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Amanda Lear – Brief Encounters (2009)

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Amanda Lear - Brief EncountersAmanda cosa mi combini? Un doppio album alla tua età è piuttosto impegnativo, anche perchè, diciamocelo, il tuo picco creativo e di vendite è passato da un pezzo.

Il precedente e delicato “With Love”, pur non gridando al miracolo, non ci era dispiaciuto per nulla, ma questo “Brief Encounters” ci lascia davvero interdetti: un tempo regina della disco ora costretta a cercare di nobilitare materia povera o se va meglio cercare di far propri brani d’altri.

La doppia raccolta di inediti è divisa tra un disco più riflessivo “For The Heart” ed un’appendice danzereccia opportunamente chiamata “For The Feet” in pieno eurodance/Hi NRG revival che però suona come una marchetta per cercare di riaffaciarsi sulle piste da ballo come una Louise Ciccone qualsiasi.

Nonostante la qualità altamente discontinua dei nuovi brani, non sorprende che sia il lato maggiormente melodico ad essere più convincente; non lasciatevi ingannare dal pop di maniera del singolo “Someone Else’s Eyes” pechè le sonorità che dominano i brani “per il cuore” sono delicate partiture dal sapore lounge con strizzatine al jazz ed alla canzone cantautoriale.

La voce di Amanda è, nel bene e nel male, quella che conosciamo, purtroppo è la qualità del songwriting che si assesta tra il banale ed il mediocre tra sbadigli a profusione se non peggio quando la nostra mette le mani sui pezzi altrui: la versione di “Back to Black” (Amy Winehouse) potrebbe avere anche un senso nel contesto del disco, ma “I Belong to You” (Lenny Kravitz) o peggio “Perfect Day” (Lou Reed) sono peccati che avrebbero dovuto rimanere nel cassetto.
Gli unici episodi di una certa rilevanza sono l’intima “Cupidon”, “Comment Te Dire Adieu?” (portata al successo da Françoise Hardy, ma con lo zampino del solito Serge Gainsbourg), il tema si M*A*S*H* “Suicide Is Painless” e, dulcis in fundo, la suggestiva ballata “Secret Lover” che suona come “potrei, ma non voglio”.

Archiviato senza rammarico il primo disco ecco che “For The Feet” non fa che confermarci le cattive impressioni raccolte fin qua. “Doin’ Fine” (già incisa dall’australiano Peter Wilson) sembra rincorrere la scia di “Hung Up” fuori tempo massimo, con quel semple di “Daddy Cool” a sostenere il ritornello, nè le cover di “Let the Music Play” (Giorgio Moroder) e “Always on My Mind” (Pet Shop Boys) riescono a migliorare la situazione di molto.
In generale si ha l’impressione che questo secondo CD sia costruito su scarti, per di più riproposti in diverse versioni giusto per allungare il minutaggio; l’unico brano che davvero convince il pieno è “For What I Am (Radio Version)” grazie ad un quel piglio oscuro ed ossessivo, al contrario della pessima versione R’n’B.

In generale un ritorno davvero molto al di sotto delle aspettative per la sempre bella e conturbante Amanda Lear che sembra soffocata dalla sua voglia di proporsi come chansonnierre e la spinte del mercato (della casa discografica?) di cercare di riproporcela come regina della notte puntando sell’effetto memoria. “Brief Encounters” è un brutto compromesso ed una manciata di canzoni carine non riesce a giustificarne l’acquisto di un album addirittura doppio.

Tracklist:
CD 1: For The Heart
01. Someone Else’s Eyes (feat. Deadstar)
02. Back to Black (Amy Winehouse cover)
03. Cupidan
04. I Belong to You (Lenny Kravitz cover)
05. I Don’t Wanna Lose You
06. Fallin’ in Love Again (Eagle Eye Cherry cover)
07. Je m’Appelle Amanda
08. Let’s Love
09. Perfect Day (Lou Reed cover)
10. Comment Te Dire Adieu? (Françoise Hardy cover)
11. Sorrow (The McCoys cover)
12. Suicide Is Painless (song from M*A*S*H*)
13. Secret Lover

