notti magiche italia 90 euro 2020

La rivincita di Un’estate italiana, da sfortunato inno di Italia 90 a celebrazione di Euro 2020

Luglio 2021, un evento sportivo scuote il Paese, la vittoria del Campionato Europeo di calcio 2020 (anche se giocato nel 2021) da parte della nazionale italiana. Le storie che hanno a che fare con lo sport sono quelle più facili da raccontare, spesso hanno anche una colonna sonora di sottofondo che riesce a toccare quelle emozioni che la grammatica delle imprese sportive conosce molto bene.

Capita più raramente, invece, che quella colonna sonora non sia solo un accompagnamento della storia, ma che riesca a trasformarsi nella protagonista, come sta accadendo in queste ore, la canzone recita più o meno così:

Forse non sarà una canzone
a cambiar le regole del gioco
ma voglio viverla così quest’avventura
senza frontiere e con il cuore in gola.

E il mondo in una giostra di colori
e il vento che accarezza le bandiere
arriva un brivido e ti trascina via
e sciogli in un abbraccio la follia.

Reduci da una prima vittoria nella competizione, i calciatori della nazionale italiana si riprendono mentre cantano questa canzone, un’immagine che li accomuna a chiunque abbia mai preso un pullman per andare in gita e si sia messo a cantare insieme agli altri partecipanti alla scampagnata: si canta tutti, si canta male, ma ci si diverte molto.

Accade allora che anche i tifosi inizino a cantare il brano dagli spalti degli stadi dove assistono alle partite dei loro eroi. Facile intuire il finale di questa storia, visto che il Campionato europeo viene vinto proprio dall’Italia e i due cori possono finalmente fondersi in uno solo con i calciatori che cantano la stessa canzone intonata dai loro tifosi allo stadio e dagli italiani corsi nelle piazze di tutte le città del Paese.

Un rito liberatorio dove accade quello che non si sarebbe potuto prevedere: una canzone composta ben 30 anni prima, anzi 31 per l’esattezza, torna a scalare le classifiche delle piattaforme di streaming ed il brano lentamente esce dal sarcofago nel quale era stato rinchiuso per sorpassare artisti che non erano ancora nella fase della pubertà quando la canzone fu pubblicata.

Un'estate italiana 45 giri

La vittoria della nazionale italiana ci permette di fare finalmente la pace con Un’estate italiana. Un’impresa sportiva esaltante, metti che la tua squadra gioca in trasferta e quella avversaria invece gioca in casa, hai tutto lo stadio contro, non dovrebbe mai accadere ma addirittura i tifosi avversari fischiano il tuo inno, e come va a finire? Vinciamo ai rigori! Quello che è successo l’11 luglio che, però, è anche esattamente quello che accadde 31 anni fa, ma a parti invertite, lì a vincere ai rigori furono gli altri e a fischiare l’inno della squadra avversaria (l’Argentina di Maradona) fummo noi.

Parliamo di Italia 90, un Campionato mondiale di calcio che eravamo pronti ad affrontare a testa alta non solo perché lo ospitavamo a casa nostra. L’obiettivo era dimostrare a tutti la nostra supremazia nel gioco più amato dagli italiani, facendo tutto alla grande, per lasciare il mondo a bocca aperta.

Per non farci mancare proprio nulla la scrittura dell’inno ufficiale della competizione venne affidata alla superstar Giorgio Moroder: compositore, produttore e DJ che da Ortisei ha conquistato il mondo. Uno dei padrini della discomusic (Donna Summer gli deve la carriera) oltre che nome tutelare della nascita dell’italo disco e dell’EDM tutta, uno con una bella collezione di Academy Awards, Golden Globes e Grammy, collaborazioni con le più grandi star della musica (David Bowie, Freddie Mercury, Barbra Streisand, Blondie, Britney Spears, Janet Jackson e i Daft Punk), nonché la firma tutta italiana di indimenticabili colonne sonore americane (Midnight Express, Flashdance, Scarface, Neverending Story, Call Me da American Gigolo, Take My Breath Away da Top Gun, oltre alla misconosciuta Doo-be-doo-be-do, lato b di Mah nà mah nà che forse qualcuno ricorderà nel The Benny Hill Show). Stiamo parlando di uno dei pesi massimi della musica mondiale. Siamo veramente al top dell’eccellenza.

