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Alberto Lupo – Io Ti Amo / Anthony Quinn – I Love You, You Love Me (1967 – 7″)

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Alberto Lupo Io Ti AmoLo confesso: “Io ti amo” è probabilmente la canzone più insopportabile della storia della musica pop italiana.

Chi è il colpevole? In primis il trio di autori Guardabassi, Specchia e Spina, ma senza l’apporto fondamentale di Alberto Lupo, o meglio della sua voce, non sarebbe stata la stessa cosa.

Alberto Lupo: l’uomo dalla voce al tungsteno, l’interprete dello stereotipo dell’italiano farfallone nella celebre “Parole, Parole” al fianco di Mina (quando ancora non duettava con cani e porci), l’unico uomo che è riuscito a raggiungere la cima della classifica dei 45 giri più venduti senza cantare una sola sillaba e l’uomo che ha ispirato il nome dell’omonimo fumetto di Silver (Lupo Alberto, apppunto).

Prima del successo clamoroso (e per il sottoscritto tuttora inspiegato) della canzone con la cantante di Cremona, il cantante genovese aveva scaldato i motori con una altro mirabile brano “Io ti amo”, sorta di canzone-non canzone: una base easy listening di quarta mano su cui far recitare il nostro, o meglio far ripetere praticamente ad libitum “io ti amo”.

Alberto Lupo che ripete in maniera calma ma decisa “io ti amo” per tutta la durata della canzone senza far trasparire la pur minima passionalità non è un’esperienza da sottovalutare.

Alberto Lupo Io Ti AmoImmaginiamo la sventurata fanciulla che guarda con passione il suo bell’innamorato, il quale per conquistarle il cuore le ripete fino al collasso neuro-sensoriale “io ti amo, c’è un solo modo per dirtelo … io ti amo e tu, tu mi ami”.

Probabilmente la tipa gliel’ha data solo per farlo stare zitto.

I due minuti e trenta secondi più lunghi della mia vita, ma soprattutto sono stati davvero necessari tre cervelli pensanti per partorire questa roba o i tre autori compaiono solo perchè avevano il patentino SIAE?

Una cagata del genere poteva vendere? Dati alla mano non è andata affatto male, anzi qualche buontempone americano ha fiutato l’affare e ha pensato di dare un colpo di telefono ad Anthony Quinn per fargli incidere una versione americana (“I Love You, You Love Me”), con la scusa di dollari facili.

Atroce al di qua e al di là dell’oceano.

Io ti amo

Io ti amo.
Io ti amo.
Io ti amo.
Io ti amo.Io ti amo.
In quanti modi posso dirtelo
che ti amo.Io ti amo.
C’è un solo modo per dirtelo,
uno solo.Tu mi ami.
È bello, si è bello perché
adesso siamo qui, noi due, solo noi due.E io ti amo.
E tu,
tu mi ami.Io ti amo.
In quanti modi si può dire “Io ti amo”.
I love you, te queiro, sagapò, je t’aime.

Io ti amo.
C’è un solo modo
per dirtelo.

Io ho bisogno,
ho bisogno di te,
che tu mi ami.

Che bello pensare che siamo qui,
noi due, io e te amore.
Noi due, solo noi due.

E io ti amo.
E tu,
tu mi ami.

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1 COMMENTO

  1. Oddio! Il fratello di mia nonna aveva l’unico juke box di Montespertoli (paesino in provincia di FI) negli anni 60! I 45 giri ce l’ho tutti in soffitta! e c’ho passato l’infanzia!

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