1990, salvo un recente ritorno prima in versione marito molto disperato e poi padre davvero disperato; tutto materiale utile per i talk show, ma di artistico, sempre che di arte si possa parlare, non c’è davvero più nulla. Quindi, con la consapevolezza rasserenante che la carriera dello Julio Iglesias palermitano copre ben un paio di decenni di successi, ho rispolverato i suoi brani più celebri che lo hanno portato ad esibirsi persino al prestigioso Madison Square Garden di New York.

Da una scorsa veloce (praticamente una mitragliata di colpi in pieno stomaco) sorge un dubbio: ma Christian ha cantato sempre, solo ed esclusivamente “l’ammmore”? Sin dal 1966 quanto intonava “L’amore di una sola estate” fino a “Per amore morirei” del 2011, passando per “Ti voglio tanto bene”, “Amore vero, amore amaro”, “Amo”, “Io ti amo tu mi ami”, “Giochi d’amore”, “Non so dir ti voglio bene”, “Colpo d’amore”, “Adesso amiamoci”, “Un’altra vita un altro amore”, “Abbracciami amore mio”, “Quando l’amore se ne va”, “Amore”, “L’amore è una cosa meravigliosa” quello che cambia è solo il colore dei terribili abiti d’ordinanza e le dimensioni della chioma (più o meno voluminosa a seconda dell’anno e della velocità del diffusore usato dalla parruchiera), mentre la mimica rimane imperturbabilmente identica, così come la sua musica.

In tutte le canzoni di Christian ritroviamo sempre le stesse note, gli stessi pessimi arrangiamenti, le stesse identiche parole così come gli immancabili ammiccamenti del maschio romantico eppur sensuale che, con abbondanti dosi di melassa, gioca con velati doppi sensi a far il seduttore, facendo chiaramente capire che oltre a tutto questo “ammmore” ci sarebbe qualcos’altro, come dire: «dopo la cena preparati per il dessert, cocca».

Mio malgrado ho scoperto che però Christian non ha solo cantato sdolcinatissime situazioni amorose, ma ha fatto anche di peggio ed è il caso di questa oscena “Bikini”. pubblicata per l’estate 1989 e che, nonostante il tiepido successo, nessuno o quasi ricorda.

La canzone evoca un «sole del tropico nel continente esotico» e «nel bagnasciuga erotico», che è però evidentemente troppo caldo perché dà alla testa ed induce al delirio, dato che «i pesci qui sorridono ma intanto non si fidano».

Spiagge, palme, sole e mare, cocco e granite «dentro l’azzurro languido nell’emisfero liquido» sono protagoniste di questo mesto tentativo di tormentone estivo, anche se il peggio arriva sul ritornello, di quelli diabolici che non ti si schiodano dalla mente «bikini… ahiaiaiai».

Incredibilmente la canzone trovò anche un piccolo spazio in televisione durante la prima edizione di Bellezze al Bagno condotta dalla sempre impeccabile Milly Carlucci (che tra l’altro quell’anno interpretava la sigla di chiusura con una cover agghicciante di “Cuando calienta el sol”, ma questa è un’altra storia); qui il nostro eroe, abbronzatissimo e permanentatissimo, vestito come un persoaggio di Miami Vice e circondato da giovani pulzelle addobbate con vistosi fiori di plastica che non tengono il tempo (manco lui, a dire il vero), cerca di mettercela tutta per convincerci che si sta davvero divertendo, seppure in evidente imbarazzo e disagio, fino al consiglio finale, perché «se non sei pratico, meglio l’Adriatico».

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3 COMMENTI

  1. Purtroppo quel “Bikini… ahiahiahiahi” mi sovviene. Ah, ma allora non ero solo io a pensare che il “Gheddafi di Palermo” avesse cantato, per 20 anni, la medesima canzone? 🙂
    Difatti ho sempre pensato (per dire) che “Amore” (1990, partecipante a Sanremo) fosse un clone pressoché identico (prego confrontare le melodie, con qualche slittamento di note) di uno dei suoi successi (“Cara”, 1984).

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