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Melissa – Un Po’ Gay (1980)

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melissa un po' gayMelissa (vero nome Maria Rosa Chimenti), è stata una cantante di origini eritree: le sue prime registrazioni risalgono al 1968, con un paio di singoli scritti da Aldo Tamborrelli e Carlo Rossi (quest’ultimo autore di moltissimi successi eseguiti da Edoardo Vianello e Rita Pavone) e in particolare da Gianni Dell’Orso (cognato della splendida Edda), debuttando sin da subito con produzione di un certo rilievo e partecipando anche ad Un Disco Per l’Estate quello stesso anno col suo secondo singolo “La Spiaggia è Vuota”. Dal 1971 dopo solamente un terzo 45 giri scompare improvvisamente dalle scene musicali.

Possedendo non solo una voce potente ma anche un fisico da modella intraprende una breve ma curiosa carriera nel mondo del cinema di genere nostrano; l’inizio non si può definire dei migliori visto che la vediamo in una breve parte in “Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso” (1971) incredibile prodotto di serie Z dell’irraggiungibile Renato Polselli, vero nume del cinema italiano più psicotronico.

La faccenda proseguirà altrettanto disastrosamente con la breve ruolo in “Carambola” (1974), film western truffaldino con Michael Coby e Paul Smith, ovvero i sosia di Bud Spencer e Terrence Hills. Le ultime sue apparizioni sono state in un brevissimo ruolo nel poliziottesco cafonaro con Franco Califano “Gardenia il giustiziere della mala” (1979), ma sopratutto “Papaya dei Caraibi” (1978), thriller esotico e perverso diretto da Joe D’Amato, in cui Melissa riveste nientepopodimeno che il ruolo dell’ambigua e sensuale protagonista, impegnata in un’isola tropicale a mostrarsi generosa e disinibita e a staccare cazzi a morsi come se nulla fosse.

melissa papaya dei caraibi joe d'amatoIn questo stesso periodo viene contattata da Giuseppe Scalamogna, in arte Gepy & Gepy, per essere la sua partner musicale, partecipando a tutti i successi del Barry White italiano e figurando su tutte le sue copertine in pose sexy ed ammiccanti, ritornando così inaspettatamente al mondo della musica e lasciando da parte la carriera cinematografica.

Ma il culmine la nostra Melissa lo raggiunse un’altra volta da solista: nel 1980, forse sull’onda del successo clamoroso di Gepy & Gepy, pubblicò un singolo come solista dal titolo incisivo e destinato a rimanere nella storia “Un po’ gay” in cui la bellissima Chimenti, ormai lasciata da parte la propria timidezza con le ultime esperienze si immerge a pieno in un pezzo dance-pacchiano in cui si chiede che cosa si prova ad andare a letto con un uomo “un po’ gay”. E via a snocciolare i classici stereotipi dell’omosessuale degli anni ’80, un uomo con la faccia ambigua che prova l’effetto del fard, ripetendosi fra sé e sé come possa essere comunque ”un’esperienza che non guasta mai”.

Toltasi il capriccio grazie alle sue doti seduttorie Melissa definirà la cosa deludente; avendo forse sopravvalutato le proprie aspettative, si congederà affermando che all’uomo un po’ gay ”non gli si può dare che un sei” promettendosi di non farlo mai più. Certo è comprensibile vista l’abbuffata di maschioni caraibici fatta negli ultimi anni.

In seguito Melissa inciderà ancora qualche singolo in duo con Gepy & Gepy e altri due singoli dance in inglese col nome di Kwin Melissa, ma ormai era entrata, in un modo audace e tutto suo, nel mondo della musica italiana col suo inno dance politicamente scorretto ed ultra-machista.

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