Cab Calloway

Anche Cab Calloway è caduto nella trappola della disco music

Tra tutte le celebrità che tentarono di rinnovarsi e di trovare un nuovo pubblico durante la discomania alla fine degli anni ’70 sicuramente Cab Calloway rientra tra quelli di più vecchia data. Il suo stile nato in seno al jazz degli anni ’30, alla musica da big band e lo stile tra lo spoken word e il cantato-scatting è quanto di più lontano ci possa essere dalla musica disco che tutti noi conosciamo. Eppure non deve essere sembrato così alla Hologram Records, neonata etichetta di New York che chiamò l’ormai anziano artista (all’epoca settantenne) a registrare il singolo di lancio della casa discografica che voleva gettarsi a capofitto sulla musica che tanto andava di moda.

La scelta cadde sull’iconico brano di Calloway Minnie the Moocher del 1931, ben poco conta che le ottimistiche e sfrenate sonorità discomusic ben poco si amalgamassero col ritmo lento e lugubre dell’originale, senza contare il testo pieno di riferimenti velati a droga e criminalità che raccontava della sfortunata Minnie “la scroccona”, ballerina di danza del ventre (e probabilmente anche prostituta) che si mette con il cocainomane Smokey, conosciuto in un sobborgo di Chinatown, e dei suoi sogni dopo aver fumato oppio che la condurranno a un triste destino.

La canzone all’epoca della sua uscita ebbe un successo stratosferico e insolito per un singolo jazz, divenendo uno dei primi brani del genere a superare il milione di copie divenendo estremamente popolare anche tra il pubblico bianco il quale non colse tutte le sfumature dello slang nero riferite alla droga presenti nel testo che aggirarono con successo la censura.

Seppur profondamente controvoglia Cab Calloway, notoriamente reticente a registrare la sua musica già all’epoca della sua maggior popolarità, accettò nel 1978 di incidere una nuova versione disco del suo famoso brano solo dopo le promesse di un ingente ritorno economico da parte della casa discografica. Il nuovo brano presenta così chitarre e batteria su un ritmo funkeggiante condito da sintetizzatori e archi pacchianissimi che fanno sembrare il tutto un mash-up uscito male. Non una versione pessima, ma decisamente superflua e, come la maggior parte dei prodotti discomusic più commerciali, invecchiata malissimo.

Forse inutile dirlo ma la nuova versione del brano non ebbe alcun reale successo e venne etichettato più come una piccola curiosità che una vera hit da discoteca. Di conseguenza il progetto per un intero album discomusic-jazz di Cab Calloway venne rapidamente accantonato anche a causa del rapido declino della discomusic che portò la stessa Hologram Records a chiudere rapidamente i battenti già nel 1979. Lo stesso anno Cab Calloway propose la nuova versione disco di Minnie the Moocher come parte della colonna sonora di The Blues Brothers, un film che stava girando con John Landis, il quale si mostrò assai accorto nel rifiutare una canzone che suonava già datata ma soprattutto troppo in contrasto con lo spirito del film; Landis preferì tuttavia usare una versione più tradizionale del brano. Una scelta per cui lo ringraziamo ancora oggi.

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  1. Concordo anche in questo caso; basti il filmato anteposto alla versione animata- con Betty Boop- di ‘Minnie The Moocher’ per vedere con quanta agilità Cab si muovesse a ritmo della musica, oltretutto con un’orchestra di prim’ordine, legata senza dubbio al fatto che il caporchestra era noto per pagare alcuni fra gli stipendi più alti nell’era dello swing.

  2. Io credo invece che Cab Calloway sia stato un grande innovatore nel suo genere. Vedendo alcuni suoi balletti nei filmati degli anni ’30 ci si accorge che in realtà un certo Michael Jackson con il suo “Moonwalk” non ha inventato nulla di nuovo… semmai lo ha sviluppato e perfezionato.

  3. Cab Calloway è sempre stato visto come un semplice intrattenitore e non come un bravo cantante e organizzatore musicale, finché Gunther Schuller nel suo ‘The Swing Era’ non lo ha finalmente analizzato con intelligenza e non gli ha ridato nella storia del jazz il posto che gli compete.

  4. Ohhhh tutti espertoni adesso… Fate così: cominciate a scrivere pure voi e vediamo che perle partorirete…

  5. Secondo me l’autore dell’articolo o non conosce lo scat o non sa cos’è il jazz. Complimentoni.

    1. Beh, sì. Il fatto che lo scat di Cab Calloway fosse inteso come uno cosa semplicemente umoristica è dovuto principalmente alle esibizioni dal vivo dal brano nel corso degli anni e dall”impronta nell’immaginario collettivo che ha lasciato il film dei Blues Brothers. Se senti le sue registrazioni in studio originali degli anni ’30 ce ne sono diverse davvero dal ritmo davvero funereo, e la versione originale di Minnie The Mootcher è sicuramente tra queste, parte scat compresa.

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