William Shatner The Transformed Man 1
William Shatner nelle vesti del Capitano Kirk

The Transformed Man: da Star Trek alla musica. Il bislacco esordio discografico di William Shatner

William Shatner - the Transformed ManUn anno dopo l’esordio discografico di Leonard Nimoy, il Dottor Spock di Star Trek, il mondo della musica accoglie anche il Capitano Kirk, William Shatner con The Transformed Man, ai confini tra la parodia e la comicità involontaria.

Il genere è definito spoken word, eufemismo per dire che Shatner non canta e non ne ha mai avuto l’intenzione: i testi sono tutti recitati, interpretati sopra le righe, giocando sull’intonazione e facendo pause a effetto, da perfetto manuale di attore shakespeariano quale è.

A un primo impatto quello che colpisce di più è la scelta dei brani: William Shatner alterna interpretazioni di classici teatrali a cover di successi di quegli anni. Il mix è tanto assurdo quanto ridicolo, anche per le musiche di accompagnamento e gli arrangiamenti che rimandano alle colonne sonore dei film della saga di Maciste dei primi anni ’60.

Succede così che il monologo di Amleto viene arricchito da percussioni e trombe in sordina per creare un effetto didascalia da documentario; un brano tratto dal Cyrano de Bergerac si trasforma quasi in una filastrocca per bambini e la scena del balcone di Romeo e Giulietta diventa un polpettone melenso con tanto d’arpa in sottofondo. A riassumere perfettamente il disco ci pensa la title track: recitazione su musica dimenticabile, momenti di frenesia totalmente ingiustificati nella voce e negli arrangiamenti che portano solo a risate imbarazzate.

Tranne che per It Was A Very Good Year, brano dal sapore classico portato al successo da Frank Sinatra e più adatto allo stile/non-stile di Shatner, il risultato per i brani pop-rock è ugualmente bizzarro. Lucy In The Sky With Diamond è interpretata come una fiaba psichedelica su musicassetta con il ritornello lasciato a qualche corista. La sua Mr. Tambourine Man del premio Nobel Bob Dylan baratta il significato per una stereotipata atmosfera rurale con tanto di banjo. Uno standard bossa nova come Insensatez di Antônio Carlos Jobim viene sbiadito e inglesizzato, fino a renderlo totalmente inutile.

Le cover dei Beatles e di Bob Dylan sono comunque le vere star del disco, tanto da essere incluse nella prestigiosa serie Golden Throats della Rhino Records, compilation di canzoni riproposte dagli interpreti più improbabili, come Muhammad Ali, Joe Pesci o Mae West.

Dopo The Transformed Man, giudicato uno dei peggiori album di tutti i tempi (45° su 50, secondo la rivista inglese Q), William Shatner tornerà a fasi alterne alla propria carriera musicale sempre in bilico tra la (auto)parodia e il merchandising di Star Trek, spesso giocando la carta delle cover (indimenticabile la sua Rocket Man, dieci anni dopo o la più recente Common People) e canzoni originali come nell’incomprensibilmente apprezzabilissimo album Has Been del 2004, realizzato con la collaborazione di Ben Folds.

Luca Putelli

Tracce:
A1. King Henry The Fifth/Elegy For The Brave
A2. Theme From Cyrano/Mr. Tambourine Man (Bob Dylan cover)
A3. Hamlet/It Was A Very Good Year (Frank Sinatra cover)
B1. Romeo And Juliet/How Insensitive (Insensatez) (Antônio Carlos Jobim cover)
B2. Spleen/Lucy In The Sky With Diamonds (The Beatles cover)
B3. The Transformed Man

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