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Carmen Russo – Nuda (1985 – 7″)

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Carmen Russo NudaIl 1985 di Carmen Russo sembra scandito dal ricordo di spiagge esotiche come la tastierina nell’intro del pezzo ci suggerisce; un’atmosfera frizzantina e leggera. Ma che cosa c’è davvero dietro a “Nuda”? Io c’ho trovato molto altro, un mondo incantato al gusto di rivoluzione dei sessi.

Superato il primo, secondo e terzo ascolto “Nuda” si svela per quello che è: non solo una canzonetta orecchiabile cantata da una belloccia del tempo, ma un manifesto auto-dichiarativo (nel senso geopolitico del termine) della Russo in persona.

Carmen, forse inconsapevolmente, reinventa il significato di geisha, attualizzandolo in una società maschilista occidentale. Si presenta come una donna che farà ridere chiunque l’ascolterà, conquisterà il suo pubblico per le doti intellettive ma, badate bene, senza ingenuità: sa benissimo che cosa le viene richiesto dallo show biz in cui opera.

Essere bella e disponibile è la chiave per entrare nel magico mondo del tubo catodico e con “Nuda”, Carmen decide di stare alle regole facendo de “il sistema si distrugge dall’interno” la sua strategia di gioco. Strategia che si rivela vincente, non parlo propriamente di questa canzone, ma guardando al quadro generale: Carmen è da quasi 40 anni protagonista della TV e della cultura pop italiana, ha sposato un ballerino di successo ed è diventata madre di una bimba in tarda età mantenendo un fisco invidiabile e un seno antigravità. Bimba la cui madrina è niente di meno che la madonna di Medjugorje, come dichiarato dalla Russo stessa. Se questo non è successo, allora non so proprio come altro descriverlo.

https://www.youtube.com/watch?v=cMSdXfbO0Ao

Nonostante il brano sia una cover di Mina con testo scritto da Don Backy, che citiamo per “L’immensità” solo perché è giusto ricordare le persone per le cose positive e non per quelle negative, il pezzo sembra uscito direttamente delle sinapsi della Russo. Il Drive In, i film di serie B, il cinema comico-erotico e i reality show sono solo quelle cose che doveva e deve fare per sbarcare il lunario e garantirsi uno stile di vita dignitoso. Quello che davvero la rappresenta a mio avviso è questa canzone celebrativa ed estremamente realista in cui Carmen non si nasconde dietro una stupida maschera.

E se ancora non siete convinti della volontà di ferro della nostra Carmen vi invito a rivedere il video de L’Isola dei Famosi in cui Paolo Enzo Turchi, in lacrime, le dice che gli manca, che è distrutto da un dolore emotivo e dalle emorroidi; lei tutta d’un pezzo e immensa come solo una donna che sa portare i pantaloni lo zittisce come si fa con i bambini che piangono al ristorante.

Magnifica.

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3 COMMENTI

  1. questa canzone è una cover di Mina non è un’inedita di Carmen. Anni dopo a Domenica In la incise pure Alba Parietti.

  2. Io della Russo ricordo solo il balletto su questa canzone in un programma di Rete 4 con Villaggio conduttore.
    Non son riuscito a trovarlo, ma lei sembrava veramente nuda.
    Peccato per la troppa “velocità” del brano…rallentato come l’originale sarebbe stato meglio.

    Ma la cover migliore l’ha fatta sicuramente Miss Pozzi.
    L’Eterna Moana infatti era solita farla nei suoi spettacolini all’ inizio, quando, appunto, si spogliava e scendeva fra il pubblico (La vidi al Teatrino di Largo Corsia dei Servi a Milano…fine anni 80 credo).
    Con la sua voce e le sue movenze…spaccava anche le pietre.
    La Russo certe “vette” di erotismo se le sogna: non era buona manco a far eccitare un Armadillo in calore.

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