It’s a Gas! Anticonformismo, rutti e rock’n’roll

La dissacrante canzone pubblicata dalla rivista satirica MAD e interpretata dalla mascotte Alfred E. Neuman

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Chi non ha mai sentito nominare la rivista MAD alzi la mano! Facciamo un po’ di storia: si tratta di una storico periodico satirico americano nata nel lontano, anzi lontanissimo, 1952. Dal 1954 sulla copertina appare come ospite fisso Alfred E. Neuman, un ragazzino lentigginoso, la faccia rotonda, i capelli rossi e le orecchie a sventola che ne diviene subito la mascotte.

La sua faccia dispettosa vi ricorda qualcosa? Probabile, perché è il risultato di una serie di libere ispirazioni che partono dal famoso Yellow Kid, il protagonista di una delle primissime strisce a fumetti di sempre (parliamo di fine ‘800), mentre il nome pare provenga da una trasmissione radiofonica trasmessa da qualche parte negli Stati Uniti negli anni ’50, in cui una persona con questo nome ne era il conduttore.

Ma perché ne parliamo? Il nostro Alfred è anche l’interprete di questa It’s a Gas!, raro flexi disc a 33 giri in allegato con la rivista, vero e proprio classico di genere in quanto la base rock’n’roll viene impreziosita da una performance vocale fatta di… rutti!

Registrato all’inizio degli anni ’60 (si pensa intorno al 1962/1963), fu allegato qualche anno più tardi, nel 1966, al nono volume del L’annuario del peggio di MAD (Ninth Annual Edition of the Worst From Mad). Decisamente un compendio perfetto.

Oggi può rappresentare un piccolo sfizio da collezionisti, ma la sua efficacia è ancora provata, soprattutto se si pensa al periodo in cui questo brano fu pubblicato: un cosiddetto novelty must per le feste tra amici, ma anche un potente veicolo dissacratorio.

It’s a Gas! non fu affatto una baggianata improvvisata, la base fu scritta dai due scafati compositori Norm Blagman e Sam Bobrick (co-autore anche del singolo The Girl Of My Best Friend cantato da Elvis Presley nel 1960) e anche se non sappiamo che suoni, pare che al sassofono ci sia King Curtis, storico musicista jazz-blues della Atlantic Records; la voce che si limita a declamare il titolo è invece Al Feldstein, storico curatore editoriale di MAD. Insomma uno scherzo fatto in casa, ma efficacissimo in puro stile MAD.

In piena fase discoploitation anche It’s a Gas! fu resuscitata nel 1980 con un sapore discomusic, ma sempre in tono beffardo, all’interno di una pubblicazione speciale della rivista intitolata MAD Disco. Questi due brani, più tutti gli altri allegati negli anni alla rivista, trovano posto in una collezione di ben 7 CD-ROM intitolata Totally Mad, strepitosa raccolta che comprende tutti i numeri di MAD dal 1952 al 1998.

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