Vittorio Sgarbi disco poesie

Il disco di poesie d’amore recitate da Vittorio Sgarbi, prodotto da Pino D’Angiò

Vittorio Sgarbi disco poesieVittorio Sgarbi è uno dei personaggi pubblici più intelligenti e allo stesso tempo più controversi del nostro paese. Critico d’arte, opinionista, politico, scrittore e tanto altro, è riuscito a far parlare di sé per più di tre decenni e il suo importante lavoro di divulgazione dell’arte viene ricordato al pari delle sue numerose liti pubbliche. Quello che però pochissimi ricordano è che il Professor Sgarbi si è confrontato anche con il music business, incidendo un poco conosciuto disco di poesie d’amore.

Siamo nel 1991 e Vittorio Sgarbi è all’apice della sua popolarità, ha già pubblicato numerosi libri di successo ed è un personaggio caldissimo della televisione italiana (sono dello stesso anno la lite con Mike Bongiorno a Telemike e le numerose apparizioni al Maurizio Costanzo Show). L’etichetta discografica Fonit Cetra decide dunque di proporre al critico d’arte il suo primo progetto discografico: un disco di poesie d’amore di William Shakespeare, Andrew Marvell e John Donne tradotte e recitate dallo stesso Vittorio Sgarbi.

Ciliegina sulla torta, con un accostamento a dir poco ardito la produzione del disco viene affidata a Pino D’Angiò, eroe assoluto della disco-funk italiana e autore della indimenticabile hit di culto Ma quale ideaLo stesso D’Angiò successivamente dichiarerà a Ragusaoggi.it che lavorare con Sgarbi «Non fu difficile. C’era comunione di intenti e di vedute. La realizzazione di quell’opera fu rapidissima perché ci capivamo con uno sguardo. Di quell’opera parlò molto bene perfino l’allora presidente della Repubblica Cossiga».

Inutile prenderci in giro, il disco è esattamente quello che promette sin dal titolo: poesie d’amore recitate da Vittorio Sgarbi, inframezzate da interludi barocchi scritti da Pino D’Angiò e suonati con strumenti midi. Ma aspettate a giudicare. Aprendo il packaging del vinile ci troviamo al cospetto di un doppio LP e sorpresa! Il secondo disco contiene solo due tracce realizzate da Pino D’Angiò e Alessandro Scali, intitolate L’artista è come Dio e Più in alto, sulle cui basi dance-funk sono stati inseriti celebri spezzoni delle trasmissioni di Sgarbi “remixate”. Imperdibile il momento in cui Vittorio ripete in loop «Invece della Venere di Milo c’è la Puttana di Barcellona».

Questi due brani però sono stati inseriti solo nella versione in vinile del 1991, che è quella che vi consigliamo di acquistare, anche perché aprendo la copertina vi troverete davanti a una notevole versione lisergica del ritratto di Sgarbi ad opera di Luciano Tallarini, il geniale art designer che oltre ad aver curato questo disco ha realizzato anche le copertine di migliaia di capolavori tra cui gli album di Vasco Rossi, Loredana Berté, Cristiano Malgioglio ma soprattutto le magnifiche copertine degli Squallor. Se però doveste scegliere di fare vostra la versione in CD del 1995 edita da Arnoldo Mondadori Editore, sappiate che rinuncerete ai due remix ma nel box è incluso un booklet di 16 pagine. Per i fan più accaniti (cioè solo noi, probabilmente).

Vittorio Sgarbi disco poesie

Se state pensando «per quale motivo al mondo dovrei ascoltare Vittorio Sgarbi che recita poesie d’amore?», alla vostra domanda sono doverose alcune precisazioni: per prima cosa Sgarbi era davvero una superstar in quel preciso momento storico e come sa chi frequenta le nostre pagine, un disco non si nega a nessuno, che sia presentatore, sportivo, politico, soubrette o chef; quindi perché negarlo al più celebre critico d’arte italiano? Tanto più che l’intero progetto oltre a essere ben prodotto (Santo Pino D’Angiò) è anche permeato di buongusto: avreste preferito sentire Vittorio Sgarbi cantare? Cioè sì, sarebbe stato incredibile, ma veramente troppo avanti per i tempi; Vittorio, che non aveva mai cantato pubblicamente fino a quel momento (parteciperà successivamente al Karaoke “VIP” di Fiorello nel 1994, venendo eliminato immediatamente), ha invece più elegantemente preferito restare in un ambito a lui congeniale, quello della poesia, utilizzando la sua eccezionale e rinomata capacità di prosa che ci consegna infatti un prodotto ottimo e senza sbavature. Anche la selezione delle poesie denota l’incredibile cultura di Vittorio Sgarbi, che mescola sapientemente il più noto Shakespeare con autori meno conosciuti in Italia come Donne e Marvell riuscendo a coprire tutto lo spettro dell’amore; la poesia in cui Andrew Marvell, che probabilmente aveva fretta di “concludere”, esorta la sua amata a non sprecare tempo è a dir poco geniale.

Del resto non è certo responsabilità di Sgarbi o di Pino D’Angiò se qualche discografico della Fonit Cetra ha ritenuto che questo tipo di disco (trent’anni prima degli audiolibri) potesse avere un mercato nel 1991, spingendo l’etichetta a pagare la produzione, la stampa e la distribuzione. Considerato che l’album è facilmente reperibile su Discogs e su eBay a cifre che oscillano tra i 10 e i 30 Euro, francamente dubitiamo che l’operazione abbia avuto un grande successo. Rimane tuttavia un oggetto di culto ingiustamente dimenticato nella storia della musica diversamente bella.

Piccola curiosità finale: Poesie d’amore è del 1991, ma nello stesso anno Pino D’Angiò ha pubblicato un singolo dal titolo Gli Sgarbi si pagano, il cui testo è un chiaro riferimento al critico d’arte, con tanto di sfottò diretti: «Ma quante ne dici? Ma chi cacchio sei? Non ti devi arrabbiare, gli Sgarbi si pagano». Non abbiamo evidenze su quale dei due dischi sia uscito prima, ma a noi piace pensare che sia uscito prima Gli Sgarbi si pagano e Sgarbi, anziché arrabbiarsi e querelarlo, abbia trovato la cosa divertente e abbia deciso di collaborare con D’Angiò proprio per il suo disco di poesie.

Tracce:
A1. Alla Sua Amante Ritrosa
A2. Interludio Primo
A3. Il Fiore
A4. Interludio Secondo
A5. Canzone
A6. Interludio Secondo (Ripresa)
A7. Alchimia Dell’Amore
A8. Canzone
A9. Interludio Terzo
A10. Elegia 19a : Andando A Letto
A11. Interludio Terzo (Ripresa)
B1. L’Anniversario
B2. Interludio Quarto
B3. Commiato Delle Lecrime
B4. Interludio Quinto
B5. Sonetto 73
B6. Interludio Quinto (Ripresa)
B7. Sonetto 22
B8. Interludio Sesto
B9. Sonetto 48
B10. Interludio Sesto (Ripresa)
B11. Il Buongiorno
B12. Interludio Settimo
B13. L’Indifferente
B14. Interludio Ottavo
B15. Il Sogno
B16. Interludio Quarto (Ripresa)
B17. L’Apparizione
B18. Interludio Primo (Ripresa)
B19. Il Cuore Spezzato
B20. Interludio Secondo (Tema Principale)
C. L’Artista È Come Dio
D. Più In Alto

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