Eugene, il bizzarro disco-funk con lo zampino di Ace Frehley dei KISS

Il bislacco motivetto di Crazy Joe and the Variable Speed Band ci proietta tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 in un mondo zeppo di discomusic e cocaina

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Essere Ace Frehley nella seconda metà degli anni ’70 era più che un lavoro a tempo pieno: alcol, cocaina, alcol, feste, cocaina, incidenti d’auto, alcol, cocaina, feste, alcol, inseguimenti con la polizia, cocaina e alcol. Nei ritagli di tempo poi andava in tour e registrava dischi di successo con i KISS. In effetti essere l’iconico chitarrista della band (all’epoca) più famosa al mondo, fare una montagna di soldi, sperperarli e rimanere vivi suonava come un’impresa impossibile.

La perfetta colonna sonora delle varie scorribande alcolico-drogative di Ace è sicuramente la contagiosa Eugine scritta nel marzo del 1979 con il produttore musicale e amico di bisbocce Joe Renda, per gli amici semplicemente Crazy Joe.

Nata per scherzo a causa di un inside joke in cui Ace, in perenne tasso alcolemico ben oltre la soglia di sicurezza, prendeva per il culo il malcapitato di turno chiamandolo Eugene e scatenando l’ilarità tra i presenti. Una sorta di nomignolo che nelle strade del Bronx (dove era cresciuto) veniva appioppato all’imbecille di turno (che poi casualmente facesse il verso anche all’amato/odiato compagno di band Gene Simmons era un valore aggiunto).

Fu così che una sera, tra un po’ di polvere magica che «sembra talco ma non è» (cit.) e l’ennesimo drink di troppo, il nostro Crazy Joe per scherzo mise sullo stereo la base disco-funk a cui stava lavorando e il nostro Ace, perennemente in stato di ebrezza, cominciò a improvvisare il testo.

Vista l’ilarità che scatenò tra i presenti, Crazy Joe decise di registrare il brano e girare un video super amatoriale nel bar di un amico, solo per puro divertimento. Quando lo vennero a sapere quelli della Casablanca (la casa discografica dei KISS) pubblicarono rapidamente non solo il singolo nel 1980 con il nomignolo Crazy Joe and the Variable Speed Band, ma sperando in un successo gli fecero creare anche un intero album.

Nonostante gli sforzi promozionali e la vendita incontrollata di qualsiasi oggetto con il marchio KISS, il singolo non fu propriamente un successo, anche se il videoclip finì su MTV diventando un piccolo classico underground. In fondo va bene cosi, fu solo una goliardata tra amici. La canzonetta ha comunque un bel groove e non sfigura affatto se la mettiamo nel mucchio della discoploitation che travolse l’umanità in quegli anni; il brano ha la capacità di proiettarci tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80: locali ingolfati dal fumo di sigarette, uomini col petto orgogliosamente villoso, discomusic a manetta e montagne di cocaina.

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