Tipinifini Factory Of Fantasy

Tipinifini – Factory Of Fantasy (1986 – LP)

Tipinifini Factory Of FantasyAvevamo lasciato i Tipinifini, duo creato da Claudio Cecchetto a metà anni ’80, ai loro insuccessi nel 1985 dopo la pubblicazione del loro singolo più famoso (se così possiamo definirlo) “Fever”.

Nonostante la loro prima release non avesse mostrato grandi spunti, l’anno successivo tentarono di fare il grande passo pubblicando un intero LP che inizialmente sembra abbandonare l’italo-disco più becera per abbracciare sonorità più rock-oriented, spesso mischiando il rock’n’roll e il beat bop con la new wave (che nel 1986 era in realtà già morta) come nella title track e nella seguente “You And Me” (il brano migliore del lotto). Purtroppo a questo discreto inizio seguono due brani nefandi come “Shake It” e “Forbidden Memories” che smorzano gli entusiasmi impantanandosi in un pop che cerca di essere sofisticato, ma risulta solo di difficile digestione, sia per il songwriting poco ispirato, sia per gli arrangiamenti inutilmente ampollosi e pesanti, senza contare la pronuncia inglese piuttosto forzata e la voce incolore.

Il finale è puramente italo-disco con i singoli “Fever” e “All Of My Life” che spiccano al cospetto di porcherie assolute come “Different Generation” o “Talk About”.

Un gruppo piuttosto inutile che concentra su di sé i peggiori stereotipi dell’italo-disco e che anche a livello collezionistico è piuttosto snobbato, pur non essendo comunque tanto peggio di colleghi più famosi.

Nel suo libro “In Diretta” Claudio Cecchetto ci svela un gustoso retroscena sul duo: costruì la canzone “Fever” ad hoc per il suo programma Zodiaco e il nome della band gli fu suggerito dall’espressione “Tipinifini” che usava spesso Gerry Scotti durante il suo periodo di conduzione a Radio Deejay. Almeno adesso sappiamo bene di chi è la responsabilità.

Tracklist:
01. Factory Of Fantasy
02. You And Me
03. Shake It
04. Forbidden Memories
05. Fever
06. Different Generation
07. All Of My Life
08. Talk About

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  1. L’ho scoperto per caso stasera sto album, avevo 20 anni all’epoca, e anche questa recensione ho scoperto.

    Ebbene,è uno dei migliori album TRASH mai fatti, cioè, chiariamo, è fatto male, arrangiamenti grezzissimi, tamarreschi, voce pomposa stile “new wave anni 1980-1984”, quindi in ritardo, stile Gaznevada o volendo alla JIM KERR del povero… una voce che non c’entra una mazza con le basi musicali, totalmente non new-wave, le prime 2 canzoni paiono un rock di plastica anni 80 elettronico, poi 2 pop melodiche, poi 4 fra il pop e italo-disco, MA PERCHE’LO GIUDICO INTERESSANTE? Semplice, le idee ci sono eccome , c’è composizione , c’è orecchiabilità insomma, che rende digeribile l’ascolto, nonostante appunto si potevano usare suoni diversi, arrangiamenti diversi, voce un po’ piu normale, batteria meno pomposa. Insomma come compositori o autori, i Tipinifini erano bravi eccome, parlo di musica leggera ovvio, mica jazz,classica o prog-rock chiariamo, però appunto erano bravi, ma fossi stato l’interprete, avrei chiesto un altro produttore, altri musicisti, altre sonorità,altri arrangiamenti e cantata in altro modo. Ma comunque forse è meglio sia stato fatto cosi’, perchè appunto è il piu bell’album fra quelli trash

  2. Tentarono in tutti i modi di essere sdoganati alla musica ricercata tramite Mister Fantasy, ricordate?

    1. Si ricordo, penso che pure Massarini aveva intuito che come autori avevano potenzialità, i Tipinifini, sono tutte orecchiabili le canzoni. Il fatto è, come ho scritto sopra, che come strumentisti e voce, non erano granchè, e gli arrangiamenti e la produzione e molti suoni di questo LP, erano veramente di bassa qualità.

      Ma se qualche buon produttore e gruppi tecnicamente in gamba, coverizzerebbe queste canzoni, diverrebbero potenziali successi o comunque migliori, visto la povertà attuale nel mainstream italiano. Una Talk About in versione grunge, renderebbe bene af esempio…

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