Bobby Solo L'ultimo Goodbye

Bobby Solo – L’Ultimo Goodbye (1969 – 7″)

Bobby Solo L'ultimo GoodbyeSi potrebbe parlare per ore della lunga (lunghissima) carriera di Bobby Solo, con pubblicazioni significative in almeno tre decenni, ma quello che è indubbio è il suo contributo alla diffusione della musica italiana in giro per il mondo con pubblicazioni in: Brasile, Argentina, Spagna, Portogallo, Olanda, Francia, USA, Yugoslavia, ma soprattutto Germania (la sua seconda patria) e Giappone.

Ancora una volta è proprio il Sol Levante a regalarci graditissime sorprese con questo “L’ultimo goodbye“, un 45 giri pubblicato esclusivamente per il mercato nipponico (che fino a qualche lustro fa fagocitava con nonchalance ogni genere di nefandezza sonora).

Il languido “crooner col ciuffo” ci regala una delle sue migliori interpretazioni, non tanto nella versione italiana del brano (invero alquanto trascurabile), ma con la facciata A cantata rigorosamente in giapponese, raggiungendo vertici lirico-interpretativi davvero altissimi, al pari di gemme dimenticate come “Aufwiedersehen Madeleine” (anche questa mai pubblicata in Italia).

Bobby Solo L'ultimo Goodbye

Un disco difficilmente reperibile e tutt’altro che fondamentale nella discografia di Roberto Satti, ma interessantissimo dal punto di vista collezionistico. Bella la copertina sognante e la confezione, con all’interno il testo sia in giapponese sia in un italiano con tanto di errori grammaticali.

Meglio ricordarlo così piuttosto che come aspirante politico, nel 2006 infatti si candidò con l’U.D.E.U.R. alla camera dei deputati, ma senza essere eletto; si è comunque esibito a Montecitorio con l’immortale tormentone “Una lacrima sul viso” su espressa richiesta di un grande statista come Clemente Mastella il giorno dell’insediamento di Fausto Bertinotti come presidente della Camera (sigh!).

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