Antonella Clerici disco 2010Antonella Clerici è senza dubbio il personaggio televisivo più gettonato e discusso della stagione 2010: complice la conduzione del discusso Festival di Sanremo la conduttrice è balzata in cima alle classifiche di gradimento degli italiani.

Apparentemente il pubblico adora la sua verve da anti-soubrette perché di sicuro non ha il physique du rôle e nemmeno la grazia muta che tale ruolo impone, piuttosto è un’esplosione di gioia di vivere (la nostra non ha mai nascosto la sua passione per il cibo ed il sesso) e di curve generose, tanto che  persino le donne adorano quel suo “faccione da caciotta” per citare un indimenticato Christian De Sica in Vacanze di Natale ’83.

Per cavalcare l’onda del successo la nostra Antonellona apparentemente non poteva esimersi dallo sfornare un disco e noi non abbiamo potuto fare a meno di parlarne; voi però fidatevi, potete tranquillamente fare a meno di ascoltarlo.

Il CD altro non è che una raccolta di cover di sigle televisive dagli anni ’60 ad oggi: si va dalle Gemelle Kessler a Heather Parisi, da Sbirulino allo Zecchino D’Oro, insomma non si salva nessuno. L’interpretazione è naturalmente al limite della decenza umana, va detto però che dal punto di vista produttivo le basi dei pezzi non puzzano di Midi, e gli arrangiamenti sono stati tutti pensati sulla voce dell’interprete in modo che possano essere cantati nella sua tonalità senza ricorrere ai soliti ingombrantissimi ritocchi di auto-tune.

La scaletta si apre inspiegabilmente con un vecchio successo delle Gemelle Kessler, “Quelli belli come noi”, ma se il testo funzionava al plurale per le sorelle di Lipsia con un interprete singolo quel “ni” a chi è riferito? Si prosegue con l’immancabile e pressoché identica all’originale “Le tagliatelle di Nonna Pina”, brano tratto dallo Zecchino D’Oro 2003 e fatto diventare un tormentone scemo nel programma televisivo La Prova Del Cuoco condotto dalla stessa Clerici. Il disco continua con una versione attualizzata, ma sempre uguale a sè stessa, di “Disco bambina”, con tanto di incomprensibili backing vocal in stile rap e con un corista maschile dalla voce molto simile a quella di Mario Biondi (e quindi a quella di Barry White) che con voce impostata intona “Bambina, bambina, bambina bà”.

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Antonella Clerici a La Prova del Cuoco

Tralasciando l’insipida versione di “Buonasera buonasera” di Sylvie Vartan e l’impersonale cover di “Oba ba luu ba” di Daniela Goggi, ci soffermeremo, ma solo per un secondo, sulla versione electro-pop di “Sbirulino”, la cui base strumentale con tutta probabilità è stata realizzata con Fruity Loops. Naturalmente Antonella Clerici riesce a rovinare anche due classici di Raffaella Carrà, trasformando “Chissà se va” in una canzone dei Puffi, e riuscendo nell’impossibile impresa di aggiungere un ulteriore plagio ad una canzone già palesemente taroccata: se infatti la strofa originale di “Ballo ballo” è una chiara scopiazzatura di “Eleanor Rigby” dei Beatles, nel ritornello della cover i produttori sono riusciti ad infilare anche un riff di “Enola Gay”. Impareggiabile.

“Cicciottella” di Loretta Goggi sembra poi un pezzo dei Venga Boys ma senza attitudine gay-friendly per quanto la nostra Antonella, con la sua carica cafonal-chic sia adorata dal pubblico LGBT. Il disco prosegue poi con un altro grande classico della Carrà, “Tanti auguri”, che si salva se non altro per la cassa molto ben prodotta e per un ottimo giro di basso e synth che comunque ricalcano l’originale. A chiudere la raccolta l’immancabile “Il coccodrillo come fa?”, interpretata come farebbero il mago OtelmaSolange dei tempi d’oro, e “Zum zum zum” dsempre di Sylvie Vartan in una incredibile versione copia-incolla di mille stili diversi, al punto che sembra quasi che siano state sovrapposte due basi differenti, per non parlare della patetica attualizzazione del testo con perle del calibro di “Baudo, Vianello, la Goggi o Fiorello”.

Ciliegina sulla torta, la prefazione è curata da Vincenzo Mollica, il giornalista marchettaro per eccellenza (dopo Fabio Fazio, che però almeno lo fa con stile) di mamma Rai. Giudizio finale: prendere e buttare con cura.


Tracklist:
01. Quelli Belli Come Noi
02. Le Tagliatelle Di Nonna Pina
03. Disco Bambina
04. Buonasera Buonasera
05. Oba Ba Luu Ba
06. Chissà Se Va
07. Ballo Ballo
08. Ballo Ballo
09. Cicciotella
10. Tanti Auguri
11. Il Coccodrillo Come Fa?
12. Zum Zum Zum

10 COMMENTI

  1. Prima o poi sto disco "s'aveva da fare". Per spremere il limone fino all'ultima goccia.In questo caso possiamo usare la parola trash?!!!

  2. Appena l'ho visto in edicola mi son detto " Questo Orrore a 33 Giri lo deve recensire per forza!" Continuate così!!!!

  3. bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! con sta gente!! il loro posto giusto e'con un abito di faggio sotto due metri di terraby orcomalvagio

  4. andrea84 ha detto, 04/03/10 11.08 Anche io mi aspettavo di trovarlo recensito. Ma hai speso 14.90 euro per ascoltarlo? Complimenti!Caro Andrea COL CAVOLO CHE COMPRO LE PORCATE!!!L'ANONIMO SOPRA TE

  5. oh no la prefazione di Mollica no! Cavolo ma perchè!? L'ho visto un paio d'anni fà ad un incontro con Manara ed è un giornalista davvero competente,ma perchè si abbassa sempre a fare ste cose? Non guadagna abbastanza?

  6. Guardate,,una chicca rarissima,non sapevo nulla del CD,ho ascoltato le canzoni e sono carinissime,e la Clerici sa pure cantare,ma ragazzi,sapete quante persone stanno in tv che starnazzano come oche e non sanno manco cos'è una melodia eppure stanno al centro dell'attenzione?e poi perchè bisogna sempre attaccare cosi e buttare fango su queste cose che invece danno gioia,fanno divertire,se fatti con spensieratezza,in questo mondo televisivo sempre piu buoi e inutile.(vari reality e casting di vario genere)

  7. La versione ‘Zum Zum Zum’ presente nel disco non e’stata cambiata nelle strofe appositamente x il disco in questione ma ne era stato modificato il testo x diventare sigla della trasmissione ‘Tutti pazzi per la tele”condotta dalla Clerici nel 2008-2009…ecco perche’ci sono riferimenti a Baudo,alla Goggi,a Fiorello e a Vianello.

  8. Prodotto nientemeno che dalla Universal…e da Angelo Perrone, noto agente di spettacolo che si scopa tutti i modelli pseudo/attori cani con promesse (non mantenute) di lavoro..

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