tunonna buonoI lettori più assidui di Orrore a 33 Giri sanno ormai che per scelta editoriale non diamo molto spazio ai fenomeni nati dalla nuova ondata di YouTube, perché non abbastanza diversamente belli ma soprattutto perché spesso solamente patetici. Non ci interessa Andrea Dipré (che purtroppo ha pubblicato anche qualche pessima canzone), non ci interessa Bello Figo, non ci interessa Saluta Andonio, li lasciamo senza problemi a chi vuole fare vuoto sensazionalismo. Se non si fosse capito noi diffondiamo cultura.

Fortunatamente nel variegato mondo di internet esistono alcune meravigliose eccezioni: è questo il caso di Tunonna (aka Silvia Sicks). Cresciuta come illustratrice e musicista nella scena DIY underground romana (recuperate il suo gruppo punk Godog), decide un giorno di caricare su YouTube una sua versione acustica, registrata rigorosamente in cameretta, di “Pagliaccio di ghiaccio” del rapper romano Metal Carter. Il video ovviamente fa parlare di sé e la spinge a produrre un disco intero, questo “Buono” appunto, con allegato un albo inedito disegnato dal “solito” Zerocalcare.

Tunonna Buono
Tunonna

Lo stile di Tunonna? Immaginate Courtney Love che fa una rissa con Patti Smith negli anni ’90, ma più hardcore e con una chitarra acustica. Aggiungete una poetica sempre al limite tra il serio e il demenziale e otterrete incredibilmente una delle proposte più interessanti del panorama indipendente italiano.

Il disco pone le fondamenta su semplici arrangiamenti voce e chitarra acustica impreziositi occasionalmente da chitarre elettriche e tastiere. Funziona tutto a meraviglia sin dalla prima traccia, “A caccia di Peroni”, in cui troviamo condensato tutto l’universo di Tunonna: la voce roca, la chitarra, le birre del bangla, l’INPS, il disagio e altre tematiche diversamente rilevanti.

Ma Tunonna non è solo questo, anzi riesce talvolta a entrare nel cuore delle persone con il suo stile agrodolce: abbiamo fatto fatica a trattenere le lacrime su “Mia nonna”, che in pochi semplici versi riesce a riassumere l’archetipo della nonna di tutti.

Raccontare situazioni reali con piglio stralunato sembra essere la vera chiave di volta della cantautrice romana, che partendo dalla storia del fidanzato di un suo amico gay, che voleva che questi si vestisse solo di jeans nella loro intimità, costruisce la splendida “Marco Jeans”, o che in “A Natale siamo tutti più parenti” coglie il vero spirito del Natale (zii rompicoglioni, pisolini e abbuffate e dita che sanno di pesce) in maniera essenziale ma non scontata.

Chiude il disco una imprescindibile cover di “Dora daccela ancora” dei Prophilax, in duetto con il mitico Fabio “Ceppaflex” Pinci in persona.

Disco caldamente consigliato, un tuffo negli anni ’90 con tematiche attuali, immediate ma mai banali. Ci piacerebbe davvero tanto che tutti i musicisti della scena indipendente italiana fossero schietti e onesti come Tunonna.

Tracklist:
01. A caccia di Peroni
02. Mia nonna
03. Gelardo
04. Marco jeans
05. A Natale siamo tutti più parenti
06. Mamma
07. Monsieur parbleu
08. Andiamo al mare
09. Allegria!
10. Dora daccela ancora (Prophilax cover feat. Fabio “Ceppaflex” Pinci)

4 COMMENTI

  1. Non c’era bisogno dell’introduzione, i fan di Orrore a 33 Giri già conoscono il contenuto culturale del sito e trovarci la mitica Tunonna è ovviamente un’altra conferma! Spero si possa a breve acquistare il CD in copia fisica.

  2. Musica orecchiabile peccato il testo, non esattamente il mio genere.. comunque sempre meglio dei fenomeni web senz’altro !

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