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Don Lurio – Il Surf del Marziano (1965)

Un inaspettato brano biografico che mantiene inalterato il suo fascino e ci fa sempre venire voglia di estate

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Don Lurio cantaTardi anni 50: è l’Italia del boom economico. La televisione sta muovendo i primi passi per la gioia dei telespettatori che, dimenticate le miserie della guerra ed accarezzato con mano il primo benessere dato dallo sviluppo, sono avidi consumatori dei primi format di varietà. Un vero e proprio carrozzone, perennemente alla ricerca di personaggi da dare in pasto a un pubblico che suole ritrovarsi al bar in gruppo per guardare la televisione, in un vero e proprio rituale sociale.

In questa galassia artistica occupa un posto particolare Donald Benjamin Lurio, o più semplicemente Don Lurio: ballerino e coreografo italo-americano dalle gambe più snodate di una marionetta, dalla mimica facciale inconfondibile e dal forte accento “auanaghena” che caratterizzò indissolubilmente il suo personaggio nella cinquantennale carriera italiana. Che vide come fiore all’occhiello la scoperta delle Gemelle Kessler, veri e propri prototipi del mito delle cosiddette “tedescone”, donne bionde dai fisici statuari e dalle gambe lunghissime che per anni avrebbero caratterizzato i sogni erotici di tanti italiani.

La carriera artistica di Don Lurio non si limitò tuttavia al palcoscenico della danza, virando nel mondo della produzione musicale: tra i vari singolettida juke-box, che facevano più che altro cassa sul carisma del personaggio e sulla sua pronuncia americaneggiante (tra cui anche una versione del celeberrimo Da-da-un-pa, consacrato al mito dalle gemelle teutoniche), spicca Il surf del marziano, lato B del 7” Accipicchia pubblicato nel 1965.

La canzone offre sonorità tipica della musica surf dei primi anni ’60 e, nei 3 minuti scarsi di durata, racconta la storia di un bizzarro ometto proveniente da Marte, che ha la pelle verde abbronzata dalla tintarella e fa un po’ fatica a farsi capire nella sua lingua spaziale, affidandosi al linguaggio internazionale: il ballo, nella fattispecie il ballo della tremarella.

Non facciamo certo fatica a capire che si tratta di una canzone palesemente autobiografica: al di là della pelle verde, nei panni del marziano possiamo vederci benissimo il nostro Don Lurio catapultato dai fasti di Broadway e di Parigi ai teatri di mamma RAI nell’Italia di fine Anni ’50. Chissà inoltre quante persone di lui avranno pensato le stesse cose: un tipo un po’ strano che parla un italiano un po’ strano e che salta come un grillo in maniera un po’ strana.

Al di là delle interpretazioni Il surf del marziano si distingue per la sonorità piacevole e per l’atmosfera da film in bianco e nero sulla spiaggia, che mantiene inalterato il suo fascino nonostante il passare del tempo e ci fa sempre venire voglia di estate.

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