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BABYMETAL – BABYMETAL (2014 – CD)

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babymetal album 2014BABYMETAL, si? BABYMETAL, no?

Come si dice in questi casi o si amano o si odiano, ma sicuramente non lasciano indifferenti e come potrebbe essere altrimenti?

Prendete tre bambine quindicenni cresciute a tortine di riso e Hello Kitty, affibbiatele dei nomi d’arte che sembrano partoriti da fans dei Manowar in preda a demenza senile (Suzuka “Su-Metal” Nakamoto, Yui “Yuimetal” Mizuno, Moa “Moametal” Kikuchi) e mettetele a canticchiare innocue canzoncine teen pop su una base electro-metal moderno (un mix di Arch Enemy, Children Of Bodom, Evanescence e Linkin Park) accompagnate da compulsivi passi di danza.

Se fosse stata la mente contorta di Mike Patton a partorire questa roba ci sarebbero state cascate di recensioni entusiaste, pronte a sviscerare l’estro artistico dell’operazione ma visto che questa roba si è diffusa nel web come una sorta di ebola incontrollata ecco che diventa operazione commerciale pianificata da qualche mefistofelico produttore discografico senza scrupoli.

La verità forse supera la fantasia ed è ancora più raccapricciante con un produttore (tale Kobametal) che cela la sua vera identità dietro un dozzinale vestito da scheletro, andando in giro vaneggiando di improbabili visioni mistiche della dea volpe Kitsune, la quale avrebbe dato la sua benedizione alla creazione delle BABYMETAL.

Baggianate a parte è palese che questa roba sia finta come il panettone senza canditi, nonostante ciò le bambine sembrano divertirsi un mondo a saltellare e ammiccare come le loro colleghe dei reality show, forse perché le loro canzoncine sono più rumorose o perché hanno imparato a fare le cornine con le dita (in realtà proprio il simbolo dello spirito guida raffigurato dalla volpe sacra).

Fatto sta che le canzoncine contenute nel disco di debutto scorrono via senza lasciare particolari ferite all’apparato uditivo, anzi per gli amanti degli hentai sonori ci potrebbe anche godere non poco. Per assurdo sono proprio i momenti più brutali e tirati (“Gimme Chocolate!!”, “Doki Doki ☆ Morning”, “Song 4” e “Uki Uki ★ Midnight”) dove questo bizzarro accostamento funziona meglio, mentre quando le canzoni spaziano su un crossover estremo piuttosto approssimativo e senza direzione le cose vanno decisamente peggio (“Iine!” e “Akatsuki”) e i richiami ai connazionali Maximum The Hormone si fanno davvero forti, purtroppo però questi ultimi giocano in un’altra fottutissima categoria.

Inutile chiedersi se sia metal o non metal, più che altro si tratta di pop schizofrenico che merita sicuramente un dieci in pagella per l’idea. Sciropparsi tutti e 13 i brani non è però impresa facile, più che altro perché se le melodie non sono particolarmente appiccicose i brani scorrono via come se avessimo le orecchie foderate di sciolina, inoltre la mega produzione molestamente “boombastica” contribuisce non poco ad appiattire l’offerta sonora.

Dopo la prima mezz’ora abbondante l’orecchio è ormai abituato al BABYMETAL-sound e il minutaggio rimanente scivola via senza lasciare traccia dandoci l’impressione che il trio abbia già concluso la sua carriera in una manciata di brani.

Tracklist:
01. BABYMETAL DEATH
02. Megitsune
03. Gimme Chocolate!!
04. Iine!
05. Akatsuki
06. Doki Doki ☆ Morning
07. Onedari Daisakusen
08. Song 4
09. Uki Uki ★ Midnight
10. Catch Me If You Can
11. Rondo of Nightmare
12. Head Bangya!! (Headbangeeeeerrrrr!!!!!)
13. Ijime, Dame, Zettai

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