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David Duchovny – Hell Or Highwater (2015 – CD)

Crisi di mezza età o solo una ricca star annoiata? Probabilmente entrambe le cose

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David Duchovny Hell Or HighwaterDa ragazzino i miei attori preferiti erano Michael J. Fox, Kevin Bacon e David Duchovny, poco sapevo che il fil rouge che avrebbe legato i tre sarebbe stata la musica.

Del primo tutti ricordiamo le schitarrate su Johnny B. Goode in Ritorno al Futuro, mentre il secondo da metà anni ’90 ha intrapreso un’assidua carriera part-time come cantante country-folk (anche se parca di successi) nei Bacon Brothers con il fratello Michael. Che cosa c’entra quindi l’agente Fox Mulder in tutto questo?

Per la serie “non è mai troppo tardi” alla veneranda età di 50 anni il nostro David Duchovny decide di iniziare a suonare la chitarra e prendere lezioni di canto, così quattro anni dopo pubblica il suo primo album Hell Or Highwater cui segue un’inaspettata quanto intensa attività live che lo porterà a fare il giro dei club di mezzo mondo.

David Duchovny Hell Or Highwater
David Duchovny in versione canterina

Il disco contiene una dozzina di brani scritti completamente dal novello cantautore, storie di vita vissuta che si muovono in un ibrido folk-college rock tra Bob Dylan, Tom Petty, Counting Crows, tardi R.E.M. e un pizzico di Wilco, il tutto, ovviamente, senza un briciolo del loro talento.

Il primo e più evidente problema di questo Hell Or Highwater è la voce di David Duchovny espressiva come una scatoletta di carne Simmenthal: chiudete gli occhi e provate a immaginare il fratello stonato di Mark Knopfler e avrete una vaga idea di quanto possa suonare anonima. Sui pezzi più lenti in qualche modo l’attore-cantante tiene botta, anche se l’effetto karaoke è dietro l’angolo, ma quando si avventura in brani dal ritmo più sostenuto la voce raggiunge drammaticamente alti livelli di fastidio e comicità.

Inoltre le canzoni uscite dalla penna del nostro David non aiutano il disco a svincolarsi da questa monocromatica mediocrità tenuta insieme dai validi musicisti della band e dalla buona produzione: brani piuttosto scolastici anche se non melodicamente terrificanti, ma senza quella minima creatività che li faccia ricordare. L’impressione è esattamente quella di ascoltare un disco brutto qualsiasi di un cantante scarso qualsiasi.

Crisi di mezza età o solo una ricca star annoiata? Probabilmente entrambe le cose. Al confronto di questo Hell Or Highwater se vi prendete la briga di ascoltare un album a caso del collega Kevin Costner e dei suoi Modern West vi sembrerà un capolavoro.

Provaci ancorda David. O forse no.

Tracklist:
01. Let It Rain
02. 3000
03. Stars
04. Hell Or Highwater
05. The Things
06. The Rain Song
07. Unsaid Undone
08. Lately It’s Always December
09. Another Year
10. Passenger
11. When The Time Comes
12. Positively Madison Avenue
13. Let It Rain

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