CD 2: For The Feet
01. Doin’ Fine (Radio edit) (Peter Wilson cover)
02. Someone Else’s Eyes (All Eyes on the Dance Floor Radio Edit) (feat. Deadstar)
03. This Is Not America (Obsessive Mix)
04. Let the Music Play (Long Version Remix) (Giorgio Moroder cover)
05. Always on My Mind (Radio Edit) (Pet Shop Boys cover)
06. For What I Am (Radio Version)
07. For What I Am (R’n’B Version)
08. This Is Not America (Long Vs. Remix)
09. Always on My Mind (T1’s Club Anthem Mix) (Pet Shop Boys cover)
10. Doin’ Fine (Extended Version) (Peter Wilson cover)
11. This Is Not America (808 Ketamix)

Amanda Lear - Brief Encounters

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15 COMMENTI

  1. Di' la verità: il cd ti ha fatto così schifo che non hai avuto nemmeno il coraggio di ascoltarlo tutto! Altrimenti ti saresti accorto che "This is not America" non è la cover dello splendido brano di David Bowie e Pat Metheny (ed è, forse, il caso di dire "meno male!") ma un (orrendo) brano inedito 😉 Niente di male, ho fatto fatica anch'io, e lo dico da (ex?)fan di Amanda…

  2. Brother Vikk, io ad Amanda perdono tutto perchè è una regina incontrastata per classe, paraculismo e stile. Ci regala ancora oggi un "breve incontro"? Ma ben venga!Di fronte a lei non siamo che debitori… tu incluso, eh?JJhttps://classikrock.blogspot.com

  3. @anonimo: si si hai ragione, "This Is Not America" è stato skippato ad arte dopo un 15/20 secondi ;)@JJ: Amanda è una donna che più invecchia più è affascinante

  4. Vikk, non capisco, dici che 'With Love' non ti è dispiaciuto, e sei tanto critico su 'Brief Encounters'. Eppure 'With Love' conteneva pezzi inascoltabili come 'Senza fine' o 'My baby just..'. In 'Brief..' non c'è niente del genere, né che ci si avvicini. Davvero preferisci i sospiri e i sussurri di 'Martini Desease' ai nuovi brani (o cover che siano) finalmente cantati? Su, ripensaci…

  5. With Love è un disco realizzato (male)con midi (malgrado si citi un pianista,my God, nei crediti) con low budget, con covers e un abuso di autotune (correttore della voce),mentre Brief encounters propone una voce di Amanda tale quale, pura,ed ha uno staff di 20 musicisti oltre ad un arrangiatore d'eccezione, Nerio Poggi (tanto per dirne una, collaboratore come arrangiatore e autore di Mario Biondi). Un disco o lo si ama o meno,ma se ci si aspettava un progetto trash senza talento, bisogna comprare una delle tante compilation della Lear in vendita 5,90 euro o una doppia coppia del succitato With love. 20 musicisti e un grande arrangiatore potrebbero non voler dire un buon disco, ma questo è realizzato con una cura che Amanda e il suo staff non mettevano in atto dal tempo di Sweet revenge (cadeva l'anno 1978). Che poi i Fans, che sono cresiuti come bimbi con lei, si aspettino di vederla fare baracconate trash su carri di piazza in cortei gay va bene, ma questo toglie spazio all'artista per regalarlo invece al solo fenomeno da baraccone da cui si cercava di scollarla.Dunque, bevenuti nel trash!

  6. Potrebbe essere irrilevante, ma questa recensione è scritta con i piedi…prima di parlare d'accuratezza bisognerebbe preoccuparsi della propria..per il disco, se anni di brutte produzioni vi hanno disabituato a suoni veri e arrangiati con gusto è un peccato soprattutto per voi! Amanda , dopo tanto tempo, torna a cantare dei brani che potrebbero uscire dalla solita nicchia e allargarsi ad un pubblico nuovo…ve la volete tenere tutta per voi??

  7. Penso che il C.D."Brief Encounters" di Amanda lear Tu non l'abbia nemmeno ascoltato se non per una manciata di secondi, giusto per sparare caz… Ho acquistato e ascoltato il c.d. le canzoni sono molto belle, c'e' del nuovo infatti si sente la freschezza e l'inventiva di produttori come deadstar , someone else' s eyes è molto intensa e la versione di "Back to Black" veramente bella, tutto il cd for the heart risulta essere molto gradevole direi molto intimista, Mentre il cd heart contiene brani ballabili , Don 't fine è stupenda, come This is not America , For what i am e tutte le altre.

