Le 10 peggiori copertine di sigle tarocche dei cartoni animati

Per tutti gli anni ’80 i cartoni animati hanno avuto in Italia il momento di massima espansione, arrivando nelle case di tutti gli italiani con una diffusione a tappeto. Il mercato era dunque fertile per accogliere i dischi delle sigle di questi cartoni, capolavori indimenticabili di cui abbiamo già ampiamente trattato che vendettero milioni di copie ed entrarono nel cuore di tutta la generazione X e di una prima porzione di millennials. Quando un fenomeno musicale raggiunge così tanto successo, inevitabili arrivano i cloni e i tarocchi.

Succede così che per cavalcare il trend di mercato alcune etichette italiane come la Signal, la LS e persino la Fonola (che già ci aveva regalato Pippo Baudo presenta le ricette in musica), decidono di re-incidere le sigle più famose e pubblicarle. Quasi sempre queste cover non reggono nemmeno lontanamente le versioni originali ma la vera magia avviene sulle copertine: per questioni di diritti o forse di budget le illustrazioni di questi dischi sono piccoli capolavori di grafica diversamente bella, talmente incredibili da sembrare uno scherzo di cattivo gusto, talmente brutte da essere genuinamente belle. Ecco a voi dunque le 10 peggiori copertine di sigle tarocche dei cartoni animati.

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Piccoli Boys degli Orsi Burloni ‎– Lady Oscar / Bambino Pinocchio

Tralasciando il nome scelto dai giovani interpreti, questa Lady Oscar non sembra per niente contenta di apparire nella stessa copertina insieme a un Pinocchio che ha un papero nella tesa del suo cappello.

Boys Group – Daitan 3

Le pupille dilatatissime di un improbabilissimo Daitarn III ci confermano che anche i robottoni pasticciano con cocaina e anfetamine varie. E noi che pensavamo fossero degli indefessi paladini del pianeta Terra.

Tilly ‎– Pollyanna (1987)

Non sembra anche a voi che lo scoiattolo stia facendo la pipì verso questa Pollyanna dalle sopracciglia sottilissime e dalla fronte altissima?

Tilly ‎– Vola Mio Mini Pony (1987)

Non riusciamo a togliere lo sguardo dalle strane zampe di questi animali, per non parlare della posizione innaturale della testa del pony blu.

Boys Group ‎– Candy Candy

Sembra particolarmente buono il trip di LSD che si è presa Candy Candy.

Tilly  ‎– Occhi Di Gatto (1986)

Questa copertina è talmente ermetica e senza senso che a noi piace. Crepuscolare. Sembra quasi un De Chirico.

Sergio Parodi ‎– Son Braccio Di Ferro / La Pantera Rosa

A giudicare dallo scambio di sguardi, questa Pantera Rosa eroinomane e questo Braccio di Ferro sproporzionato sono a un passo dal fare a botte.

Marco ed i Piccoli Melody ‎– Che bello essere un Puffo (1985)

Ok, passi per i colori del puffo completamente sbagliati, le orecchie flosce, la pancia da alcolizzato e la coda di un barboncino. Ma non riusciamo a togliere lo sguardo da quelle scarpe.

Boys Group ‎– Planet-O (Lupin III) (1980)

Questa copertina è semplicemente perfetta. Non aggiungiamo altro per non innervosire ulteriormente quel Jigen che sembra già abbastanza isterico. Curiosità: a differenza degli altri presentati in questa classifica, questo disco è abbastanza raro e viene venduto anche fino a 70 € ma dal momento che se ne trova ancora un buon numero di copie in giro, sconsigliamo di pagarlo più di 30 € in condizioni ottime.

Tilly ‎– Teneramente Licia / Jem (1987)

La manica di Licia sciolta sul pianoforte, l’inquietante somiglianza tra lei e Mirko, la generale sensazione di sghembo che trasuda dappertutto. Pura magia. Questa è sicuramente la più incredibile tra le copertine di sigle tarocche dei cartoni animati.