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Manlio Sgalambro – Fun Club (2001 – CD)

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Manlio Sgalambro Fun Club In tempi di crisi profonda dell’industria discografica sentivamo il bisogno di un album di Manilo Sgalambro? A 77 anni, dopo una recente carriera concentrata di vana et futilia come paroliere per Franco Battiato, il filosofo-poeta di Lentini sembrerebbe buttarsi a bomba nel mondo della musica con questo CD di cover. In realtà, come il titolo suggerisce, si tratta di un gioco borderline tra l’imbarazzante e la parodia.

Senza sorpresa troviamo alla produzione e agli arrangiamenti proprio il suo amico/discepolo di una vita: quel Franco Battiato qui intento a fornire un morbido e convincente tappeto sonoro per l’attempato cantante che debutta alla tenera eta di 77 anni.

Le sorprese però sembrano finire qua, infatti, a parte una inspiegabile versone di “Me Gustas Tu” su cui torneremo, le canzoni scelte provengono direttamente dalla giovinezza del filosofo di Lentini. Troviamo quindi classici della musica italiana (“Non dimenticar le mie parole”, “Parlami d’amore Mariù”) e internazionale (“La Vie En Rose”, “Moon River”, “We Have All The Time In The World”) spesso tratte da famose colonne sonore.

Una provocazione ben confezionata, assecondata da musicisti di prim’ordine e dall’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo o un regalo a un vecchio amico? L’intenso rapporto personale e artistico tra Sgalambro e Battiato farebbe pensare alla prima ipotesi, ma quando arrivano le note  dell’orripilante “Me Gustas Tu” viene naturale pensare che sia una semplice vaccata.

La folle cover del (pessimo) tormentone di Manu Chao piazzata a tradimento tra il Trio Lescano e il Quartetto Cetra è come un rutto in un confessionale. Il non plus ultra del pessimismo materialista in formato pop.

Pur non raggiungendo abissi così profondi quando il Nostro gioca con l’inglese, sfoderando una pronuncia degna di Aldo Biscardi, le cose continuano comunque in maniera drammatica; ascoltare le straziantio versioni di “We Have All The Time In The World”, “Moon River” e “As Time Goes By” . Stesso discorso vale ovviamente per il francese ed ecco quindi che “La Vie En Rose” e “La Mer” diventano poco più di rantoli inintelligibili.

Sui brani in italiano le cose vanno un pochino meglio, ma non di molto a causa di un accento siculo davvero troppo marcato e soprattutto per la voce legnosa come una sequoia secolare che rende piatte le melodie sinuose di brani come “Ciao Pussycat”, “Camminando sotto la pioggia” o “Cheek To Cheek”. Impensabile che qualcuno possa aver solo pensato che la voce sgraziata, sfiatata e gracchiante di Manilo Sgalambro potesse davvero trovare estimatori al di fuori di una ristretta cerchia di completisti delle produzioni di Franco Battiato o degli amanti dei nonni che cantano durante la vendemmia.

Manlio Sgalambro Fun Club
Manlio Sgalambro e Franco Battiato nel 1994 (da La Sicilia 20/06/1994)

Ad onor di cronaca in paio di momenti questo baraccone snob-intellettuale sembra quasi funzionare: “Non dimenticar le mie parole” e “Parlami d’amore Mariù” sono indubbiamente dotate di un certo fascino, ma siamo sicuri che sia per il valore intrinseco o per il nulla di cui sono circondate? Sicuramente non bastano a giustificare l’acquisto di questo album che alla fine dei conti suona come una provocazione fine a se stessa.

Tracklist:
01. Non dimenticar le mie parole (Trio Lescano cover)
02. Me Gustas Tu (Manu Chao cover)
03. Donna (Quartetto Cetra cover)
04. We Have All The Time In The World (Louis Armstrong cover)
05. Camminando sotto la pioggia (Trio Lescano cover)
06. La Vie En Rose (Édith Piaf cover)
07. As Time Goes By (Dooley Wilson cover da Casablanca)
08. La Mer (Charles Trenet cover)
09. Cheek To Cheek (Fred Astaire cover da Top Hat)
10. Parlami d’amore Mariù (Vittorio De Sica cover da Gli uomini, che mascalzoni…)
11. Moon River (Audrey Hepburn cover da Breakfast at Tiffany’s)
12. Ciao Pussycat (Tom Jones cover da What’s New Pussycat?)
13. Bachianas Brasileira n.5 (Heitor Villa-Lobos cover)

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