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Sharks – Il Mio Rock’N’Roll (1988 – 7″)

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Sharks il mio rock n rollLa scena hard/metal italiana negli anni ’80 non era certo fiorente, ma gruppi come i milanesi Sharks sono davvero imperdonabili per essere stati una tristissima cartina tornasole del rock italiano.

Con il loro primo 45 giri, tratto dal loro unico album “Notti di Fuoco” (prodotto da Luigi Schiavone e con la supervisione ai testi di Enrico Ruggeri) il gruppo ci regala una perla di hard rock melodico dalle tinte metal con tanta, tantissima convinzione, ma musicalmente da cestinare.

Il brano cita apertamente gli Europe con quell’intreccio tra chitarra e tastiera, ma la musichetta incisa dal quintetto, pur cercando il ritornello memorabile da cantare in coro, assomiglia più alla sigla per qualche robottone giapponese meno conosciuto tipo Godam, Baldios, Trider G7 o Gordian (uno dei cartoni animati più belli di sempre), più che un inno liberatorio inneggiante al rock’n’roll; sarà per il giro di synth o per l’epicità dell’interpretazione.

Per la stupenda canzone fu girato anche un videoclip e la band partecipò al Festivalbar e a Sanremo Rock e aprì le date del tour italiano dei Jethro Tull. Se a fine anni ’80 il rock italiano era davvero ancora poca cosa, da lì a qualche anno la penisola italiana diventerà un calderone di ottime band per un breve ma intenso periodo d’oro del rock tricolore paragonabile solo alla scena prog degli anni ’70.

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13 COMMENTI

  1. Visti più volte in concerto (erano incredibili!!!) e per una volta ho condiviso anche il palco con loro!!!
    Aprirono anche per Vasco Rossi, ‘ciapandosi una pioggia di lattine… poveri.
    Il disco non rende neanche un decimo dei loro live act.
    Massimo rispetto. J.J.

  2. … dimenticavo,
    compaiono anche sulla compilation “Musica Metropolitana” (CGD, 1985 – quella dove c’è la prima incisione ufficiale di Elio & ST) con il brano “Duel”. Con la ballata “Slow song”, il loro pezzo migliore.

  3. Ho suonato spesso al “Magia” di Milano come “JM Factory”, “Top Life” (disco:”James Bond”, Industry-1986)e poi come solista.
    Ricordo tra i tanti: “Zero Zed”, “A”, “Maurizio Caimi”, “Sunset Boulevard”, “Elio e le Storie tese”, “Sharks”, “Vienna (futuri Delta V di cui ho girato un video)” “Lipstick”, “Polsi sciolti”, “Urania”, “Timoria (con Renga), “DHG”, “Ritmo Tribale”, “Larsen”, “Beggar’s Banquet”, “Rossana Casale”, “Volpini Volanti (con Fortis)”, ecc.
    Con alcuni ho collaborato a vario titolo. Altri, li ho semplicemente conosciuti.
    … bei tempi…

  4. Ciao, sono Maurizio Caimi…ricordo anch’io il Magia ed il rock milanese. Gli Shark erano dellle bestie dal vivo, ma a quei tempi i discografici più che altro dei somari con il complesso dell’imitazione.. Bei tempi, mi sono divertito con i Kaimano, non mi sento un reduce, suono ancora e mi diverto!

  5. Ciao Maurizio, sono John della “JM Factory”.. ricordi?
    Bellissimo risentirti!
    Venivo sempre a vedervi e ci siamo anche incrociati spesso.
    La vostra “Vincent” è stato per noi un emblema per quegli anni “underground”…. Caprini, Olmi, Patrini, la “Nini”… mamma mia che tempi…
    Io ho attaccato il microfono al chiodo da tempo, ma se suoni ancora in zona a Milano fammi sapere!
    Tento di contattarti tramite il tuo blog.
    —————-
    Per chi non lo sapesse “Maurizio Caimi & Kaimano Band” sono stati tra i più dolci e piacevoli gruppi degli anni ’80 underground milanesi.
    Messi all’angolo dall’idiozìa dei discografici di allora, erano invece una splendida valvola di sfogo per coloro che volevano ascoltare buona musica senza complicazioni.
    Come le loro figure:
    “Vincent, occhi grandi e bocca larga…”
    Un canto solitario che navigava attento, in quegli “anni senza fondo”.

  6. il cd degli Sharks none siste ufficialemnte, quindi hai voglia a cercarlo.

    Io nel mentre NON ricordo nessuna altra band rock italiana ospitata a suonare in Giappone in quegli anni (oltre ai Maxx Dolls)… meditate. E la gente si esalta per … lasciamo stare. Gli Sharks più che Europe erano BonJoviani ad essere pignoli.

  7. mhà… ascoltando il disco lo trovo più vicino a Tempest & Norum che Bon Jovi & Sambora, per quel loro tocco più heavy e gli intrecci chitarre-tastiere, comunque sono dettagli

  8. Erano una band musicalmente "americana". Che c'entrano gli Europe? Se parliamo tanto per parlare, ok! Ma se si trattasse di scrivere qualcosa di sensato, questo articolo andrebbe cestinato e riscritto dal principio (magari da qualcuno che di Hard 'n' Heavy se ne intenda davvero)Davide

    • Perchè gli Europe non erano una band musicalmente americana ? Esiste un suono di rock svedese che non si rifà a qualcosa di inglese o americano ?

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