Richard Benson morto

Richard Benson non è morto, ha solo lasciato l’inferno dei vivi

Martedì 10 maggio Richard Benson è morto, lasciando per sempre l’inferno dei vivi. In tutti questi anni il nostro rapporto con Benson è stato di amore e odio: come tutti abbiamo amato alla follia la sua incredibile libertà, la sua personalità esuberante e le sue performance sopra le righe, ma occupandoci di musica ci siamo sempre concentrati sul Richard Benson musicista, i cui dischi erano spesso non all’altezza del personaggio e che forse per questo sono sempre stati messi in secondo piano rispetto ai suoi exploit mediatici e al lancio di materiale organico da parte dei fan ai suoi concerti. Negli anni abbiamo anche avuto la fortuna di averci a che fare personalmente e la miglior definizione che siamo riusciti a dare è questa: un mitomane dalle mani velocissime e dal cuore purissimo.

Per questo motivo l’unico tributo che ci sembrava sensato fare a Richard Benson non poteva che essere quello di chi l’ha conosciuto personalmente. Valentina De Santis è una fotoreporter che ha seguito Richard Benson e sua moglie Ester Esposito nella loro vita privata per un progetto fotografico durato 5 mesi. Le abbiamo chiesto di raccontarci la persona dietro al personaggio di Richard Benson. Questa é la sua storia.

Richard Benson morto
Richard Benson fotografato da Valentina De Santis

Il 22 novembre del 2016 Richard Benson, chitarrista virtuoso e personaggio televisivo della scena musicale italiana e internazionale degli anni ’90, annuncia con un video su La Repubblica di essere molto malato e di avere problemi economici. L’aspetto è irriconoscibile soprattutto per i fan abituati a vederlo come il dio del metal durante le sue apparizioni in TV piuttosto eccentriche. Da amante degli “outsider” e di tutto quello che è fuori dalle righe decisi di contattare i coniugi Benson (Richard e sua moglie, Ester Esposito) per proporre loro un progetto fotografico che avrebbe raccontato la loro situazione del momento, per sensibilizzare l’opinione pubblica e poterli aiutare in qualche modo. Questo desiderio nacque da una grande curiosità nel vederli prima come persone e poi come personaggi; li andai a trovare tutte le domeniche per circa cinque mesi.

Richard Benson morto
Ester Esposito fotografata da Valentina De Santis

Non fu facile all’inizio entrare in confidenza con Richard, che continuava a mantenere il personaggio che lo aveva reso famoso nonostante i vari acciacchi e problemi fisici; ma tra una moka di caffè e un pacchetto di Marlboro rosse, storie di rock ‘n’ roll e sorrisi vennero fuori. Mi raccontò di tutti i musicisti più influenti che conobbe della scena rock e metal di quegli anni, delle varie storie d’amore con top model e groupie e di come conobbe il suo grande amore, Ester. Dopo qualche tempo gli chiesi due cose che mi battevano in testa da quando lo seguivo in TV: vedere il passaporto e il suo bastone infernale.

Richard Benson morto
Il passaporto di Richard Benson fotografato da Valentina De Santis

Finalmente vidi tutto dal vivo. Il passaporto che confermava la sua origine inglese con la data di nascita e il bastone che all’interno conteneva una spada. Avevo esaudito uno dei sogni che mi portavo dietro fin da bambina. Un’altra cosa che mi piacque fu vedere il loro amore forte, solido, pieno di tenerezza ancora dopo decenni. Dopo mesi proposi loro di presentare il progetto presso un locale di Roma dove avremmo organizzato una serata di beneficenza e così nell’aprile del 2017 presentammo L’inferno dei vivi presso il Pierrot Le Fou nel quartiere Pigneto. C’erano musicisti a suonare, loro amici storici e il locale era pieno di fan che finalmente potevano parlare con i coniugi Benson in tutta tranquillità. Le foto furono vendute e il ricavato della serata fu donato a loro per sostenere le spese mediche che avrebbero dovuto affrontare. 

Per qualche tempo sono stati meglio, sono riusciti a ottenere degli aiuti ma la situazione era davvero problematica, sia in termini economici che di salute. Negli ultimi anni non ho potuto più sentirli dato che hanno cambiato il numero di telefono e Nell’ultimo periodo erano ricoverati in due cliniche diverse.

Richard Benson morto
Richard Benson fotografato da Valentina De Santis

Richard era una persona prima di un personaggio. Succede spesso, anzi quasi sempre che il pubblico si dimentichi di questo.

La TV, internet, la fama può portare a vedere distanti e irraggiungibili le persone che vi lavorano e se fosse possibile non metterli sugli altarini sarebbe meglio. Lui viveva per il pubblico, non perché fosse uno showman ma perché il pubblico lo ascoltava davvero quando parlava di musica. Io lo ascoltavo quando in uno dei nostri pranzi domenicali mi diceva «Valentina, sai chi è una grande artista? Lady Gaga» e preferiva parlare del presente invece che del passato. Sorrideva quando andavano a trovarlo perché voleva solo compagnia. Aveva gli occhi di un bambino e il sorriso graffiato da una vita che nessuno conosce. Tutti quei mesi passati insieme erano scanditi da tanti discorsi sulla vita, sulla bellezza dell’arte, silenzi imbarazzanti e sigarette come se piovessero. Ho scelto di fare un mestiere in cui ci vuole empatia ma anche distanza e questi elementi furono presenti all’interno del reportage realizzato con Richard ed Ester, perché le infinite chiamate mi arrivavano non solo al telefono ma anche nello stomaco. Non è tutto risate e citazioni. Alcuni non riescono e non devono per forza creare rapporti con le persone per cui si può prendere il superficiale ma ricordarsi di essere umani è indispensabile. 

Richard Benson morto
Richard Benson ed Ester Esposito fotografati da Valentina De Santis

Ho aspettato a scrivere queste parole, è stato un colpo strano. Ricordiamoci delle persone quando sono in vita, non quando non possiamo fare altro che piangerle.

Ciao Richard.