Betty Curtis diabolikCapita spesso, nella carriera di un artista, che l’ispirazione per un pezzo venga da momenti di vita vissuta, fatti di cronaca o persone realmente esistite.

Altrettanto possibile il caso in cui il lume si accenda grazie a personaggi di finzione, creati dalla penna di un artista o dalla mente di uno sceneggiatore. Quando poi l’ispirazione viene da un supereroe e dalle sue incredibili gesta, il risultato può davvero essere vincente.

Ѐ questo il caso della canzone dedicata più che a un supereroe a un antieroe, il cattivo per eccellenza, il Re del Crimine ideato dalla geniale mente delle sorelle Angela e Luciana Giussani: stiamo parlando naturalmente di Diabolik.

A dare voce al brano troviamo Betty Curtis, nome d’arte di Roberta Corti, una delle migliori rappresentanti per timbro vocale del panorama musicale italiano a cavallo tra la fine degli anni ’50 e i ’70. Una scelta azzeccata per interpretare un testo scritto da Gustavo Palazio, Marcello Marchesi e Tito Carpi, sulle musiche dalle sonorità pulp del maestro Gualtiero Malgoni, che ci guida perfettamente tra le atmosfere d’antan a tinte fosche che hanno fatto da cornice ideale per le avventure più belle del criminale dagli occhi di ghiaccio e della sua stupenda compagna, la biondissima Eva Kant.

Si potrebbe parlare per ore di Diabolik: spietato criminale bramoso di ricchezza e allo stesso tempo implacabile assassino con un profondo codice etico, che lo porta a rifiutare l’uso delle armi da fuoco e a schierarsi idealmente più volte dalla parte dei deboli e degli emarginati, in opposizione alla corrotta alta società che suole derubare.

Esperto di veleni e di arti marziali, una mente prodigiosa in grado di sviluppare autonomamente ritrovati d’alta scienza, tra cui la materia sintetica con cui produrre le famose maschere che gli permettono di assumere le sembianze di chiunque, e invenzioni tecnologiche formidabili, che utilizza per mettere a segno audaci colpi e sfuggire a bordo della sua mitica Jaguar E-Type dall’arci rivale Ginko, ispettore della polizia di Clerville nonché unico individuo capace, per intelligenza e intuito, di competere con lui.

Johnny Dorelli and Betty Curtis singing at 9th Sanremo Music Festival
Betty Curtis (Roberta Corti) e Johnny Dorelli (Giorgio Guidi) al Festival di Sanremo del 1959 (foto tratta dal Mondadori Portfolio)

Caratteristiche queste che non possono lasciare indifferenti le rappresentanti del gentil sesso. Pur consce della sua totale fedeltà a Lady Kant, molte donne hanno tentato di conquistarne il cuore, attratte dai suoi occhi algidi e dal fascino che da sempre ha ispirato nell’immaginario femminile la figura dell’antieroe. Betty Curtis non fa differenza:

Diabolik! Diabolik!
Non dirmi chi sei
e cosa farai di me.
Ho paura di te,
ma ti aspetto
e con noi la notte
Che mi tormenta
E mi tenta come fai tu.

Perché, perché,
Io ti penso e ti vedo apparire
Perché, Perché
Ti desidero e voglio fuggire
Perchè, perchè
Se mi baci mi posso guardare
Nei tuoi occhi accesi nel buio
E mi vedo morire.

A impreziosire il pezzo, edito nel 1966 in formato 7”, una copertina riproducente una tavola inedita di uno dei disegnatori storici del fortunato fumetto del brivido, Enzo Facciolo, rappresentante il Re del Crimine nell’atto di brandire il suo famoso e temibile pugnale e di ghermire, con l’altra mano, la città di Clerville. Un degno accompagnamento per una di quelle poche canzoni capaci di evocare alla perfezione l’atmosfera del personaggio che celebra e delle storie che lo vedono protagonista, oggi deventato un raro e costoso pezzo da collezione.

Diabolik, Diabolik,
qualcosa mi dice
di non amarti più.
Ma il tuo sguardo di ghaccio
è una lama nel cuore
che non posso strappare
per gettarla via da te.

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