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Temple City Kazoo Orchestra – Some Kazoos (1978 – 7″)

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Temple City Kazoo OrchestraLa Rhino Records nel 1978 ha osato pubblicare questa porch… Ehm… Volevo dire, questo 7” dei Temple City Kazoo Orchestra che a parte l’effetto sorpresa è praticamente inascoltabile.

Per quanto si possa apprezzare il kazoo, è altamente difficile riuscire a sostenere i 10 minuti scarsi di quest’opera; l’intro “2001 Sprach Kazoostra” è una divertente cover di “Also Sprach Zarathustra” resa celebre alle masse dal film “2001 Space Odissey” del maestro Stanley Kubrick, ma da qui in avanti le cose andranno peggiorando, a partire dalla celeberrima cover dei Bee Gees “Stayin’ Alive” per arrivare all’indescrivibilmente brutta versione di “Whole Lotta Love” del dirigibile. La peggiore del lotto si rivela però “Miss You” dei Rolling Stones che infastidisce in maniera inimmaginabile le orecchie dell’ascoltatore.

Sebbene le informazioni online sui Temple City Kazoo Orchestra siano piuttosto sparute, sembra che i membri dell’orchestra avessero frequentato lo stesso liceo a Temple City, California, nei primi anni ’70, da cui il nome, e che fossero stati notati dalla Rhino Records che all’epoca si occupava della musica più strana in circolazione a livello di largo consumo. Questo spiega molte cose.

Se siete coraggiosi avventuratevi in questo microsolco, altrimenti se non amate gli shock passate oltre.

Tracklist:
1. 2001 Sprach Kazoostra
2. Stayin’ Alive (Bee Gees cover)
3. Miss You (Rolling Stones cover)
4. Whole Lotta Love (Led Zeppelin)

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3 COMMENTI

  1. Gesù! Troppo trash! L’ho aggiunto immediatamente al mio iPod accanto a Cicciolina e Paolo Barbani…

    Ah! Questi cazzoni erano apparsi in una puntata di “Mai dire tv” dove, in una tv inglese, eseguirono proprio Zaratursta…

  2. Doveva esserci qualcosa nell’aria o nell’acqua potabile in quel periodo, nonostante l’esplosione del punk: in GB uscì un album, ‘The Portsmouth Orchestra Plays The Popular Classics’, prodotto da quel volpone di Brian Eno, con-appunto- brani ‘classici leggeri’ molto famosi suonati da un’orchestra i cui componenti non avevano mai preso uno strumento, qualunque strumento, in mano prima di allora!

    • In realtà si scambiavano gli strumenti: il trombonista suonava i timpani, il timpanista suonava il violino e così via… L’effetto ad ogni modo è identico!

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