David Allan Coe 18 X-Rated HitsPersonalmente ho sempre avuto una certa attrazione per la musica country sin da quando ero bambino, ma non la roba commerciale e patinata tipo Dolly Parton o Garth Brooks, ma quello puzzolente di piscio, stalla e sudore, insomma la musica che potremmo ascoltare nei peggiori saloon dell’America Confederata.

Tra questa fauna poco raccomandabile la corona del “bad motherfucker” per eccellenza spetta a David Allan Coe, il vero fuorilegge del country & western, tanto da far sembrare Johnny Cash un chierichetto.

Una giovinezza bruciata tra furti, risse e patrie galere che non gli impedì di diventare molto popolare negli Stati Uniti tra gli anni ’70 e ’80 e di piazzare “You Never Even Called Me By My Name” nella top ten di Billboard senza perdere un briciolo della sua fama di outlaw. Aura che non perse neppure in tarda età, tanto che nomi come Dead Kennedies, GG Allin, Dimebag Darrell, Rex Brown e Vinnie Paul dei Pantera e anche quel tamarro di Kid Rock negli anni decisero di rendergli omaggio, coverizzando i suoi brani o con succulente collaborazioni.

Nonostante il successo di pubblico e critica il nostro pensò bene di non smentire la sua fama di musicista scomodo e fuori dalle righe pubblicando due album di “musica per adulti”. Nothing Sacred del 1978 e Underground Album del 1982 (ovviamente autoprodotti) sono uno sputo in faccia all’industria discografica e all’America benpensante. Titoli come Nigger Fucker, Cum Stains On the Pillow, Don’t Bite the Dick o Fuckin’ In the Butt non lasciano molto spazio all’immaginazione e difatti i soliti tromboni non tardarono a tacciarlo di razzismo e misoginia, senza capire che si trattava di puro divertimento, infatti David Allan Coe non suonò mai questi brani dal vivo.

Se è pur vero che in Nigger Fucker il nostro non modera certo i toni nei confronti di una donna bianca che lascia figli e marito per godersi un bel pisellone nero, non dobbiamo dimenticarci che il suo batterista era proprio un nero sposato con una donna bianca, o ancora Fuck Aneta Briant non era una serie di insulti a casaccio, ma un vaffanculo alla cantante Anita Bryant dopo le sue dichiarazioni anti-omosessuali.

Il meglio di questi due rari gioiellini è raccolto in 18 X-Rated Hits che ci sentiamo di consigliarvi nonostante le registrazioni siano ben lungi dall’essere perfette, ma proprio perchè (più o meno) gracchianti ci danno l’impressione che quel bastardo di David Allan Coe sia proprio nella nostra stanza a raccontarci storie di sesso, droga e mignotte tra un whiskey e uno sputo per terra.

Tracklist:
01. Nigger Fucker
02. Whips & Things
03. Cum Stains On the Pillow
04. Pussy Whipped Again
05. Linda Lovelace
06. Little Suzzie Shallow Throat
07. Pick ‘Em, Lick ‘Em & Stick ‘Em
08. Rock and Roll Fever
09. Masterbation Blues
10. Don’t Bite the Dick
11. Jimmy Buffett
12. Rails
13. One Monkey
14. Coffee
15. Fuckin’ In the Butt
16. Nothin Sacred
17. Three Biggest Lies
18. Panheads Forever

5 COMMENTI

  1. Prima di descrivere DAC come il "GG Allin del country", brutto idiota che non sei altro, vatti a leggere la sua storia e informati su quello che è stato uno dei più grandi musicisti country degli ultimi 50 anni. Apparte quei due album, David ha firmato capolavori come "Penitentiary Blues", "Long Haired Redneck" e "Rides Again" e vanta una discografia di oltre 20 titoli. E poi che ha ucciso un uomo in galera non lo dici??? Voglio dire, è la cosa più importante da dire su DAC, un caso unico in tutto il country (non c'è stato nessuno che sia diventato così famoso con 20anni di galera alle spalle) e un esperienza che l'ha profondamente segnato e lo ha reso capace di scrivere dei testi profondissimi. Sei proprio l'ennesimo stronzo che gioca a fare il recensore su internet, dove tutti possono scrivere quello che vogliono. Prova ad andare in Texas e a dire alla gente quello che hai scritto. Ti appenderebbero a un albero con un forcone in culo. Un'ultima cosa, come GG Allin non c'è mai stato nessuno semplicemente per il fatto che GG Allin (non so se lo sai o se parli sempre per sentito dire) ai suoi concerti cacava sul palco e tirava la sua merda sul pubblico, si spaccava la faccia a microfonate e poi il microfono se lo ficcava in culo. David Allan Coe non c'entra niente con questo, è sempre stato un musicista che credeva in quello che faceva e (almeno fino a un certo punto della carriera) non si è mai compromesso andando avanti per la sua strada e parlando di cose di cui pochi parlavano. Essere un vero artista e non aver paura di dire quello che si pensa è una cosa diversa da essere GG Allin. So che GG Allin era un fan di Coe e sono sicuro che anche lui ti avrebbe fatto il culo se ti avesse incontrato a un suo concerto. Invece di fare il blogger, vai a lavorare e produci qualcosa per questo paese. Gianni

  2. Gianni,grazie per gli insulti gratuiti, è sempre un piacere.Il paragone GG Allin v D.A. Coe è puramente sulla base di uno stile di vita trasgressivo ed eccessivo, coerenza (artistica) ed estremizzazione del genere musicale cui appartengono (nessun punk rocker è paragonabile a GG Allin come nessun musicista country è paragonabile a D.A. Coe). Non a caso il primo era fan del secondo. Tra l'altro per la cronaca GG Allin non era certo "l'ultimo degli stronzi" (cit.) avendoci regalato almeno un discone: "Freaks, Faggots, Drunks & Junkies".Per il resto sono un signore quindi non mi tangi, ti consiglio di trombare più spesso invece che scaricare la bile su "l'ennesimo stronzo che gioca a fare il recensore su internet".

  3. Sì, in effetti rileggendo il post riconosco di essere stato eccessivamente gratuito, pure volgare. era una brutta giornata pardon, mi avevano anche appena citofonato dei testimoni di geova..oh mi spiace di essermela presa con te. la prossima volta tromberò appena prima di postare.

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