  8. Prima di recensire dei c.d. bisognerebbe ascoltarli e poi commentarli( ciò che non è stato fatto), inoltre bisognerebbe mettere da parte le proprie simpatie o antipatie."Brief Encounters, risulta invece essere molto ben curato e prodotto, Amanda è sempre magica e in questo c.d. si nota il cambiamento di produzione , fresca e innovativa. le canzoni sono divise in due c.d. for the heart ci propone canzoni che Amanda interpetra intensamente,e Fallin' in love again, Cupidon , I belong to you , someone else eyes ne sono la prova . For the feet, invece è il c.d. dove Amanda ci fa ballare con suoni nuovi ed entusiasmanti,Don 't fine è molto bella e potrebbe essere il secondo singolo estratto del C.D. for what i am e le altre non sono da meno.

  9. Concordo con i sostenitori dell'album! Soprattutto con chi l'ha avvicinato a Sweet Revenge. Cambia il genere, ovviamente, ma anche qui Amanda si racconta e lo fa cantando davvero su brani che parlano di lei, quando nuovi, o che si collegano alla sua biogarfia, come Sorrow e Perfect Day! Soprattutto i brani nuovi sono di altissimo livello: Coupidon è splendida ed anche Someone else's eyes! Davvero dal ‘78 ad oggi il progetto musicale non era più stato a così ambizioso e a largo respiro! Mi sembra sensazionale che Amanda ci abbia proposto la sua voce non filtrata, su strumenti suonati davvero e che canti sul serio (anche se Martini Desease mi piaceva, ma … quante poesie su base musicale!!! Avevamo già avuto Invitation au vojage e Trouble!). Senz'altro Breif Encounters è superiore a With Love, dove effettivamente alcuni brani proprio non le calzavano… al contrario qui, anche le cover sembrano scritte per lei! Passando alla parte Dance…. su Always in my mind forse non ballerà nessuno, ma le altre sono al passo coi tempi e ben fatte: perchè, voi avreste ballato, nel ‘95 su Go Go Boy (When I say go)??? E se si balla sui refrain degli Abba riproposti da Madonna, perchè non su Daddy Cool se la ripropone Amanda, con ottimi arrangiamenti? Quindi la recensione "per il gusto dello sfascio" beh…. non giova a chi l'ha scritta! Amanda è un esemplare unico nella storia musicale: nessuno le chiede di essere Celine Dion… Chi la ama le riconoscerà senz'altro una grande prova, in quest'album! Ma chi vuole ascoltare Celine Dion lo faccia pure: io in macchina ho Brief Encounters da un mesetto!

  10. "se si balla sui refrain degli Abba riproposti da Madonna, perchè non su Daddy Cool se la ripropone Amanda?"perchè è una paraculata; Amanda Lear non ha bisogno di rincorrere Madonna, quello lasciamolo fare a Lady GaGa & co.PS adoro Amanda, ma è da tempo immemore che non ne azzecca una (discograficamente parlando)

  11. Signori c'è di peggio nella vita!!! NON state a criticare Amanda solo perchè parla bene più di una lingua ed ha cultura. INDIGNATEVI di fronte a delle "icone della nostra società" come le VELINE, i TRONISTI,quelli del GRANDE FRATELLO, i TRANS (Natalie e China vedi Porta a Porta), i POLITICI che usano le auto blu per gli amplessi sessuali, gli SPACCIATORI che si fanno pubblicità con la morte della propria moglie e del proprio figlio ed indicono CONFERENZE STAMPE dalla Tunisia come se fossero degli eroi!!!

  12. Probabilmente il mio/nostro amore per la divina Amanda non trasuda appieno dall'articolo, peccato perchè noi siamo i suoi fan numero uno e questo disco (come ormai accade da qualche lustro) non le rende affatto giustizia

  13. sono d'accordo al 50% col titolo (anche se i CD non vanno a 33 giri…). Trovo che la divina Amanda avrebbe fatto molto meglio se si fosse limitata ad un disco solo, magari eliminando il secondo. Nota di cronaca: vi siete persi il terzo, Del cd è stata realizzata una versione acustica ed è proprio qui che viene fuori il meglio. L'Amanda, liberata dal passato dance, gioca la voce come faceva nell'album precedente, in modo maturo, tirando fuori una classe che non è acqua. La medesima cosa che ha fatto Jimmy Sommerville nel suo ultimo. Ascoltare per credere: le tigri della dance mordono di più quando se ne stanno rilassate sotto un baobab che quando rincorrono gazzelle fra l'erba!

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