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Peppe Er Faticone – Ali Mo e Taci Tu / Stornelli De Peppe Er Zagaja (1968 – 7″)

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Peppe Er Faticone - Ali Mo E Taci TuRitorniamo a parlare di Mondo Hysterico: all’epoca dell’uscita di questa compilation (prima metà anni ’90), molti di noi seguaci dei suoni strani e oscuri che provenivano dal passato trovarono modo di godere delle chicche sonore in esse contenute: oggi, visto che questo titolo non è mai stato più ristampato (almeno in Europa), possiamo solo navigare a vista sulla scia di quell’indottrinamento musicale. Era il 1995: il secondo volume della serie fu acquistato dal mio amico (ancora oggi fortunato possessore di copia vinilica), e regolarmente riversato su cassetta per il mio piacere.

Fu così che conobbi la musica di Clem Sacco: mai avrei pensato di poter suonare insieme a lui, 13 anni dopo l’ascolto di “Baciami la Vena Varicosa”!

Insieme ai titoli che componevano la scaletta dell’album, c’era anche questo brano, ad opera di Peppe Er Faticone: “Ali Mo e Taci Tu”, un 45 giri che, grazie alla rete, ancora oggi si trova (forse, complice il ritorno di certe sonorità, si sono aperte scatole chiuse da tempo in angusti magazzini, chissà).

Indagando, ho scoperto che il nostro Peppe si chiamava in realtà Alvaro Amici, romano de Roma nato alla Garbatella il 21 Febbraio 1936. Il disco oggetto del nostro interesse arrivò nel 1968, e vedeva tra gli autori del brano Vittorio Alescio, che lo compose. Ma non solo: sembra che la versione di Alescio venne pubblicata in 45 giri prima di quella di Peppe Er Faticone (per la minuscola etichetta PIG); tuttavia non si ha conferma, e la storia recente ha premiato Alvaro Amici, portandolo ad essere tassello rilevante della collana Mondo Hysterico (“Ali Mo e Taci Tu” era, insieme alle canzoni di Clem Sacco, tra i brani più accattivanti di tutta la serie), e quindi ad avere una sorta di “riconoscimento underground”, che Alescio non ha mai ottenuto.

Una curiosità: la canzone è contenuta anche in un album del 1968, uscito per la Joker e intitolato “Stornelli Romaneschi”, con canzoni di entrambi i cantautori (Amici e Alescio), un lato per ciascuno.

Tutti, adesso, siamo curiosi di sapere cosa si cela nel lato B di questo 7”: ebbene, visto che siamo a Roma, un bello stornello malizioso non ce lo leva nessuno. “Stornelli de Peppe Er Zagaja” ci insegna da subito il significato della parola “zagaja” (da zagajare = balbettare), con un intro come questo:

Caca…pipisco questo è male
Devo sempre caca…cantare
Mammamamma mia che guaio
Se paparlo io zagajo!

E via con i doppi sensi, e giù risate maliziose.

La copertina è degna di nota, e fa emergere il contenuto orientaleggiante del brano-principe (gli stornelli, a Roma, credo non facciano più notizia da anni poiché parte del tessuto sociale di quella zona, e infatti è solo citato a caratteri più piccoli), mentre il disco usciva sotto l’egida della oscura Sunset Records (che pubblicava anche dischi di Nino Delli, autore di moderne tarantelle napoletane, negli anni ’60).

Alvaro Amici si è spento il 25 Febbraio 2003.

Franco “FrankDee” Malatesta

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4 COMMENTI

  1. Francamente mi pare un po' ingeneroso il giudizio su Alvaro Amici, uno dei più importanti esponenti della canzone popolare romana del '900. I figli Corrado e Fabrizio continuano ad essere apprezzati cantanti, soprattutto il primo, lirico di fama nazionale. Vittorio Alescio ha un sito in cui viene descritto come "The Voice of Casteli Romani"… troppo divertente! L'ultima volta l'ho visto un paio di anni fa in un ristorante di Grotta Ferrata (RM). Ero ad uan cena e lui è netrato con la chitarra, cantando stornelli e chiedendo qualcosa in cambio, come fanno gli pseudoartisti di strada nelle metropolitane. Onestamente mi ha fatto molta tenerezza.

  2. Al precedente commento aggiungo che, di solito, gli stornellatori che si esibivano (e ogni tanto si esibiscono anche oggi) nei ristoranti e nei locali romani aggiungono una coda infinita alla canzone oggetto di questo articolo. Il gioco consiste nel prendere in giro qualcuno dei presentei n sala per il suo aspaeto fisico ("se n'annamo tutti ar prato, tacci sua a chi è pelato"), oppure nel carpire informazioni su qualcuno e improvvisarci sopra due versi. Per dirne una, in quel periodo io non lavoravo, e Vittorione nostro s'inventò qualcosa del tipo "so felice e so' un po' pazzo, tacci sua de Fabrizio che nun fa' un cazzo".Di solito ci si accanisce con quello che se la prende di più, in pieno stile goliardico romano: a chi tocca 'n se 'ngrugna! 🙂

  3. Fabrizio,mi pare che siano state tessute le lodi ad Alvaro Amici, dove trovi ingeneroso il giudizio espresso? Ovviamente non e' stata presa in considerazione tutta la sua carriera, ma solo questo 45 giri.

  4. Devo dire che "Ali Mò e Taci Tu" è suscettibile di "aggiornamenti": a quanto pare è un brano piuttosto popolare, e ho sentito una versione di Alescio aggiornata agli anni 2000, con versi che riflettono la società odierna.Fabrizio, non ne ho parlato nè bene nè male, ho solo fatto una "cronaca" del disco in questione.

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