Alberto Ti Nomino Vice MammaItaliani mammoni. Questa la critica che più spesso è stata rivolta ai maschi del nostro Paese. La difficoltà di adattarsi alle situazioni, il desiderio di non lasciare il proprio nido e la mancanza di indipendenza lontano da una figura materna.

Un piccolo singoletto di metà anni ’60 portò questo storico stereotipo ben oltre i limiti, non curandosi particolarmente di eventuali critiche. Che sia mammismo o complesso edipico non è chiaro, di sicuro lo sconosciuto Alberto ci regala una delle canzoni d’amore più bizzarre mai prodotte nella storia della discografia italiana e probabilmente internazionale, in cui il nostro affibbia il titolo di «vice mamma» alla sua innamorata.

Il 45 giri Ti nomino vice mamma/Io And Isabel pubblicato nel 1966 (anche se alcune fonti dicono 1968) è (apparentemente) l’unica traccia discografica di questo artista, prodotta dall’etichetta Style, specializzata nel reclutare cantanti beat più vicini ai gusti dei giovani italiani appassionati della musica d’oltremanica. Chi sia questo Alberto rimane un mistero, sappiamo però che entrambi i brani portano la firma di Dizziromano-Musikus, pseudonimi ignoti sotto cui si nascondono gli altrettanto misconosciuti Primo Delcomune e Elda Bernardelli, autori attivi per un decennio a partire dalla seconda metà degli anni ’60, apparentemente specializzati in singoletti per interpreti che non raggiunsero mai la popolarità.

Ti nomino vice mamma è un beat-sunshine pop con un arrangiamento curato dall’Orchestra Gino Mescoli fatto di chitarre zeppe di wah-wah e fiati in primo piano su cui Alberto sciorina un testo semplice e banalotto costruito su rime elementari e immagini bambinesche fatte di coccole, calore materno e protezione materna.

Tutto si riassume nella prima strofa in cui lui dice di non essere un tipo esigente cui basta solo un po’ di calduccio materno e se la mamma non c’è lui va dalla sua amata dai capelli biondi che gli dona dolcezza e sicurezza, addirittura più di una coperta e del dito in bocca. Non fatichiamo a capire il motivo della faccia sconsolata dela ragazza in copertina (che tra l’altro ha i capelli scuri) che si trova alle prese con questo bamboccione rimbambito.

Oggigiorno sarebbe impossibile anche solo l’idea di cantare una canzone simile alla propria donna senza essere esposto al pubblico ludibrio. Potrebbe essere un’ironica goliardata? La possibilità di una visione umoristica pare assai remota sia per l’esecuzione serissima di Alberto sia perché non vi sono esempi di questo tipo né nel catalogo della Style né nelle altre produzioni degli autori.

Basta infatti girare il vinile e sul lato B troviamo Io and Isabel, un pezzo ancora più strano che suscita curiosità sin dal titolo linguisticamente confuso. Una ballata sgangherata dal ritmo semplicissimo e senza un ritornello che dà l’impressione di essere una banale poesiola sulla quale è stata creata una melodia alla bene e meglio. Immagini malinconiche che si risolvono con l’apparizione dell’amata (Isabel si suppone) probabilmente ancora sconvolta per essere stata definita «vice mamma» dal suo ragazzo. E ancora una volta il nostro sguardo cade sul volto triste e carico di disagio della fanciulla in copertina.

Domenico Francesco Cirillo e Vittorio “Vikk” Papa

Ti nomino vice mamma

Ho scoperto che non sono un tipo esigente
mi basta un po’ di calduccio poi non voglio più niente
quando sono in casa me lo dà la mamma
ma se la mamma non c’è io vengo da te.

Per questo ti nomino vice mamma.
Per questo ti nomino vice mamma.

Mi piace esser coccolato con tanta dolcezza
con una manina morbida che mi accarezza
allora mi sento protetto e dimentico tutto
sogno le cose più strane: una stufa ed un gatto.

Per questo ti nomino vice mamma.
Per questo ti nomino vice mamma.

Stare vicino a te mi dà sicurezza
anche più della coperta e del dito in bocca
per me la cosa più bella è la tua tenerezza
i tuoi capelli biondi e la tua dolcezza.

Per questo ti nomino vice mamma.
Per questo ti nomino vice mamma.

Io And Isabel

E stanotte ho perso la strada
Han vinto loro
La polvere mi ha reso negro
L’asfalto risuona
Il cielo si abbassa
La terra s’infuoca
Copritemi, ho freddo
Ora ritorno, languido miele
Frutti dorati fiori risorti
E labbra velate
Contro la notte dipingo le stelle
Divido le mie nubi (?), ti vedo vicina
Come l’aurora tu porti calore
Vieni, sei bella
Come l’aurora tu porti calore
Vieni, sei bella

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