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Enzo Iacchetti – Acqua di Natale (2011 – CD)

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Enzo Iacchetti - Acqua di Natale (2011 - CD)Mettete insieme un cabarettista-presentatore amato dalle casalinghe di tutta Italia, isole comprese, un disco natalizio e un’operazione benefica: riuscireste ad immaginare una situazione peggiore per un povero recensore?

Impossibile parlarne non dico male, ma neppure accennare qualche malcelata critica per non passare come i classici stronzi senza cuore che spalano fango e ingiurie su chi cerca di fare qualcosa per gli altri. Ecco, questa è esattamente la situazione in cui ci troviamo di fronte a questo “Acqua di Natale” di Enzino Iacchetti che ancora una volta supporta un’iniziativa a sfondo sociale, in questo caso a favore dell’Amref per la realizzazione di una diga in Kenya.

Come comportarsi dunque? Accodarsi al pensiero del lettore medio di TV Sorrisi e Canzoni? Fare semplicemente finta di niente? Oppure al diavolo tutto quanto e ascoltare queste otto canzoni con l’orecchio libero da insano buonismo aprioristico?

Mettiamola così: se vi sentite di supportare la causa, comprate il CD e buttatelo via senza nemmeno aprirlo. Se, invece, come il sottoscritto sceglierete di dargli un’ascoltatina, cadrete in una trappola di ammorbante buonismo da fascia protetta. Quel sentimento di unità nazional-popolare da prima serata, tipica delle trasmissioni che infestano l’etere nel periodo natalizio.

Ad accompagnare il presentatore di Striscia la Notizia troviamo una pletora di amici che, come uvetta e canditi, vanno a condire questo panettone natalizio a 33 giri.

Il ventaglio tematico di questa mezzoretta di musica è piuttosto ampio: si va dalla tragica canzone comica che non fa ridere (“Il Natale del Cabarettista Sgangherato” con Gino e Dino) all’immancabile “social Christmas” alla “Do They Know It’s Christmas?”, quella “Buon Natale”, (ripresa dal primo album natalizio del nostro) diventata singolo di lancio dell’album con tanto di folto gruppo di vecchi amici che si alternano al microfono riproponendoci l’effetto di piccola Band Aid di ultrasessantenni (Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Roberto Vecchioni, Mina ed Enrico Ruggeri) che si stringono attorno all’ideatore di questo progetto per regalarci la più classica canzone radio-friendly natalizia, fatta di melodie mollicce e metafore vuote.

In mezzo a tutto questo troviamo “Vorrei Qualcosa In Più”, poco più o poco meno di un becero inno alla giovani d’oggi in sapor d’Azione Cattolica, per dimostrare che le nuove generazioni non sono solo reality, cocaina e discoteche; la programmatica “Acqua” che è un po’ il succo di questo progetto, sorta di cover laica di Frate Cionfoli con coda rappata del simpatico Giobbe Covatta. Infinitamente triste la riproposizione del “mito del buon selvaggio” che rivive in “Il Natale del Naufrago”: in una canzone per bambini Enzo Iacchetti ci racconta le condizioni di vita sui barconi della speranza che approdano sulle coste europee, con tanto di melliflui attacchi a politici e mondo cattolico.

Si prosegue con il pathos flaccido di “Buon Anno Ai Diritti Umani”, sorta di qualunquismo in musica “impreziosito”, chissà per quale ragione, da Maria De Filippi che legge l’articolo primo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, con l’espressività di una pianta grassa. Immancabile poi la cover gaberiana, questa volta è il turno di “Quando Sarò Capace Di Amare”, in cui lo showman di casa Mediaset duetta con il fantasma di Giorgio Gaber. Raccapricciante solo a scriverne.

Dopo questo marasma di stanche ballate a chiudere le danze ci pensa però “Non Sono Lady Gaga” cantata in combutta con Eraldo “La Cesira” Moretto in un brano di dance demenziale di rara, rarissima bruttezza (intrinseca ed estrinseca). La canzone si sviluppa sull’abusata scenetta dello scambio di persona con un umorismo di serie z, tutto giocato sull’assonanza “gaga – caga” che non farebbe ridere neanche vostro nonno in overdose di salvia divinorum: “non sono mica Lady Gaga, ma senti bello chi ti cal… cola”. Ma per favore!

A Natale siamo tutti più buoni o dobbiamo essere tutti più buoni?

Tracklist:
01. Buon Natale (con Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Mina, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni)
02. Quando Sarò Capace di Amare (con Giorgio Gaber)
03. Vorrei Qualcosa in Più (con L’Aura, Madback, Paolo Meneguzzi, Silvia Olari)
04. Il Natale del Naufrago (con Augustin Desire Noubissie)
05. Acqua (con Giobbe Covatta)
06. Buon Anno ai Diritti Umani (con Maria De Filippi)
07. Il Natale del Cabarettista Sgangherato (con Gino e Dino)
08. Non Sono Lady Gaga (con La Cesira)

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6 COMMENTI

  1. Tutto ok, ma… gliel'hanno chiesto prima ai Kenioti se gli serve davvero una diga?Una volta costruita sapranno che farsene o come utilizzarla senza provocare un'alluvione?In caso contrario: quanto gli costeranno i tecnici specializzati stranieri per gestirsela corrrettamente?

  2. Non puoi cantare Quando sarò capace d'amare in tonalità originale se non hai la voce di Gaber… Si sente che fa uno sforzo per toccare le note basse…

  3. Mbebe, pare che tu immagini i kenioti non tanto come delle persone tali e quali a tante altre, ma degli idioti. In ogni caso, visto che l'iniziativa parte da AMREF, potresti interessarti anche di cos'è questa organizzazione e cosa sta facendo in Africa.Sul CD non mi esprimo perchè non l'ho sentito. Enzo mi piaceva quando una trentina di anni fa era un cantautore dilettante, su a Maccagno. Queste operazioni stimolanti il buonismo natalizio mi lasciano una traccia di profonda tristezza.Stefano.

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