Gabriella Ferrone

Gabriella Ferrone – È Mio (2008 – singolo web)

Gabriella Ferrone

Pur se ancora lontani dalla prossima edizione del Festival di Sanremo già a fine 2010 si comincia a parlare dei primi cantanti in gara, partendo dai giovani ovviamente, e quando si parla di volti nuovi chi meglio di Gianni Morandi? L’immarcescibile “vecchio giovane” della musica italiana, l’eterno ragazzo ultrasessantenne in lotta armata con la sua chioma canuta, il leader degli ottuagenari dotati di smartphone?

Il novello presentatore dell’edizione 2011 del Festival ha presieduto anche l’edizione 2010 di Area Sanremo, un concorso che permette a voci esordienti di prendere parte alla rassegna musicale ligure. La vincitrice della selezione è stata la ventunenne Gabriella Ferrone con il brano “Un Pezzo D’estate”, che pur essendo un’emerita signorina nessuno, può vantare nel suo curriculum vitae un mirabolante duetto ben 4 anni prima: all’interno della trasmissione Rai Il Treno dei Desideri ha avuto l’onore di condividere il palco con nientepopodimeno che Anna Tatangelo, probabilmente la cantante più inutile della storia della musica pop italiana degli ultimi 50 anni.

Con tali credenziali potevamo farcela scappare? Ovviamente una simile offerta non si poteva rifiutare!

Ecco quindi che arriviamo al 2008 dove la nostra, forte della benedizione pubblica della signora D’Alessio, si autoproduce il primo singolo “È Mio”, un capolavoro che non poteva rimanere impunito e che casualmente diventa la colonna sonora delle selezioni di Miss Italia 2008 in tutta la Campania.

Tralasciando le chiare affinità vocali proprio con Anna Tatangelo, diciamo subito che di “nuovo” la canzone non ha nulla: musica, testo, arrangiamento, melodia, interpretazione tutta roba sentita un milione di volte. La classica scoreggetta melodica italiana, una ruffianata per i “giovani vecchi” degli anni 2000 che invece di prendere a calci in culo il mondo hanno come massima aspirazione quella di partecipare a X-Factor o ad Amici.

Inevitabile, dirà qualcuno, ma anche volendo soprassedere su tutto questo, come non soffermarsi sulla base da musica per ascensori e sul testo, tardo-adolescenziale nelle intenzioni (Gabriella ha qui solo diciotto anni), ma che sembra scritto da bambine undicenni che hanno appena smesso di giocare con la Barbie Magia di Stelle (presumo esista): “Ogni giorno vai a scuola / non è sempre una parola / un buon giorno con rispetto / e ad un altro un bel bacetto / poi ti siedi nel tuo banco / ed il tuo compagno a fianco / pensa a un occhiatina / sei la sua principessina” o ancora “…ma ecco arriva lui / un abbraccio e una carezza / ti dice con dolcezza / a domani o mia bellezza” sono francamente insostenibili.

Una cosa positiva in tutto ciò la troviamo: la fantastica sinergia tra la canzone e il videoclip che sembra il classico filmato dello zio che ha appena comprato la telecamera nuova.

“Continuiamo a farci del male”? A voi la scelta.

È Mio
(A. Ferrone – G.Ruggiero)

Ogni giorno vai a scuola
non è sempre una parola
un buon giorno con rispetto
e ad un altro un bel bacetto
poi ti siedi nel tuo banco
ed il tuo compagno a fianco
pensa a un occhiatina
sei la sua principessina
ma ecco arriva lui
jeans occhiali e camicetta e una sigaretta
e la giornata è gia perfetta

non avrei mai pensato
che io avessi pronunciato
di voler andare a scuola
ma solo per lo spacco d’ora
dove posso finalmente
incontrarlo tra la gente
le ragazze lo vedranno
e che è mio lo capiranno
lo capiranno

poi purtroppo arriva l’ora
e la campanella suona
ora devi salutarlo
anche se tu non vuoi farlo mai
ma ecco arriva lui
un abbraccio e una carezza
ti dice con dolcezza
a domani o mia bellezza

non avrei mai pensato
che io avessi pronunciato
di voler andare a scuola
ma solo per lo spacco d’ora
dove posso finalmente
incontrarlo tra la gente
le ragazze lo vedranno
e che è mio lo capiranno

ma il giorno che preferisci
è il sabato senza rischi
quando i vostri cuori andranno
“bea” oltre ogni malanno
e poi il lunedi
al diario che sempre aggiorni
confidi con stupore
ora sò cos’è l’amore

non avrei mai pensato
che io avessi pronunciato
di voler andare a scuola
ma solo per lo spacco d’ora
dove posso finalmente
incontrarlo tra la gente
le ragazze lo vedranno
e che è mio lo capiranno
lo capiranno
lo capiranno