La canzone per questo evento s’intitola To Be Number One (Summer 1990) pubblicata sotto l’insegna poco fantasiosa del Giorgio Moroder Project dove alla voce troviamo Paul Engemann, collaboratore del nostro sin dai tempi di Scarface e cantante che tutto il mondo aveva già ascoltato sulle note di Reach Out, inno ufficiale delle Olimpiadi estive del 1984 scritto, tanto per cambiare, priorio da Moroder.  

Inutile farla troppo lunga, come già ricordato, per noi andò a finire malissimo con un mesto terzo posto vinto (a discapito dell’Inghilerra) grazie ad un rigore a pochi minuti dalla fine. Il brano che si imprime nelle menti degli italiani e non solo, però, non è quello nella versione originale di Giorgio Moroder, bensì quello nella traduzione italiana affidata a Edoardo Bennato e Gianna Nannini che diventa Un’estate italiana, anche se tutti la ricorderanno come Notti magiche.

Il loro 45 giri balza in cima alla classifica di vendite di ben sette Paesi europei, ma da subito sembra che qualcosa non funzioni: i due artisti italiani non la mandano a dire nelle interviste dell’epoca, affermando che di fatto dovevano lavorare su una canzone che era una mezza ciofeca e che loro hanno migliorato aggiungendo delle chitarre per farla un po’ più rock (intendiamoci, rock come può esserlo Gianna Nannini) e un testo che non cadesse nella retorica più ovvia, come in effetti era quello origiale ad opera di Tom Whitlock (lo stesso di Take My Breath Away).

This is what we’ve worked for all our lives
Reaching for the highest goal we can
We choose to give it all

When competition calls
Time records the victory in our hearts
To win or lose is not the only thing
It’s all in how we play for the fairest game
This is the chance we take
Reaching for the top
Time records the victory in our hearts

To be number one…
Running like the wind
(Like the wind)
Playing hard but always playing fair
(Oh yeah…)

To be number one…
Winning again and again
Reaching higher through Italian sky
(Through Italian sky)

Anche l’affiatamento tra Il cantautore napoletano e la ragazzaccia di Siena non sembrava il massimo, con onnipresenti battute e frecciatine tra i due ad ogni apparizione televisiva, ammettendo candidamente che fu abbastanza complicato portare a termine l’opera proprio dovendo lavoare a quattro mani su quella canzonaccia (forse non a caso i due non collaboreranno mai più in futuro). Il successo è comunque indiscutibile, così come il fatto che il brano sia ben lontano dai capolavori di Moroder, salvato (è il caso di dire) in calcio d’angolo proprio dalla versione nostrana. Per i più curiosi esiste anche una curiosa versione “ibrida” spagnola debitamente intitolata Un verano italiano incisa dalla cantante argentina Susan Ferrer sempre nel 1990, nella quale il testo italiano vine tradotto scolasticamente su una base simile alla versione di Giorgio Moroder

Un’estate italiana venne messa in circolazione ben sei mesi prima del calcio d’inizio dei Mondiali venendo usata come sigla d’apertura dei programmi televisivi della Rai dedicati all’evento, erano altri tempi, non come oggi che una canzone dura al massimo un paio di settimane; siamo nel 1990 e Notti magiche… ops Un’estate italiana segna il record dell’ultima vendita massiccia di un 45 giri, perchè tra poco la musica girerà esclusivamente sul compact disc, ma questa è tutta un’altra storia.

Accade così che allo scoccare della vittoria italiana all’europeo Gianna Nannini celebra cantando la sua versione a squarciagola, come l’intero Paese anche lei ha fatto pace con gianna nannini Notti magiche mentre i giocatori della nazionale festeggiano tra di loro con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che gli fa da jukebox umano e anche Edoardo Bennato partecipa alla riappacificazione definitiva in un collegamento video.

Tutto è bene quel che finisce bene. La maledizione di Un’estate italiana è finalmente spezzata e probabilmente ci siamo tolti di mezzo anche quell’inopportuno e terrificante «po po lo po po po po» che ci tormentava le orecchie dalla vittoria del Mondiale del 2006, ma all’epoca il revival degli anni ’90 non era ancora arrivato. Poi, a conti fatti, la SIAE li paga tutti i passaggi televisivi e con tutta questo streaming, mettici pure una pandemia di mezzo, non è male mettersi un pò di fieno in cascina, in fondo Giorgio Moroder era 30 anni che non firmava un successo così, anzi 31.

Ariele Frizzante e Vittorio “Vikk” Papa

Se vuoi ascoltare la storia di Un’estate italiana clicca qui per riprodurre l’episodio di SBAM podcast di Ariele Frizzante.