rasta ciccio come l'erbaIn piena epoca eMule durante i primi 2000 girava un file in condivisione avente come titolo Fumo tanta erba il quale, come autori, indicava la qualunque: in mezzo a questi spiccavano Villa Ada Posse, Sud Sound System Radici nel Cemento.

Il brano è uno scanzonato reggae interpretato con cadenza romanesca, composto in elogio alla marijuana demonizzata dal comune benpensante bacchettone che non riesce a comprendere il fatto che in fondo sia innocua.

Fumo tanta erba e nun me pongo freni
tu fumi le Marlboro e sai che t’avveleni.
Me sfonno de cannoni, me sogno le piantagioni
e quando che gira er cilum semo tutti più boni. 

Nonostante l’affinità argomentativa, è chiaro che non sia stato alcuno fra i gruppi citati sul file condiviso su eMule ad aver scritto il brano e infatti nessuno lo rivendica.

Agli albori del millennio a Roma, in determinati ambienti frequentati da giovani di estrema sinistra, il brano misterioso divenne abbastanza celebre e comunemente si pensava che fosse dei Villa Ada Posse, crew romana di ambito reggae/raggamuffin attiva sin dal 1991, che prende il nome da una splendida villa comunale (Villa Ada), teatro di ritrovo (specie al “pratone” di Villa Ada alta) di tante belle comitive di pischelli. Nella stessa crew ha militato Brusco, fino alla decisione nel 2000 di intraprendere la carriera solista.

E quando che cala la sera arriva lu momiento
grazie al mio cilotto acquisto un nuovo portamento.
Cambia lo stato d’animo ma non l’atteggiamento
me sento più felice in questa merda de cemento.

Inevitabili citazioni salentine buttate lì negli anni in cui si accostava a cazzo il Salento alla Giamaica, il cilotto, la critica al cemento e la cadenza metrica alla maniera da ghetto americano: non manca davvero nulla.

Dopo una serie di lunghi anni pregni di fraintendimento, proprio quando del brano, come del reggae italiano in toto, non frega più una ceppa a nessuno (neanche alle nuove leve che girano per le facoltà umanistiche), esce fuori che il titolo originale è Come l’erba e che l’autore è tale Rasta Ciccio, personaggio, a quanto pare, orbitante attorno ai Villa Ada Crew (gli stessi dei Villa Ada Posse con il nome attualizzato). Questi ultimi, tramite un video-comunicato presumibilmente ufficiale postato all’interno del loro blog nel 2015 svelano l’identità del vero autore (tra l’altro credo che il video sia stato girato proprio al pratone di Villa Ada alta). Tutto questo mentre ormai il mondo intero pensa a tutt’altro.

Invece la marijuana no non c’ha li pesticidi
ar massimo si ce l’ha quando la fumi li uccidi.
È fresca e naturale
però nun è legale
per questo tanta gente dice che fa male
ma nun è vero
e so sincero
perché la vita è mia e ce tengo pe davero.

Da notare il passaggio «Invece la marijuana no non c’ha li pesticidi / Ar massimo si ce l’ha quando la fumi li uccidi» giusto un tantino forzato non solo a livello metrico, dato che i pesticidi sono sostanze chimiche e non esseri viventi. Il bello, tutto sommato, è anche questo.

Stando a quanto emerge da alcune fonti in rete (impossibili da verificare), la canzonetta veniva utilizzata come sigla di un programma radiofonico e non fu presente in alcuna incisione ufficiale fino al 2012, l’anno del grande passo: la re-incisione anche se ormai appunto non frega più niente a nessuno.

Speriamo solo che il nostro Rasta Ciccio con gli anni non sia passato all’erba col CBD, quella “legale”. Spulciando il suo profilo Facebook e ascoltando il suo secondo singolo La preferisco spuntato dal nulla nell’estate 2018 e lì rimasto, sembra che il pericolo sia ancora distante.

Continueremo quindi a immaginarcelo la mattina appena sveglio nell’atto di accendersi un cilum già acchittato dalla sera precedente.

Come l’erba (fumo tanta erba)

Fumo tanta erba e nun me pongo freni
Tu fumi le Marlboro e sai che t’avveleni
Me sfonno de cannoni me sogno le piantagioni
E quando che gira er cilum semo tutti più boni
E quando che cala la sera arriva lu momiento
Grazie ar mio cilotto e a questo nuovo portamento
Cambia lo stato d’animo ma no l’atteggiamento
Me sento più felice in questa merda de cemento
E nun me va che poi la gente possa dietro sparlà de me
Perché non sa ma forse un giorno ci arriverà da sé
A capire che ar mondo non è che se una cosa è legale allora nun fa male
Sai tanta gente c’è finita all’ospedale
Te dico tanta gente c’è finita all’ospedale
Te ricordi la sarmonella, te ricordi l’etanolo
Te vennevano la merda e la chiamavano Barolo
Invece la marijuana no non c’ha li pesticidi
Ar massimo si ce l’ha quando la fumi li uccidi
È fresca e naturale però nun è legale
Per questo tanta gente dice che fa male
Ma nun è vero e so’ sincero
Perché la vita è mia e ce tengo pe’ davero
E se tu fumi me poi capire
La gente che pe’ me non sa deve tacere
Sapessi quant’è bello la mattina appena alzato
Trovare accanto al letto un cilum già acchittato
Amico perché critichi se nun l’hai mai provato
Ma come te permetti a dimme che so’ drogato
Si sei ignorante amico nun parlare
Se non sai un cazzo non ti pronunciare
Se nun sai l’argomento come fai a criticare
Te devi da sta zitto e devi d’ascoltare
Me sento in una gabbia dentro a sta città
Non lo sai quante le cose che dovebberò cambià
Purtroppo se continua sempre a criminalizzà
Son sempre de più i limiti posti alla libertà
Me fumo la marijuana e me ritengo normale
Non sono un assassino, neanche un pazzo criminale
Purtroppo questa qui è la realtà attuale
Te bruciano la vita pe’ ‘na cosa naturale come l’erba
Come l’erba
Metti quarche spiccio

1 COMMENTO

  1. Pezzo storico.
    Invece di una nuova incisione speravo saltasse fuori la vecchia versione ma in qualità migliore e non tagliata alla fine (chissà che c’era dopo).

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