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Prezioso vs Fabri Fibra – Alza il Volume (2015 – singolo digitale)

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Prezioso vs Fabri Fibra Alza il VolumeChi di questo sito è un frequentatore assiduo e un serio ammiratore di tutto ciò che esso offre, alla vista del titolo della canzone che andiamo a recensire e delle persone coinvolte nella sua realizzazione, non potrà non scorgere tra i caratteri e le lettere un’aura incredibilmente tamarra dell’insieme tanto che se questa fosse una puntata di Dragon Ball verrebbe quasi spontaneo urlare “it’s over 9000!”.

D’altronde non potrebbe essere altrimenti visto che stiamo parlando di un brano il cui titolo è “Alza il Volume”, frase che già di per sé dà l’idea di timpani stravolti, bassi che attorcigliano il petto, ritmiche che ti martellano la testa al punto da fartela esplodere. O meglio, riesce a trasmettere tutta questa visione apocalittica grazie sopratutto a chi c’è dietro all’operazione: il virtuoso dei piatti Giorgio Prezioso e Fabri Fibra. Il primo oltre ad essere una colonna portante di Radio Deejay dal 1991 e rinomato dj a livello nazionale è noto per il suo contributo insieme al fratello Andrea e al cantante Marvin all’euro-dance di fine anni ’90 e inizio 2000 con brani intergenerazionali quali “Tell Me Why”, “Bonjour”, “Le Louvre”, “Voglio Vederti Danzare” e “Let’s Talk About a Man”, il secondo invece da una decina d’anni a questa parte è uno tra i nomi più amati e idolatrati (ma anche detestati) della scena rap italiana, forte del successo di pezzi quali “Applausi per Fibra”, “Tranne Te”, “VIP In Trip”, “In Italia” o “Speak English”. Insomma, ci troviamo di fronte a due superpotenze nel loro genere e questo vale a prescindere dall’opinione che si ha della musica che fanno o delle persone in questione.

Ma allora, di fronte a questi nomi forti della commercialità e del ballabile e con uno slogan così efficace per titolo, cosa ci si deve aspettare da un brano come questo? Assolutamente niente.

“Alza il Volume” può essere preso a esempio per spiegare come, talvolta, la confezione è totalmente fuorviante rispetto alla qualità del prodotto finale, e sono due i motivi che avallano la nostra tesi. In primo luogo la partecipazione di Fabri Fibra non esiste in quanto le parti cantate sono state estrapolate dal brano “Quorum” del 2010 (contenuta nell’album omonimo pubblicato solo in digitale) e già questo fa sì che sul senso dell’operazione cali inesorabilmente una prima ondata d’incertezza. Ma in realtà non è quello il problema perché il vero buco nero di tutto ciò è la musica e qui entra in gioco il nostro Prezioso che si limita a una ritmica elementare e un basico giro di tastiera minimale (per sonorità un poco simile a certi vecchi sound dell’euro-dance di diversi anni fa) che è di fatto l’unica trama sonora del brano nella sua durata di tre minuti scarsi. Tutto qui.

Alla fine dell’ascolto l’unico sentimento che ci pervade è la perplessità. Certo, se si trova la musica orecchiabile (cosa che nel suo piccolo in effetto lo è) si potrebbe addirittura affermare che sia piacevole, ma stiamo parlando di una piacevolezza eccessivamente effimera che non lascia nulla all’ascoltatore, tranne l’amaro in bocca perché da uno come Giorgio Prezioso ci si aspetta qualcosa di più e di meglio, non una canzoncina che sembra realizzata per passatempo e che a tratti sembra solo un provino.

Per citare il cantante americano Richard Hell “tutto questo è così fottutamente noioso che mi fa andare fuori di testa solo scriverne”.

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