Tony Renis Disco QuandoSe non ti davi alla discomusic nel 1978 non eri nessuno. Il punk era ancora troppo poco noto da noi e ideologicamente, musicalmente e commercialmente molto rischioso, la musica disco invece sapeva accontentare tutti con i propri ritmi coinvolgenti e fruibili per le masse, complice anche il successo abnorme del film campione di incassi di Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera).

L’ondata di nuovi suoni travolse soprattutto i cantanti d’antan che per cercare di recuperare un po’ di fama tentarono di rinfrescare la loro immagine sfruttando la breve stagione disco nel nostro paese (1978-1979); su tutti il nostro amato Bobby Solo che riadattò in maniera tanto curiosa quanto memorabile il suo più grande successo Una lacrima sul viso e lo standard Arrivederci Roma oltre a realizzare un bizzarro LP di rock’n’roll-disco.

Tra i più memorabili di questi disperati tentativi di ritorno in auge in chiave discomusic c’è da annoverare anche Tony Renis col suo classicone Quando quando quando, brano presentato al Festival di Sanremo del 1962 che pur non vincendo la competizione ebbe un successo talmente grande anche all’estero da divenire un classico della melodia italiana, tanto da venir riadattato in decine e decine di cover in ogni salsa e idioma (persino in vietnamita).

Con la speranza di doppiare nuovamente gli antichi fasti ecco che Tony Renis firmandosi “doppio” sulla copertina come Tony Renis & Tony Renis (ma perché?! Forse a sottolineare che Tony Renis reinterpreta Tony Renis?) sforna Disco quando prendendo il tema del suo brano più famoso e aggiungendogli un’immancabile profusione di archi stordenti, una percussione monotona e qualche linea petulante di basso per trasformare quello che di partenza era un brano leggero in odor di bossanova in una hit da pista da ballo. A impreziosire il tutto una voce che ricalca il falsetto calzatissimo di Barry Gibb dei Bee Gees, anch’essi antichi supersititi del bel canto tornati in cima alle classifiche grazie alla svolta disco, che tra vestiti luccicanti, ancheggiamenti incerti e nuvole di cocaina nel 1978 stavano già attraversando il momento più basso della loro carriera oltreoceano reinterpretando addirittura i Beatles.

Disco quando fu un grande successo divenendo uno dei singoli italiani più venduti nel 1978, sarà stata la moda dei ritmi dance dell’epoca che ancora riempiva le discoteche di una febbre travoltiana o l’orecchiabile arrangiamento del buon Vince Tempera all’epoca al suo apice creativo. A noi basta ricordare questo singolo e riconoscergli il dovuto successo anche solo per il videoclip di un Tony Renis più euforico della bamba stessa mentre non azzecca un accordo sulla chitarra muovendosi come un ossesso in un inedito “ballo da seduto”.

Domenico Francesco Cirillo
Studente di Antropologia ed amante dell'eccezione, dell'eccentricità e di tutto ciò che possa definirsi fuori dalla norma. Ricercatore, con un occhio occasionale per il macabro, di ogni tipo di stranezza artistica del passato (e non) con il debole per l'arte realizzata da non-artisti, bambini, criminali, malati mentali. Lettore accanito bibliomane/bibliofilo appassionato di b-movies d'epoca, rock'n' roll anni '50, psichedelia, jazz, occultismo e beat generation.

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