Sole Solange, la canzone che non ti si togliera più dalla testa

Sole Solange singoloPer anni abbiamo letteralmente consumato Palline colorate, Angelo Angela e Ma che bandiera è questa qua, ora finalmente dopo un lunghissimo silenzio musicale torna il mitico Solange e possiamo godere di un nuovo autentico capolavoro del cartomante-canterino più famoso della storia della musica (più che altro perché unico).

Il nuovo singolo è un concentrato di pattume casereccio di rara fattura che tanto ci fa eccitare. Da dove iniziare? La copertina è una magnifica dichiarazione d’intenti a colpi di Photoshop usato male: un sole dentro il quale si staglia l’icona vitruviana di un Solange immortalato in uno spelacchiato parchetto di provincia. Impossibile poi non notare la salopette in jeans, illegale sin dal 1984.

Ma la canzone? Indiscutibilmente un nuovo classico del genere: pezzo molto ballabile in cui Solange (o sarebbe meglio dire Sole Solange?) fa bella mostra della sua voce tanto fastidiosa quanto poco intonata, non a caso coperta da un massiccio uso di vocoder, che in questo caso peò cade a pennello, mentre canticchia le sue liriche come al solito visionarie:

Appiccichiamo al nostro tempo i nostri cuori sudati
scappiamo via senza dimenticare… i battiti!

Il ritornello però è la vera carta vincente di tutta questa operazione carta vincente autoprodotta: vi prometto che quel «Sole, sole, sole Solange» non ve lo toglierete più dalla testa. Più che una promessa è una minaccia.

Ma non è ancora finita perché questa volta il nostro Solange fa le cose in grande e ci regala un fantastico videoclip che trascende qialsiasi canone estetico: sugli evocativi scenari di un molo di pescatori e in un romantico parcheggio limitrofo, il nostro dà il meglio di sé: balla, ammicca e si scatena come se non ci fosse un domani. In fondo come dice lui «se a volte di sembro un po’ strano è solamente per fare casino».

Sarà l’inspendibilità del personaggio al di fuori di ogni contesto che non sia Buona domenica, ma se questo motivetto fosse stato cantato in spagnolo, magari da un paio di graziose fanciulle avrebbe potuto anche spopolare nelle discoteche (se hanno avuto successo le Ketchup…).

Potremo essere più che soddisfatti ma come non citare la dedica presente all’interno del disco? Confusione, visioni e amore sincero nel puro stile di Solange.

Come guardando un film… ci aspetta l’America.
Senza vergogna mostriamo il nostro didietro vestito,
perché lo fanno tutti
…Poi abbiamo paura di mostrare sorrisi nudi,
per tutti quelli che hanno voglia di camminare con il cuore
e per tutti quelli che non camminano davvero ma lo fanno con l’anima.
Li amo
Errori di sintassi (o di vita)
camminate nel blu e respirate il verde
sognate!
A tutto il resto ci pensa sole Solange…

Un solo dubbio mi attanaglia: Solange ci è o ci fa? Nel primo caso ha una sicurezza di sè invidiabile e che merita tutto il nostro rispetto, nel secondo caso è un genio del nostro povero e travagliato secolo.