Padre Maurizio Divertiti di Più Ma Fallo con Gesù
Padre Maurizio De Sanctis, aka Padre Nike, aka Skizzo

Divertiti di più ma fallo con Gesù: il folle album di Padre Maurizio con lo zampino di Fiorello

Di religiosi canterini è piena la discografia italiana, dalle più recenti Suor Cristina e Suor Anna fino alle partecipazioni al Festival di Sanremo con Frate Giuseppe Cionfoli e Padre Alfonso Maria Parente, passando da un illustre sconosciuto come il nostro amato Don Giovanni Branda o il noto esorcista con la passione per il canto Monsignor Milingo e schegge impazzite come Frate Cesare con la sua band heavy metal Fratello Metallo, tutto questo sempre nel nome del Cristo, sia ben chiaro.

Padre Maurizio Divertiti di Più Ma Fallo con Gesù

In questo parterre di artisti religiosi divenuti cult non possiamo non menzionare anche Padre Maurizio De Sanctis, noto come Padre Nike (nomigliolo appiccicatogli in gioventù quando dei ragazzi, alla fine di una sua missione, gli regalarono un paio di scarpe Nike), per gli amici semplicemente Skizzo, ex ballerino che sulla via di Medjugorje venne fulminato dalla fede e dalla voglia di trasmetterla ai giovani a ritmo di rap e musica house.

Ecco che nel febbraio del 1999 al grido di «Divertiti di più ma fallo con Gesù» il nostro si getta anima, corpo e abito talare in pista da ballo, convinto di poter dar il suo contributo alla parola del Signore. Posto che Dio esista, posto che questo abbia bisogno di gente che vada in giro a predicare la sua parola e posto che a fine anni ’90 avesse deciso di farlo in Italia a ritmo di rap, possiamo sicuramente affermare che, quanto meno, il coraggio non manca certamente a Padre Maurizio. Anzitutto le tematiche trattate (fede sì, ma anche droga, AIDS, il mondo della notte e delle sottoculture giovanili) ma anche la scelta di confrontarsi con un genere musicale che da noi era ancora nuovo ma già poteva vantare artisti del calibro di Sangue Misto, Colle der Fomento, Kaos, Otierre, Frankie Hi Nrg MC, Neffa, Bassi Maestro o Lou X (e magari qualcuni ci mette dentro anche i primi Articolo 31).

Dopo l’urlo iniziale «Dio ti vuole un macello di bene!» quello che salta subito all’orecchio ascoltando questo Divertiti di più ma fallo con Gesù, è da un lato la produzione con dei suoni già per l’epoca fuori tempo massimo di almeno 6/7 anni, e dall’altro il mix senza continuità di genere tra preghiere, rap, salmi, funk, inni liturgici e musica dance. Tutto questo insieme all’energia incontrollabile di Padre Maurizio contribuisce a rendere l’album un disco a suo modo di culto, una combinazione tanto incredibile quanto inedita che nelle nove canzoni, tutte scritte dal religioso (più tre brani strumentali, evidentemetne a Dio non servono le parole dopo tutto) e a noi pare la congiunzione ideale tra Giacomo Celentano e Gregorio.

La fama di questo sacerdote passionista che predicava a ritmo di musica, raggiunse anche la televisione alle orecchie sempre attente di Maurizio Costanzo che lo ospitò più volte al Maurizio Costanzo Show dove il nostro una volta si esibì con il suo tormentone convolgendo anche il pubblico in sala, in un momento di televisione diventato cult. 

Toranando al disco non mancano neanche gli ospiti speciali tra cui proprio Franco Bracardi, il famoso pianista “muto” onnipresente durante tutte le puntate del Maurizio Costanzo Show, che qui sentiamo per la prima volta parlare mentre si accompagna col suo amato pianoforte, ma il pezzo forte è nientepopodimeno che Fiorello. Ebbene sì, il divin codino della televisione ha l’onore di presentare il disco invitando il pubblico a entrare senza vergogna nella discoteca di Gesù al grido di «chi non salta un peccatore è!» (vogliamo giustificarlo perché probabilmente ancora obnubilato dalla cocaina). Una discoteca tutta particolare, dove ci si può divertire senza cercare lo sballo e detto da uno che, per sua ammissione, ha passato tutti gli anni ’90 tra i locali di Milano a pippare qualsiasi cosa passasse tra le sue narici possiamo davvero crederci.

Lo scopo dell’album come disse Padre Maurizio era di «evangelizzare divertendo e divertire evangelizzando», ora non metto in dubbio che tra le Orsoline il nostro fosse più famoso di J-Ax, ma non sono sicuro se frotte di giovani abbiano trovato la via del Signore dopo aver ascoltato a riptizione Salmo techno, Te deum dance, Discoteca di Gesù o l’epica title track (un capolavoro di house-leftfield guidato dalla fisarmonica di Renzo Ruggieri), magari ciò è avvenuto veramente; per quanto riguarda il divertimento questo è soggettivo, ma è un dato di fatto che la categoria ecclesiastica non sia certo nota per il suo humor ficcante. Anche per questo il disco di Padre Maurizio è sicuramente un unicum nella produzione musicale religiosa italiana.

Se volete comprare il disco mettetevi comodi ed assumete un investigatore privato perché non se ne hanno tracce, quello che sappiamo è che godette sicuramente di una certa fama nel mondo cattolico anche perché il ricavato delle vendite veniva devoluto in beneficenza. Per nostra fortuna nel 1999 Padre Maurizio pubblicò il suo secondo (e a quanto ci risulta ultimo) album intitolato L’amore c’è nel 2000 che va, una raccolta che contiene un paio di brani inediti e le 6 canzoni già edite che vengono completamente riarrangiate e reincise con dei suoni finalmente al passo con i tempi, anche se personalmente manca un po’ quella patina casalinga che rende Divertiti di più ma fallo con Gesù così unico.

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