Davide Omino BannatoCon questa cosa dell’etichetta discografica di Orrore a 33 Giri ci abbiamo preso gusto, quindi dopo avervi fatto scoprire il delirante e magnifico EP d’esordio dei Vendetta 33, oggi vi presentiamo un nuovo artista che ha incontrato sin da subito il nostro gradimento, al punto da farci venir voglia di pubblicare il suo primo EP.

Lui si chiama Davide Omino ed è uno stand-up comedian, autore, improvvisatore e spogliarellista. Il suo esordio discografico Bannato unisce sapientemente tutte le sue esperienze: l’EP infatti è una raccolta dei suoi pezzi comici migliori (ma alcuni brani sono talmente veri e onesti che dopo la prima risata fanno venire il magone) recitati in stile spoken word sopra a delle basi elettroniche soft.

Si parte col botto con Voragini, il brano di lancio dall’EP, che fa un arguto accostamento tra le voragini che di tanto in tanto si aprono in strada all’improvviso e le “voragini” di umore che ci capitano quando meno ce l’aspettiamo creando un vuoto che cerchiamo di riempire con qualsiasi cosa. A testimoniare lo spirito dissacrante di Davide Omino, il video lo vede camminare in mezzo a una cena in bianco (quelle cene sociali in strada in cui ci si deve vestire di bianco), però vestito di nero.

Ringo è una storia agrodolce ambientata a L’Aquila nel periodo del terremoto del 2009; è difficile affrontare una tematica così delicata con garbo, leggerezza e persino con il sorriso sulle labbra, ma qui l’operazione è perfettamente riuscita (altro che Domani). Il finale non ve lo spoileriamo ma ci ha fatto molto ridere.

Arriviamo a Cinepanettoni, un’attenta e puntuale disamina socio-culturale sui film di Natale, con un punto di vista assolutamente originale e con un taglio innegabilmente condivisibile: non è il cinepanettone che fa schifo, è la società immortalata dal cinepanettone a fare schifo.

Non si salva nemmeno il concetto di provincia che già fu tanto caro al duo Pezzali-Repetto che fu, così in Marlon Brando scopriamo la storia (presumibilmente vera) di un anziano frequentatore di bar ossessionato dalla paura di invecchiare, e di come abbia risolto questo problema con una soluzione involontariamente comica.

Chiude l’EP la delicatissima Madeleine, davvero troppo personale per poter pensare di raccontarla a parole, lasciamo a voi il gusto di scoprirla, tra risate e forse qualche lacrima.

L’aspetto veramente forte di Bannato è proprio questo: fai partire il disco convinto di ridere, all’inizio ridi anche, ma entro la fine del disco ti sei commosso almeno quattro volte. Se questa non è musica degna di essere ascoltata, non sappiamo proprio che cosa lo sia.

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