Home Illustri Sconosciuti Marisa Sacchetto - Regina del Futuro (1980 - 7")

Marisa Sacchetto – Regina del Futuro (1980 – 7″)

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Marisa Sacchetto Regina Del FuturoQuale significato mistico si nasconde dietro Marisa Sacchetto e la sua città di provenienza? Nessuno. Solo il fatto che chiamarsi Sacchetto e nascere a Piove di Sacco è quella cosa strana che ti fa pensare a una sorta di equazione matematica in cui Sacchetto = Piove di Sacco; e tolto il sacco, resta sol una cos’: un poc d’iett.

Insomma, la sfiga è un suo accessorio: Marisa Sacchetto è la donna che non ha mai avuto successo.

Nonostante l’avesse messa sotto contratto nel 1968 il padre di Mina, dopo registrazioni, canzoni, concorsi e festival, incredibile, ma non c’è mai stata una volta una in cui la Sacchetto l’abbia mandata in buca.

Passati i singoli (piuttosto velocemente) e passati gli anni (alla stessa velocità) però sbam: la Sacchetto condisce la storia della sua vita pubblica con un nudo integrale su Playboy, uno su Playmen, e niente, non succede assolutamente niente. Ma non si deve demordere mai, in generale, nella vita.

Così nel 1980 fa il suo ritorno sulle scene, e grazie al patto con la nuova casa discografica ramo della Panarecord Dischi, la nostra toglie il cognome sciagurato e diventa solo Marisa: il libro di cucina di tua nonna.

Il pezzo si chiama “Regina Del Futuro”.

Che finalmente possa dire ad alta voce, oltre-atmosfera, che se è lì dopo 10 anni è anche perché l’autostima ha tenuto duro? Forse una risposta, nel testo:

Anche se
Io vorrei
esser donna, donna nuova
Nel mio mondo
mela acerba, mela marcia, frutto guasto
I miei sogni cavalcano il futuro
Io regina di un mondo un po’ immaturo,
io sovrana del gioco del futuro
non ci credo

Luci al neon, sull’autostrada
che ci porta in fondo al tempo,
grattacieli stan danzando, tra la mia gente
io regina, di notti senza amore
io sovrana, di chi non ha calore
io straniera, città senza più luna, mai

La regina, la regina

Desiderio di volare via
di incontrare stelle senza nome
e pianeti ancora freschi, dove l’uomo sia animale,
io regina delle bestie che hanno un cuore e sanno amare,
e potremo ritornare al sole
energia, luce + calore,
spaziotempo
atomi d’amore, e noi

L’autore Ivan Cattaneo (insieme a Pino Presti) proietta il testo in un’idea originale di universo e spazio infinito e rivolge gli ultimi strascichi di parole a un’idea piuttosto cristiana di amore permanente, a della fisica spiccia, a un possibile ritorno all’origine e al desiderio di estraniarsi dalla vita terrestre che non è abbastanza da. Da che cosa, ci potremmo chiedere tutti?

Ma dall’accettare la Marisa come donna sovrana delle hit una volta una, no?

N.B: una voce minacciosa, meccanica, corale, alla fine del pezzo, la intima di finirla: no more future.

Grazie.

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